Valeria Solarino, attrice per vocazione 660x330

“E’ un lavoro molto duro psicologicamente perché quando non ti scelgono ti sentì inadeguata”. Abito nero, semplice e raffinata. E’ Valeria Solarino, una delle attrici più brave degli ultimi tempi. Si è raccontata oggi a Palazzo dei congressi durante una Tao Class del Taormina Film Fest. Nelle sue vene scorre anche sangue siciliano, il padre è di Modica ed è presente in sala. Le sue origini meridionali si notano dai colori e dal calore con cui racconta la sua vita. “Il mio aspetto è molto siciliano e per questo spesso mi chiamano per interpretare ruoli di donne siciliane”.

Attrice per vocazione piuttosto che per hobby: “Per me fare l’attore è stato da sempre un lavoro, non un hobby. Già a scuola avevo capito che volevo fare quel lavoro per tutta la vita. E non è facile oggi capire cosa si vuole fare nella vita.” Uno dei film più belli in cui ha recitato e che è anche uno dei film più belli che ha interpretato è stato Viola di mare. “Io ho avuto la fortuna di essere coinvolta sin dall’inizio nel progetto e non ho mai avuto paura nel raccontare una storia d’amore tra due donne. Solo dopo, a riprese finite, ho avuto paura del giudizio del pubblico”.

La Solarino è legata sentimentalmente con il regista Giovanni Veronesi. Un rapporto particolare il loro, soprattutto per quanto riguarda il lavoro. Non si scambiano i copioni che girano per casa. Si considera fortunata, finora ha sempre scelto le cose che ha fatto.

2# Valeria Solarino (c) Foto Andrea Jakomin - (c) Blogtaormina

Tra le sue passioni, oltre al cinema, il tennis: “Sono follemente innamorata del tennis e di tutto quello che lo rappresenta. La prossima settimana andrò a Wimbledon. Ammiro molto Federek perché è un grande tennista. Fa una fatica enorme ma non suda. Penso che lo stesso debba essere per l’attore. Io spero di diventare un giorno il Federeck degli attori”.

La sua carriera di attrice prosegue a gonfie vele: “Tra poco inizierò le riprese del film con Michele Placido e sono contentissima. Per prepararmi al meglio per il mio ruolo è fondamentale la prova costume. Per questo chiedo sempre che ci sia il regista perché da quello io capisco il carattere del personaggio. Nel film Viola di mare, ad esempio, ho indossato dei pesi alle caviglie per riuscire ad ottenere una camminata consona al personaggio che interpretavo”. Una donna non solo affascinante ma soprattutto brava, un talento italiano in costante ascesa.

(Photo ANDREA JAKOMIN/Blogtaormina)

© Riproduzione Riservata

Commenti