Riforme, c’è l’accordo. Grillo è arrivato troppo tardi

Il 3 luglio il testo sarà in Senato? – Forse siamo al rush finale. Il percorso delle riforme istituzionali dovrebbe essere arrivato a un punto di svolta. A dirlo è il Presidente del consiglio Matteo Renzi. Il premier dichiara come “sulle riforme costituzionali siamo a un passo dalla chiusura”. Se sia ottimismo, oppure parole dettate dall’istinto dell’ex sindaco toscano lo si capirà nelle prossime ore. In tutta la vicenda, però, l’unico dato di fatto certo è l’intensificarsi di incontri e confronti tra le diverse forze politiche che sembrano voler dedicare il periodo estivo al tema centrale di questa legislatura. Un’accelerazione in grado di far approdare il testo nell’aula del Senato già il 3 luglio. Un’azione del genere fa pensare ad un’intesa raggiunta in Commissione affari costituzionali. Se negli ultimi giorni i media si sono concentrati sulla mano tesa di Beppe Grillo nei confronti dei democratici, si è erroneamente persa di vista la Lega Nord. E’ con il Carroccio, infatti, che il Pd sembra aver trovato un accordo di base.

Meno sindaci e più regioni. Ecco il nuovo Senato – Un lavoro nell’ombra, lontani dai riflettori e dall’interesse di quotidiani e televisioni. E’ questo quello che hanno fatto il senatore Roberto Calderoli e la senatrice Anna Finocchiaro. Il nuovo Senato della Repubblica dovrebbe essere il frutto di un paziente lavoro dei due esponenti politici, i quali sono riusciti a trovare una sintesi incastrando emendamenti che nel corso delle settimane avevano provocato malumori e tensioni. Il segreto dell’accordo ottenuto è il classico passo indietro, di tutti. Anche di Matteo Renzi, che dovrà rinunciare al suo sogno di un “Senato dei sindaci”. In questo gioco Forza Italia ha ottenuto alcuni punti a lei cari. Palazzo Madama, per usare le parole di Silvio Berlusconi, “non sarà un dopolavoro per sindaci”. Con questa frase colorita si mette in luce come il Senato del futuro sarà composto da 1/4 di sindaci e il resto spetterà ad una maggioranza di rappresentanti regionali. Il “dopolavoro” è un luogo frequentato da pensionati che occupano il loro tempo dopo una vita spesa a faticare. Lo stesso non si potrà dire per il Senato, perché avrà alcune funzioni importanti: competenza sulla legislazione regionale e su quella europea, co-eleggerà il Presidente della Repubblica, il Csm e i giudici costituzionali e recupererà un ruolo rilevante sulle leggi elettorali e costituzionali.

Tra i due litiganti (M5s e FI) il terzo gode (Lega nord) – Una sintesi che va al di là delle chiacchiere di proporzionale dei cinque stelle e del presidenzialismo proposto, tramite un’idea di referendum, da Silvio Berlusconi. Sembra che in via del Nazareno non abbiano dato troppo peso a sofismi in grado di inceppare ancor di più la lenta macchina delle riforme costituzionali. Se il presidenzialismo è un concetto che piace a Renzi (anche se per il premier non è il momento di parlarne), l’idea di una legge proporzionale con le preferenze non attira l’interesse dei democratici. Secondo loro, infatti, si tornerebbe indietro e non si riuscirebbe a rottamare una logorata Seconda Repubblica. A quanto pare, quindi, tra i due litiganti (M5s e FI) il terzo gode (Lega nord). Il partito guidato dal segretario Matteo Salvini ha lavorato in silenzio ed è riuscito nell’intento di mettere la propria impronta sulle riforme costituzionali. Ciò su cui premevano da via Bellerio è un maggior peso delle regioni e così è stato. Mentre Grillo e Casaleggio arringavano le folle nelle piazze e utilizzavano un linguaggio offensivo per la civiltà democratica, i nipotini di Bossi, forti delle esperienze dell’ultimo ventennio, hanno portato a casa un accordo storico e bruciato l’iniziativa mediatica e politica dei grillini. Adesso occorrerà capire se quest’intesa verrà accettata dalle altre forze politiche. Con Forza Italia, salvo imprevisti o sorprese dell’ultimo minuto, non dovrebbero esserci problemi anche se qualche mal di pancia trapela dalle dichiarazioni della forzista Jole Santelli, che etichetta Matteo Renzi come “saputello spocchioso”.

© Riproduzione Riservata

Commenti