Cdm, ok a Riforma della PA. Superpoteri a Cantone

“Chi non segue la linea del partito ha il dovere di farsi da parte” – Matteo Renzi procede spedito e nonostante le fibrillazioni di questi giorni nel suo partito, non si fa intimorire e in Consiglio dei ministri ottiene il via libera alla Riforma della Pubblica Amministrazione, conferisce nuovi poteri al presidente dell’anticorruzione Raffaele Cantone, vara un pacchetto di nomine per diversi enti e sopprime da ottobre del 2014 le varie sezioni distaccate del Tar. In conferenza stampa il Presidente del consiglio ha confermato entro la fine di giugno la Riforma del welfare e della giustizia. Entro luglio l’ormai celebre Sblocca Italia e una norma significativa sulla scuola. Una sterzata netta del premier, il quale è tornato sulle polemiche di queste ore e sui tentativi di Mineo e dell’area civatiana di rallentare l’iter delle riforme a Palazzo Madama: “Non ho preso il 40% per restare a vivacchiare. Non vogliamo essere come gli altri, promesse, parole, ma vogliamo essere decisi e cambiare le cose. Se utilizzi il tuo voto decisivo in commissione per affossare un progetto del governo, non stai esercitando la tua libertà di coscienza ma stai cercando di affossare la legge costituzionale. E’ del tutto normale, evidente e pacifico il potere sostitutivo. Chi non segue la linea del partito ha il dovere di farsi da parte. Poi in aula dirà la sua, e allora nessuno di noi espellerà nessuno”.

Tutte le norme della Riforma della PA. 15 mila nuovi posti di lavoro – Dopo essersi tolto qualche sassolino dalle scarpe, il premier mette in luce i punti della Riforma della PA che ha coinvolto online quanti hanno voluto partecipare con delle proposte per migliorare le idee del governo. Sono 44 i punti contenuti che potrebbero modificare un settore ormai rallentato da burocrazia e sistemi antiquati. La riforma prevede l’abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio, sono oltre 10.000 posti in più per giovani nella PA, a costo zero; la modifica dell’istituto della mobilità volontaria e obbligatoria; introduzione dell’esonero dal servizio; agevolazioni del part time; applicazione rigorosa delle norme sui limiti ai compensi che un singolo può percepire dalla pubblica amministrazione, compreso il cumulo con il reddito da pensione; semplificazione e maggiore flessibilità delle regole sul turnover fermo restando il vincolo sulle risorse per tutte le amministrazioni; riduzione del 50% del monte ore dei permessi sindacali nel pubblico impiego; introduzione del ruolo unico della dirigenza; abolizione delle fasce per la dirigenza, carriera basata su incarichi a termine; possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico, oltre un termine; abolizione della figura del segretario comunale; conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle amministrazioni.

Tagli agli sprechi della PA e riorganizzazione – Nella Riforma annunciata da Renzi ci saranno anche corposi tagli agli sprechi. E’ prevista una riorganizzazione strategica della ricerca pubblica, aggregando gli oltre 20 enti che svolgono funzioni simili, per dare vita a centri di eccellenza; soppressione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione e attribuzione delle funzioni alla Banca d’Italia; centrale unica per gli acquisti per tutte le forze di polizia; controllo della Ragioneria generale dello Stato solo sui profili di spesa; censimento di tutti gli enti pubblici; una sola scuola nazionale dell’Amministrazione; accorpamento di Aci, Pra e Motorizzazione civile; riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio (es. ragionerie provinciali e sedi regionali Istat) e riduzione delle Prefetture a non più di 40 (nei capoluoghi di regione e nelle zone più strategiche per la criminalità organizzata); eliminazione dell’obbligo di iscrizione alle camere di commercio; accorpamento delle sovrintendenze e gestione manageriale dei poli museali;  razionalizzazione delle autorità portuali; modifica del codice degli appalti pubblici; riforma delle funzioni e degli onorari dell’Avvocatura generale dello Stato; riduzione delle aziende municipalizzate; introduzione del Pin del cittadino per garantire a tutti l’accesso tramite un’unica entità digitale; trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche: il sistema Siope diventa open data; concreta attuazione del sistema della fatturazione elettronica per tutte le amministrazioni; obbligo di trasparenza da parte dei sindacati.

Ecco i nuovi poteri di Raffaele Cantone. Le nomine del Cdm per vari enti  – Profondi cambiamenti sono previsti anche per l’agenzia anticorruzione. La soddisfazione di Raffaele Cantone sta nelle sue parole: “Scelte positive e coraggiose. Norme che vanno nella direzione giusta”. L’ormai ex pm anticamorra e nemico giurato dei Casalesi sarà commissario non solo su tutti gli appalti italiani e sui lavori dell’Expo, ma anche sull’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di cui utilizzerà uomini, mezzi, e pure un’importante banca dati. I suoi 26 collaboratori diventeranno oltre 300, avrà una squadra della Gdf per Expo, potrà controllare gli appalti vecchi e nuovi, potrà imporre sanzioni fino a 10 mila euro contro chi non rispetta le regole della trasparenza, ma soprattutto avrà il potere di commissariare, attraverso il Prefetto, un’impresa il cui titolare è indagato per corruzione. Una svolta storica, perché per la prima volta in Italia un commissario ha poteri reali e concreti. Si potrà lavorare sul serio in modo da arginare tutto il malaffare emerso negli ultimi mesi. Infine il Cdm ha varato, dopo un braccio di ferro durato una ventina di giorni, le nomine per l’Agenzia delle Entrate, Enit, Istat, Agenzia del Demanio e Consob. La 57 enne Rossella Orlandi è il nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate, alla Consob ci sarà Anna Genovese, Giorgio Alleva all’Istat, Stefano Scalera all’Agenzia del Demanio, Umberto Postiglione all’Agenzia dei beni confiscati e Cristiano Radaelli all’Enit.

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