Matisse - Le due sorelle

Più di mille spettatori paganti al giorno per la mostra organizzata a Ferrara Matisse, la figura. La Mostra a cura di Isabelle Monod-Fontaine, organizzata da Fondazione Ferrara Arte, ha ottenuto un grande successo di pubblico, intervallato da varie serate, in cui tra un thè o un caffè nei locali di Ferrara, si presentavano le dinamiche creative dell’artista, dando informazioni importanti per leggerne la forza della linea e l’emozione del colore. Questo ci dice che l’arte alle volte ha la necessità di colorarsi del quotidiano, perché solo quando scende dalle cattedre e si immerge nella vita la sua reale essenza emotiva arriva al cuore delle persone e lo rinfranca.

Ma chi era Matisse, questo pittore che ha attraversato tutte le tensioni e le ricerche artistiche del novecento, e cosa può aver portato al grande successo di pubblico di questa mostra?

Matisse oltre che grafico era nella pittura un superbo narratore dell’anima, che lui ha attraversato con la sua esperienza espressionista. Dalle opere si comprende subito che c’era nella sua idea di pittura la convinzione di fondo che essa dovesse trasportare chiunque la guardasse in un mondo “altro”, un mondo che avesse a che fare con lo spirituale. Vedeva ogni quadro quasi come un’opera religiosa nel senso alto del termine; era quindi presente, oltre all’espressione del proprio io, la ricerca di una linea sintetica che riuscisse ad elevare anche gli altri e contribuisse alla crescita dello spirito umano.

Matisse riempì i suoi appunti e le sue opere di disegni ed immagini che ricordano il primitivo ed il tribale, portando avanti una ricerca di una naturalezza quasi infantile. Questo, che li rende a tutti assai leggibili, spesso ha fatto pensare ai suoi disegni come a quelli di un bambino. Ma questa idea, che ha accomunato altri suoi grandi colleghi dell’arte contemporanea non è esatta perché lui non partiva dalla semplicità, ma dalla ricerca di essa. Erano la sintesi della purezza e l’eccitazione della semplicità a rappresentare il punto di arrivo. Ciò lo ha portato ad entrare in maniera consapevole al centro dell’essenza di ogni effige. Una linea è il segno di un individuo, una traccia delle sue emozioni e tante linee fanno una immagine che porta quelle emozioni ad altri che le assorbono e le trasformano.

In questa trasformazione risiede il nucleo della crescita e dello sviluppo emotivo, che la visione delle opere di Matisse garantisce. Guardando le sue opere si legge la propria anima senza esserne spaventati, si arriva alla fonte del proprio progresso interiore, che è linfa per il cammino che ogni essere umano deve intraprendere per una reale crescita.

Tutto il Novecento in realtà è stato caratterizzato da un clima di sperimentazione continua, e Matisse cavalca alla grande questo spazio temporale che coincide con gli anni a cavallo della prima guerra mondiale. Non è un caso che si sia presentata in maniera molto chiara questa esigenza di sentire il canto della propria anima proprio in quegli anni. Esattamente come più o meno tutti oggi avvertiamo la stessa esigenza. Ecco perché la gente trova gradevole la complessa semplicità di Matisse, perché riduce a segno e colore i toni dell’anima.

Il ‘900 fu la data simbolica che portava L’interpretazione dei sogni di Freud, stampata in realtà nel 1899, e nel 1905 vedevano la luce i quattro articoli pubblicati da Albert Einstein sul giornale scientifico Annalen der Physik, che vennero chiamati con il nome di Annus Mirabilis Papers cioè gli Articoli dell’anno meraviglioso, dato che erano corti ma mettevano sottosopra tutte le convinzioni scientifiche di quegli anni. Dappertutto in Europa si presentava una situazione nella quale gli artisti non riuscivano ad immedesimarsi: miseria, perdita di valori, lotta di classe e solitudine. Ed inoltre la conoscenza umana con la teoria della relatività cominciava ad accusare qualche colpo, ma soprattutto si era spalancato l’abisso dell’animo umano. La situazione del nostro presente non è molto diversa.

La psiche umana è anche oggi complicata in un intreccio che fa impallidire le carceri di Piranesi e l’arte non ha più molto valore come rappresentazione, come mimesi di una realtà di cui sfuggono i contorni e principalmente l’essenza.  Non abbiamo più bisogno di rappresentazione dunque, ma di creazione di realtà, per cui si rifiuta ogni tipo di linguaggio precostituito. L’oggetto della rappresentazione diviene il nostro mondo interiore, soggettivo, e il pittore di Cateau-Cambrésis offre questa possibilità, non con una fuga in un’altra realtà, ma con la ricerca di una comprensione più profonda della natura umana.

Matisse cancella al mondo ogni realtà oggettiva, e con dei veri e propri tagli trasferisce nell’immagine radiografie dell’anima, tingendola dei colori di tutte le emozioni della vita, l’amore, la gioia, il gioco, ma anche i racconti dei cupi colori della depressione, dell’angoscia e della morte. È una pittura che usa le immagini per esprimere il complesso mondo interiore dell’uomo universale e quindi dell’uomo moderno, perciò con naturalezza gli sguardi della gente che ama i racconti dell’anima, senza esserne aggredita, è andata a ristorarsi gli occhi al Palazzo dei Diamanti.

Matisse che usò il colore nelle tonalità più intense subordinando gli elementi figurativi all’armonia cromatica. Nei suoi dipinti tra l’assenza di ombre e luci ed una prospettiva appena accennata, c’è una violenza dei colori che non assale. Ma un’altra componente essenziale della sua pittura è la linea: una linea morbida e ininterrotta per disegnare le sue figure, delimitare gli spazi e scandire il ritmo e l’armonia della composizione. Nelle opere di Matisse pare di cogliere una angolazione del suo punto di vista che guarda le cose con uno spirito quasi mistico, con lo sguardo comprensivo dello spettatore asceta, una sorta di percezione alta che arriva dalla meditazione. È un po’ la magia stessa della pittura e ogni arte creativa, le cui immagini aiutano tutti ad esperire la vasta gamma delle emozioni umane. E in questo mondo accelerato, in cui anche le immagini scorrono violente, l’occhio umano e l’anima desiderano solo rallentare e perdersi nel godimento di linee apparentemente semplici e colori forti e squillanti che sembrano stese dall’animo semplice di un bambino, ma raccontano serenamente le difficoltà dell’anima.

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Una selezione delle opere in mostra
Tutte le opere di Henri Matisse © Succession H. Matisse, by SIAE 2014

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