Una civil partnership italiana – Il Presidente del consiglio Matteo Renzi ha annunciato che a settembre inizierà la discussione in Parlamento sulla legge per istituire le unioni civili per le coppie gay. Un modello che se verrà approvato permetterà all’Italia di mettersi al passo con la maggior parte dei Paesi europei. Il premier ha in mente la civil partnership nata in Inghilterra e attualmente in vigore in Germania. Un progetto in grado di porre sullo stesso piano queste unioni con il matrimonio. Uguali diritti delle coppie eterosessuali sposate. Dalla reversibilità della pensione alla facoltà di adottare il figlio del partner, alla possibilità di potersi assistere reciprocamente durante la malattia fino ai diritti di successione ed eredità. Unica differenza, invece, sarà l’impossibilità di adottare bambini al di fuori della stepchild adoption. La proposta di legge, come si apprende da alcune indiscrezioni, non riguarderà soltanto gli omosessuali. Per la prima volta in Italia, infatti, verranno tutelate anche le coppie eterosessuali tramite veri e propri patti di convivenza.

Si prevede una dura battaglia parlamentare – Il sottosegretario alla Presidente del consiglio, Ivan Scalfarotto, sembra soddisfatto del della contenuto della legge: “In un mondo perfetto vorrei che in Italia ci fosse il matrimonio gay, ma preferisco avere le unioni civili subito che il nulla fino a data da destinarsi. Ritengo però che insieme alle unioni civili si debba tornare a discutere dell’omofobia, e che tutti i matrimoni di coppie omosessuali celebrati all’estero siano direttamente registrati in Italia come unioni civili”. Però, salvo imprevisti, il testo dovrà attraversare diversi ostacoli. Il primo di tutti è l’ampio orientamento cattolico sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. Un problema non da poco, soprattutto per la maggioranza di governo che su un tema del genere rischia di spaccarsi. Il terreno di scontro dovrebbe essere, soprattutto, la possibilità di adozione per una coppia gay di un figlio naturale, oppure di un figlio in precedenza adottato da uno dei due componenti. Una norma che potenzialmente potrebbe urtare alcuni Paesi da cui giungono i bambini adottabili (soprattutto dall’est Europa), che in caso di approvazione della legge sulle unioni civili così come è stata scritta, potrebbero decidere di chiudere qualsiasi pratica con l’Italia.

Messina, al via campagna di sensibilizzazione per chiedere un Registro Unioni civili – In attesa che il mondo della politica inizi un confronto su un tema attuale, nelle varie città del Paese si inizia a far conoscere alla cittadinanza aspetti e particolarità di qualcosa ormai ampiamente diffuso in diverse nazioni d’Europa. E’ il caso di Messina. Proprio questa mattina, a piazza Cairoli, il circolo Pd “Libertà” si è impegnato in un volantinaggio per sensibilizzare la cittadinanza sul Registro delle Unioni civili e per chiedere di approvare anche a Messina questo provvedimento. Se il Partito democratico sembra compatto a livello nazionale su simili idee, nella città dello Stretto ci sono evidenti divisioni. In tempi non sospetti, sulla richiesta di un Registro per le Unioni civili, si erano espresse positivamente la IV e la V circoscrizione cittadina. Però quella proposta, condivisa anche dall’Arcigay, non arrivò in consiglio comunale. Con l’amministrazione Accorinti qualcosa è cambiato e la giunta ha avanzato l’ipotesi di legalizzare un registro e ha chiesto il parere delle varie circoscrizioni. Quattro su sei hanno dato parere positivo e tra di loro c’è quella presieduta da Francesco Palano Quero, che fu il primo a farsi carico di questa richiesta. A quanto pare il tutto sta per approdare in consiglio comunale, ma il gruppo del Partito democratico sembrerebbe orientato a votare contro.

© Riproduzione Riservata

Commenti