Italia perde contro il Costa Rica

Costa Rica agli ottavi – Gli azzurri perdono contro la Costa Rica e rischiano di compromettere il passaggio del turno. Decide la rete di testa dell’esperto Ruiz al 44° minuto. L’Italia è irriconoscibile rispetto alla partita inaugurale contro l’Inghilterra. Lenti, prevedibili, macchinosi. I ragazzi di Cesare Prandelli sbagliano praticamente tutto. I cambi voluti dal commissario tecnico non pagano. Thiago Motta fa rimpiangere Verratti e Abate non è sembrato all’altezza. Candreva subisce un’involuzione preoccupante e nel secondo tempo viene sostituito. Balotelli si divora un gol nella prima parte di gara, dopo che era stato lanciato benissimo da Andrea Pirlo. L’attaccante del Milan sembra l’uomo invisibile e non certo il superman del match contro i britannici. L’unico giocatore sopra la sufficienza è Pirlo. Il regista della Juventus prova a illuminare il gioco e nei primi 45 minuti sembra poter fare la differenza. Però è solo un’illusione. Manca la reazione da grande squadra e così la Costa Rica vola agli ottavi di finale.

La metamorfosi dell’Italia – Sembrava di giocare contro il Brasile dei bei tempi, invece era solo la nazionale cosiddetta “materasso”. Questo è l’aspetto che fa pensare e riflettere. La nostra metamorfosi innalza gli avversari, che hanno una condizione fisica molto brillante. Lottano su ogni pallone e sono consapevoli di aver fatto la storia. Paradossalmente anche per l’Italia è una partita storica. Una sconfitta del genere è una delle più clamorose per la selezione azzurra. Paragonabile, forse, a quella in bianco e nero contro la Corea del Nord. E’ come se gli italiani si fossero svegliati dal lungo sogno prodotto dalla vittoria contro Rooney e compagni e si ritrovassero privi della loro essenza originaria. Proprio come il personaggio dell’opera principale di Franz Kafka, La Metamorfosi. Una mattina il protagonista si risveglierà e si accorgerà di avere le sembianze di un gigantesco insetto. Un incubo per il giovane Gregor Samsa, che inizialmente proverà a convincersi e a lottare per far ritornare tutto come prima.

Riscrivere la storia di Kafka – Impossibile, è la sua nuova condizione. Ogni sforzo sarà vano. Proprio come è successo all’Italia. Non servono a molto gli ingressi di Cassano e Insigne. Prandelli ha cercato di dare più qualità, ma la nazionale non ha reagito. E’ mancato il carattere mostrato nella partita precedente. Così in questi 90 minuti ci si è dovuti adattare alla nuova veste. Più si è provato a reagire e più c’è stato il rischio di subire il gol del ko da parte della Costa Rica. Già, la formazione americana potrebbe essere paragonata alla porta della stanza di Gregor. Il ragazzo, dopo essersi trasformato in mostro, cerca di aprire il passaggio e solo dopo tante difficoltà vi riesce. I problemi erano dovuti, neanche a dirlo, alla sua nuova forma. Era un ostacolo insormontabile. L’unica speranza, per l’Italia, è che il finale sarà diverso rispetto al racconto dello scrittore boemo. Se Gregor si è lasciato andare a se stesso ed è morto lentamente, la nazionale dovrà avere la forza di reagire nel prossimo decisivo incontro con l’Uruguay. Basterà un pareggio, ma sarà necessaria un’altra metamorfosi. Questa volta, però, dovrà ricondurre l’Italia nella sua forma originaria e naturale. In quel caso si potrà riscrivere la conclusione di una storia, che altrimenti rischierà di ripercorrere le orme del grande Kafka.

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