Il 30 giugno alla Camera le norme contro l’evasione – Sono giornate intense per l’attività dell’esecutivo. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri sulla riforma della pubblica amministrazione e sui nuovi poteri in materia di anticorruzione a Raffaele Cantone, il governo sembra aver pronto un testo anti-evasione e il 30 giungo dovrebbe fare il suo ingresso alla Camera dei deputati. Verranno introdotte norme tecnologiche per combattere i furbetti. Sarà una lotta all’evasione 2.0, in pieno stile Matteo Renzi. Si seguirà la filosofia annunciata già dal primo giorno dal Presidente del consiglio, di combattere la burocrazia annidata in ogni angolo dello Stato. Deburocratizzare è l’imperativo categorico per il governo di larghe intese. E’ lo snodo principale per far ripartire la macchina statale e portarla ad una velocità accettabile, in grado di mettersi al passo con il resto d’Europa. In una logica del genere non può essere esclusa la lotta all’evasione, che potrebbe facilitare anche il pagamento di imposte e tributi del cittadino.

Tracciabilità totale – Tramite un inevitabile potenziamento delle banche dati, il governo introdurrà alcune norme ben precise: dallo scontrino telematico (obbligatorio almeno per la grande distribuzione) alla fatturazione elettronica, passando per l’affiancamento ai dispositivi elettronici chiamati Pos (già obbligatori da fine mese per commercianti e liberi professionisti) e arrivando all’introduzione della carta di pagamento per saldare il conto del medico o dell’avvocato. Verrà inoltre potenziata la moneta elettronica, tracciabile per definizione. Il “nuovo approccio” alla lotta all’evasione fiscale sostenuto dal Ministro dell’economia Padoan, lo si trova nella tracciabilità totale e diventerà quasi impossibile sfuggire al pagamento delle tasse. In linee generali l’attuale governo sembra aver ripreso l’idea dell’esecutivo di Romano Prodi, quando era stata applicata la trasmissione telematica delle vendite degli esercizi commerciali.

La rivoluzione del 730 – All’interno delle norme, a quanto pare, sembra che il governo vorrà usare il bastone e la carota. Se da un lato ci sarà una durissima lotta nei confronti degli evasori fiscali, dall’altro lato (nel tentativo di contrastare la burocrazia italiana) ci sarà un atteggiamento conciliante verso i contribuenti. Si cercherà di semplificargli la vita. In quest’ottica va inserito il piano della dichiarazione auto compilata. Un obiettivo non da poco e così l’Agenzia delle entrate e il nuovo direttore Rossella Orlandi stanno cercando di stringere i tempi per rendere il tutto funzionale dalla primavera del 2015. I vantaggi per il cittadino saranno significativi, perché si eviteranno errori e conseguenti sanzioni, considerando come il contribuente dovrà aggiungere soltanto le detrazioni che il Fisco non conosce (ad esempio le spese mediche). Tutto il resto verrà conteggiato con scrupolo dal Fisco, anche se di anno in anno sarà nota ogni detrazione. A quel punto non sarà necessario alcun intervento del contribuente sul modello 730, in quanto verrà compilato automaticamente dall’Agenzia. Se questa tabella di marcia dovesse essere rispettata, prossimamente anche i professionisti e gli autonomi riceveranno la dichiarazione a casa.

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