Il Ministro dell’Energia ucraino, Iuri Prodan, ha comunicato che Mosca e Kiev non hanno raggiunto l’accordo sul prezzo del gas e la Russia ha deciso d’interrompere le forniture all’Ucraina. Sui 4 miliardi di euro di bolletta che Kiev avrebbe dovuto pagare per il gas, 1,95 miliardi dovevano essere versati adesso, come acconto sulle prossime forniture. Ma i soldi non sono stati versati sul conto di Gazprom, che ha deciso di far scattare il regime del pagamento anticipato ed Alexei Miller, l’Amministratore Delegato della società russa, ha precisato che il “tema in discussione non è più l’introduzione del pagamento anticipato, ma il rimborso del debito ucraino”, quindi o si paga il debito o i futuri pagamenti saranno dovuti in anticipo. L’accordo è saltato non solo per via delle somme pregresse dovute a Mosca, ma anche per via del costo che l’Ucraina dovrebbe pagare per avere il gas; il tentativo di far stipulare un accordo equo per entrambi i paesi è stato portato avanti anche dall’Ue, tramite il Commissario Europeo all’Energia, Guenther Oettinger, il quale aveva fatto una proposta che è stata respinta da Mosca, proprio durante gli ultimi colloqui di ieri sera. E secondo i russi, l’Ucraina ha provato a fare un gioco sporco con la Russia, in merito alla questione del gas.

L’Ue da parte sua, insiste nella disponibilità alla mediazione nei negoziati. In effetti, se la situazione riguardo alle forniture del gas all’Europa per il momento appare sotto controllo, e nonostante le rassicurazioni che Gazprom ha dato ai suoi clienti nel Vecchio Continente – tra cui non dimentichiamolo c’è anche l’Italia, che importa una notevole percentuale del gas naturale dalla Russia – i problemi potrebbero sorgere nel momento in cui l’Ucraina dovesse dar fondo alle sue riserve e si dovesse prevedere un inverno rigido. Inoltre, L’Amministratore Delegato di Gazprom ha detto che non dovrebbero esserci problemi sulle forniture di gas all’Europa, però poi ha chiarito anche che i problemi di fornitura e possibili interruzioni riguarderebbero il transito verso l’Europa da parte Ucraina. “La Commissione Europea è stata informata di possibili interruzioni del transito del gas nel caso in cui Naftogaz prelevasse il gas destinato al transito”, queste le parole di Gazprom, poiché il 15% del gas destinato all’Europa passa dall’Ucraina ed in passato le questioni tra Kiev e Mosca avevano avuto delle ripercussioni sulle forniture europee, pur se l’Ucraina, è contrattualmente obbligata a rispettare il transito del gas.

Frattanto, da parte di Kiev, c’è stata la richiesta all’Europa di un inversione del flusso proveniente dalla Slovacchia, affinché il paese non soffra a causa del blocco imposto da Mosca. Tutto questo, è chiaro, si inserisce nel più ampio contesto della guerra civile nel paese e i segni di distensione che si erano intravisti durante le celebrazioni del D-Day poche settimane fa, sono già stati cancellati dalla politica reale. Gli scontri tra i separatisti filorussi e l’esercito governativo sono incessanti, nelle scorse ore, un aereo militare ucraino è stato abbattuto dagli insorti ed ha causato la morte di tutto l’equipaggio, 49 persone. Il fronte orientale è sottoposto alla continua aggressione e il nuovo Presidente ucraino Petro Poroshenko, sta disperatamente provando a far approvare un piano di pace che porti “al cessate il fuoco”. I separatisti della Repubblica Popolare di Donetsk, sono riusciti ad entrare nella Banca Centrale Ucraina e secondo le agenzie, il loro obbiettivo sarebbe quello d’impedire che il denaro proveniente dalle tasse del bacino del Don, di cui fanno parte le regioni di Donetsk e Lugansk, vadano nelle casse di Kiev.

Vista la nuova situazione, l’Unione Europea ha fatto sapere che si sta lavorando ad un pacchetto di nuove sanzioni contro la Russia, prevedendo anche il mancato accordo raggiunto sul pagamento delle forniture di gas, oltre che al peggioramento della situazione sul piano delle azioni militari; in questo secondo caso, l’atto di forza di Mosca continua con l’ingerenza nelle azioni di guerra tramite la presenza di spie e mercenari, che sostengono i separatisti con la continua presenza dei russi ai confini dell’est. Infine, è stata convocata, una nuova riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu per discutere del nuovo assetto di guerra in Ucraina, ma all’ordine del giorno in discussione nella sede del Palazzo di Vetro, si prevede anche la discussione sulla guerra irachena.

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