La Colombia, García Márquez e Cuadrado

Un personaggio da cartoon – Non sarà la forte squadra di Andrés Escobar e Faustino Asprilla, ma questa Colombia è altrettanto competitiva. Anche senza il talento di Falcao, c’è un giocatore che più di ogni altro è un vero trascinatore. Si tratta di Cuadrado. Veloce ala della Fiorentina, che dovrebbe riscattarlo in queste ore dall’Udinese. Mese dopo mese riesce a migliorarsi e sta diventando un vero fuoriclasse. E’ un tipo particolare. Quando lo si vede correre in campo, sembra un personaggio da cartoon. Uno di quelli che venivano disegnati con una certa ironia. Invece è reale. In questo mondiale non ha ancora segnato, ma ha fatto tutto il resto. Assist, pali e tanta qualità e quantità. Su di lui ci sono le attenzioni dei principali club internazionali. Lo vorrebbero Barcellona, Bayern e Juventus. Sarà difficile trattenerlo in estate in Toscana. Anche se ama correre, non saranno sufficienti tutte le scarpe Tod’s che la famiglia Della Valle potrà offrirgli, per riuscire a convincerlo.

Cuadrado e le opere di Gabo – Se fosse ancora vivo l’immenso Gabriel García Márquez, probabilmente, sarebbe tentato di fare di Cuadrado un personaggio di una sua opera. Chissà. Certo, avrebbe caratteristiche diverse dalle persone che di solito hanno animato i suoi scritti. L’allegria e la spensieratezza sembrano un connubio perfetto nel calciatore colombiano e stridono con la filosofia dell’autore, il quale pensava di non voler mai e poi mai “barattare il piacere della mia sofferenza con nessun altra cosa al mondo”. Divergenze, ma sicuramente il carattere del veloce giocatore e il suo volto avrebbero attirato il premio Nobel del 1982. “La vespa”, così è soprannominato Cuadrado per la velocità che lo contraddistingue. Forse corre più degli altri per allontanarsi dalle sofferenze del suo Paese. E’ vero, ormai vive in Italia da tanti anni. Era arrivato in Europa da ragazzino, ma non dimentica la malinconia del suo popolo. Quella descritta con varie sfumature proprio da García Márquez. Probabilmente, dando una simile lettura, Gabo avrebbe potuto inserirlo in un ambiente immaginario descritto in alcune sue opere. Ci sarebbe stato bene Cuadrado. Avrebbe potuto vivere, ad esempio, nella mitica Macondo.

I Cafeteros  e il sentimento nelle opere di García Márquez – Solo supposizioni su un personaggio che va al di là del calcio, ma in questo sport trova il suo essere. Lo si è visto ieri pomeriggio, quando l’undici di Pekerman ha battuto anche la Costa D’Avorio ed è volato verso gli ottavi di finale. Cuadrado è l’anima di questa squadra, ma nella Colombia la rivelazione è James Rodriguez, autore della prima rete. I sudamericani sono soprattutto imprevedibilità. Fanno della fantasia il loro tratto distintivo e quando entra l’ex giocatore del Pescara Juan Quintero, il match è chiuso. I Cafeteros si difendono, subiscono la serpentina di Gervinho, ma resistono. Sono abituati a farlo (vedi il sacrificio di Yepes). Ce l’hanno nel loro dna. Niente problemi, dunque, per i colombiani. Un’altra battaglia è stata vinta e non è il tempo della “Mala ora”, semmai è un’ottima ora e questa squadra può ancora sorprendere e arrivare fino in fondo con un po’ di fantasia e romanticismo. Sono, guarda caso, le caratteristiche principali della narrativa di García Márquez. Tutto torna e non potrebbe essere altrimenti, perché il grande scrittore ha saputo interpretare meglio di altri i sentimenti del proprio popolo. Umori, sensazioni e atteggiamenti immutati nel tempo e nei vari contesti.

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