startup

Con il termine startup s’identifica la fase iniziale per l’avvio di una nuova impresa. Le startup innovative possono essere costituite anche a un solo euro ed essere unipersonali. Le startup usufruiscono degli abbattimenti degli oneri per l’avvio d’impresa come l’imposta di bollo, i diritti di segreteria dovuti per l’iscrizione nel Registro delle imprese e il pagamento dovuto alle Camere di Commercio. Usufruiscono inoltre di crediti d’imposta pari al 35% del costo aziendale di un anno sino a un tetto massimo di 200 mila euro e hanno accesso semplificato al fondo centrale di garanzia. La startup può assumere personale a tempo determinato della durata che va dai sei ai trentasei mesi e può pagarli con le stock option o con i work for equity, cioè azioni e opzioni distribuite ai dipendenti come incentivo ad aumentare la loro produttività.

Perché stiamo parlando di questa nuova tipologia d’imprese societarie che usano investimenti strutturali? Perché questo tipo d’impresa sperimentato all’estero da qualche tempo sta prendendo piede anche in Italia e potrebbe essere una speranza per l’occupazione giovanile e per il rilancio economico. Nel nostro paese secondo Infocamere ci sono circa 2.158 startup e altre tremila imprese che possono essere definite così, poiché aziende create da pochi anni con un alto potenziale di crescita. Secondo poi le stime di Italia Startup, l’associazione d’imprenditori, investitori, enti e aziende che rappresentano l’ecosistema italiano, i posti di lavoro creati da queste nuove imprese sono circa ventimila. Le più competitive sono proprio al Sud: a Monopoli (Bari) Blackshape Aircraft, che produce aeromobili ultraleggeri hi tech da turismo; a Sestu (Cagliari), una piattaforma di comparazione di offerte e volantini di negozi che ha complessivamente quarantatré occupati; Applix, sede legale a Cagliari, con un team che supera le quaranta unità; la Consol di Bari realizza applicativi per l’Erp (Enterprise resource planning), la pianificazione delle risorse d’imprese; Abinsula, di base a Sassari, progetta applicativi per web, mobile, smart tv e sistemi embedded e la calabrese Personal Factory, di Simbario (Vibo Valentia), costruisce impianti per l’autoproduzione di malta e di altri prodotti per l’edilizia.

Si è aperto in questi giorni il sipario del Wind startup award 2014, il programma di accelerazione e formazione pensato per le startup e imprese innovative. L’obiettivo è di offrire ai partecipanti, imprenditori e aspiranti start upper, delle possibilità in più sotto forma di un’attività di mentorship e tutoring nella preparazione del business plan, nella ricerca e presentazione degli investitori. La Sicilia partecipa attivamente alla rete che si sta creando tra le startup italiane con una Fiera, la prima dello Stretto, presenti giovani imprenditori come il messinese Francesco Micali con la sua community, Lo Stretto digitale, Daniele Vinci con la sua esperienza di web marketing, Marco Scuderi da Catania con Working Capital e inoltre Vincenzo Vecchio con le sue opere cinematografiche.

La Sicilia punta soprattutto sul suo patrimonio artistico e paesaggistico infine con Itineranda, un itinerario che valorizza le bellezze del nostro territorio. Favorire la nascita e la crescita in Italia di nuove imprese innovative, le startup, digitali, industriali, artigianali, sociali, industriali, agricole o commerciali, è il giusto tentativo verso una crescita economica e occupazionale. Significa spingere e fare diventare il nostro Paese dinamico e moderno.

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