Buonanotte all’Italia

Moreno manda l’Uruguay agli ottavi – La nazionale azzurra esce a sorpresa dal Mondiale brasiliano. Decide nella ripresa una rete di testa di Godin. Però non mancano le polemiche. L’arbitraggio non è stato all’altezza e sullo zero a zero Moreno si inventa un’espulsione per Marchisio, che al massimo avrebbe meritato un cartellino giallo, e successivamente non si accorge del morso di Suarez a Chiellini. A quel punto la partita è seriamente compromessa e per i sudamericani è tutto più semplice. Un match complessivamente brutto, dove nel primo tempo Balotelli è irriconoscibile e gli unici a mostrare impegno sono Pirlo e Buffon. La squadra di Prandelli appare priva di idee e fatica a impostare il gioco. Dall’altro lato, invece, gli uomini di Tabarez non sembrano superiori e fanno ben poco. E’ la noia totale. Fin quando a rompere l’equilibrio ci pensa il fischietto Moreno, che con decisioni destinate a far discutere riesce a rendere l’incontro ancora più nervoso dei minuti precedenti.

Gli aiutini alle sudamericane – Un nome un incubo per l’Italia. Un cognome che richiama alla memoria quel Byron Moreno che nel 2002 buttò fuori gli azzurri per la gioia della Corea del Sud. Corsi e ricorsi storici, direbbe Giambattista Vico. La vittima è l’Italia, ma in questo mondiale non è la prima volta che si verificano situazioni del genere. Una volta tocca al Brasile, poi all’Argentina e infine l’Uruguay. Gli aiutini giungono puntuali per le formazioni sudamericane. Quelle con maggior pubblico sugli spalti, che garantiscono cospicui introiti agli organizzatori. Era un’ipotesi del pre-mondiale. Oggi, purtroppo, trova le sue conferme. Al di là delle recriminazioni, l’Italia ha fatto davvero poco. Con la Costa Rica c’erano state le prime avvisaglie e contro l’Uruguay ci sono state le conferme. Condizione atletica pessima, poche idee e confuse in campo, un organico non all’altezza. La partita con l’Inghilterra aveva illuso, ma in realtà mister Prandelli non è arrivato in Brasile con un progetto certo.

Italia senza certezze – Continui cambi di uomini e moduli in queste tre partite. Incertezze precedenti nelle convocazioni, anche se bisogna ammettere come il calcio italiano non viva un momento di particolare abbondanza. Le notti magiche sono un ricordo lontano e dopo l’eliminazione di quattro anni fa in Sud Africa, sempre nella prima fase a giorni, una simile sconfitta ridimensiona l’Italia. Non solo nel calcio. Dalla colonna sonora della Nannini, infatti, si potrebbe passare al pezzo di Ligabue “Buonanotte all’Italia”. Un Paese, sportivamente parlando, immerso in un sonno ormai troppo lungo. Non vuole svegliarsi, perché sa bene che la realtà potrebbe essere ancora più terribile degli incubi delle ultime ore. Ci si guarderebbe intorno e si vedrebbe una squadra lontana anni luce dalla sua tradizione, con calciatori non all’altezza. Certo, non si possono avere sempre i Baggio, i Maldini o i Del Piero. Però, se una scuola come quella azzurra fa fatica a trovare uomini in alcuni reparti del campo vuol dire che qualcosa non va. Adesso inizierà il processo alla squadra e dovremmo sopportare le fastidiose retoriche di alcuni tifosi sui calciatori milionari senza più stimoli. Stessi supporter che a settembre saranno pronti a incitare i vari calciatori, dimenticando la morale del post-partita mondiale. C’è bisogno di altro, in tutti i sensi.

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