Grillo e Berlusconi si sfidano per essere gli interlocutori del Pd – “Il triangolo no, non l’avevo considerato” cantava Renato Zero in una delle sue più celebri canzoni. Forse neanche nel mondo della politica italiana si vuole prendere in considerazione una forma geometrica del genere, ma l’attuale situazione del Paese rimanda inevitabilmente a questa figura. Se il Partito democratico, soprattutto dopo aver conseguito il 40,8% alle elezioni europee, è l’attore principale sull’attuale palcoscenico, gli altri due competitor, Movimento cinque stelle e Forza Italia, cercano in ogni modo di scalzarsi a vicenda per diventare l’interlocutore numero uno del Pd. Ma nei democratici non sembrano esserci preferenze e il dialogo è aperto con tutti. Così capita che Beppe Grillo dal suo blog proponga un incontro ai vertici di via del Nazareno e rilanci un imprevisto accordo su una legge elettorale di tipo proporzionale con le preferenze. Silvio Berlusconi, invece, è forte del patto di qualche mese fa con il Presidente del consiglio, che ha prodotto l’accordo sull’Italicum alla Camera dei deputati.

I democratici vogliono il dialogo con tutti – Dalla semplice congiunzione di due punti geometrici, si rischia di passare a un triangolo. I democratici non sembrano ostili a riunirsi in diretta streaming con i grillini e il leader del centrodestra, per paura di essere scalzato dal ruolo di attore non protagonista, rilancia e propone l’elezione diretta del Capo dello Stato. In una conferenza stampa alla Camera, Berlusconi è stato sin troppo chiaro: “Vogliamo le riforme, ma vogliamo delle buone riforme. La nostra strategia comporta tre percorsi paralleli: ripresentazione in Senato dei nostri emendamenti per l’elezione diretta del Capo dello Stato. Secondo: presentazione di una proposta di legge costituzionale. Terzo: un referendum con cui chiedere ai cittadini se approvano la scelta presidenzialista”. Il padre di Forza Italia sostiene che non si tirerà indietro sul patto con Renzi e sull’approvazione della legge riguardante il Senato, ma vorrebbe trovare un accordo con i progressisti sul tema del presidenzialismo.

Le analogie con il triangolo di Renato Zero – Un vecchio pallino in grado di accelerare il percorso delle riforme. Matteo Renzi, intanto, sembra aver serrato le fila dei suoi dopo il caso di Corradino Mineo e di Vannino Chiti ed è convinto, come ha riferito al Presidente Napolitano, che il percorso delle riforme costituzionali sia ormai a buon punto. Evidentemente il traguardo è vicino e hanno fiutato l’arrivo anche Beppe Grillo e Silvio Berlusconi, pronti a stringere patti e compromessi per rilanciare i loro progetti politici usciti malconci dalle urne. Il tutto può avvenire sulle note del cantautore romano Renato Zero. “L’indirizzo (del Nazareno) ce l’ho, ti telefonerò (incontro in diretta streaming), ti offrirò una serata strana (libera interpretazione)”. Dalle parti di Palazzo Chigi si augurano un’intesa più ampia possibile sulle riforme, se davvero si vorrà inaugurare la Terza Repubblica, mentre i due interlocutori preferirebbero avere un dialogo isolato e preferenziale con il segretario del Pd e il suo entourage. E allora riecheggiano di nuovo i versi dell’idolo dei sorcini: “Lui chi è? Come mai l’hai portato con te? Il suo ruolo mi spieghi qual è? Io volevo incontrarti da solo semmai”.

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