Il M5s sceglie l’Ukip. In Rete scoppia la protesta

Un plebiscito per Farage – Il Movimento cinque stelle ha scelto la propria collocazione europea. A Strasburgo i grillini eletti si siederanno vicino al partito dell’ultradestra britannica di Nigel Farage. Con 29.584 gli utenti stellati potevano scegliere fra tre ipotesi: Efd che fa riferimento al populismo dell’Ukip, l’Ecr dei riformatori e conservatori e il raggruppamento dei non iscritti. Niente verdi o forze che richiamano i valori di sinistra nella scheda della consultazione virtuale. Il risultato è un plebiscito per Farage, che viene scelto con il 78,1% delle preferenze, secondi i non iscritti con l’11,9% e terzo l’Ecr con il 10%. Dopo l’ufficializzazione ha immediatamente commentato da Londra Farage, che si è detto estremamente soddisfatto e desideroso di iniziare i lavori con i grillini: “Con Grillo saremo il dream team della democrazia ed un incubo per Bruxelles. Sono estremamente soddisfatto del risultato. Sarò lieto di lavorare con il Movimento 5 Stelle per una vera voce di opposizione in seno al Parlamento europeo”.

Dal qualunquismo al conservatorismo dell’ultradestra – Il Movimento che in Italia si è opposto e continua ad alzare un muro contro qualsiasi alleanza parlamentare, in Europa non ha avuto esitazioni nello scegliere Nigel Farage. Il politico britannico che spesso e volentieri viene accusato di razzismo, come la maggior parte dei suoi colleghi di partito, e di antieuropeismo ha stregato Beppe Grillo. L’astro nascente della scena inglese, che ammira Vladimir Putin e lo considera come un punto di riferimento a livello internazionale, è il nuovo compagno di banco dell’ex comico genovese. A molti potrebbe sembrare una battuta, ma è tutto vero. Il guru del M5s vede in Farage delle analogie con quello che lui sta facendo in Italia ed è convinto come entrambi, insieme, possano avere maggiore peso in Europa. Una scelta in grado di mettere da parte il qualunquismo con cui molti commentatori politici avevano etichettato il Movimento. Fino a questo punto, nonostante alcune dichiarazioni, i cinque stelle amavano definirsi oltre la destra e la sinistra, ma dopo questa votazione l’identificazione è sin troppo chiara. Il campo di riferimento è il conservatorismo dell’ultradestra.

La rivolta della Rete – Una brusca deviazione come questa ha provocato aspre polemiche e si mette in dubbio anche la regolarità del voto. Secondo molti votanti, infatti, ci sarebbero state delle manomissioni. La Casaleggio Associati non risponde alle accuse, ma non può evitare di incassare aspre critiche da tutti i simpatizzanti. Nel post che annuncia il trionfo di Farage si leggono commenti di fuoco contro Grillo e la nuova alleanza europea. Maria Grazia da Brindisi sfoga tutta la sua rabbia: “Grillo mi hai estorto il voto. Da Mentana avevi dichiarato che Tsipras ti piaceva e non hai nemmeno nominato Farage. Sei uguale agli altri: dici una cosa e ne fai un’altra. Ma non mi prenderai mai più per il c… Antifascista sempre!!!”. E’ disilluso Francesco Bruschi: “Ale! L’ennesima mazzata! Dopo l’esclusione dei verdi dalle opzioni di scelta per le consultazioni online per formare un’alleanza europea non mi rimane che dire a tutti i miei amici che in questi mesi hanno tentato di dissuadermi a votare Grillo (dico Grillo e non M5s perché a questo punto è a lui e solo a lui che ho dato il mio voto) AVEVATE RAGIONE VOI!!!!”. Invece Stefano Marcelletti da Rieti mette in dubbio il sistema di democrazia diretta all’interno del Movimento: “Non ha senso subire una decisione già presa con tanto di propaganda da parte di caporali orwelliani, non ce l’ho con Farage, massimo rispetto e stima… quello che non capisco è come una decisione così importante non abbia dato luogo ad una discussione, che ci avrebbe coinvolto ex ante valutando e discutendo preliminarmente con chi intavolare accordi. Questa non è democrazia”.

Solita diatriba tra Grillo e Pizzarotti – Chissà cosa diranno nella rossa Livorno, che da poco ha scelto un sindaco grillino con la complicità dell’estrema sinistra locale. Paradossi della politica. Sarebbe curioso, inoltre, ascoltare anche una personalità come Dario Fo. Da sempre vicino al Movimento, nel dopoguerra convinto comunista e durante il fascismo altrettanto convinto sostenitore della Repubblica sociale. Probabilmente non si leverà alcuna protesta o dichiarazione. L’unica voce fuori dal coro, per adesso, è solo quella di Federico Pizzarotti che prosegue il braccio di ferro con Beppe Grillo. Il fondatore dei cinque stelle attacca di nuovo il sindaco di Parma e su twitter gli pone una domanda: “Pizzarotti risponda nel merito. Perché non ha indetto un referendum per stabilire se Parma preferisce le penali o l’inceneritore come promesso?”. Il primo cittadino ducale, che da parte sua continua a fare un passo avanti e uno indietro, non da risposte chiare, ma invita Grillo ad andare a Parma per verificare di persona il lavoro svolto: “Un conto è sognare di cambiare il mondo, un conto poi è farlo”.

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