L’aiutinho arriva dal Giappone – La partita inaugurale tra Brasile e Croazia ha subito suscitato delle polemiche. Con grande sorpresa sono stati gli europei a giocare meglio e addirittura erano riusciti a portarsi in vantaggio. Tutto vanificato dal colpo di precisione di Neymar. Fin qui, nessuna irregolarità. Nella ripresa l’incontro è brutto ed entrambe le squadre dimostrano una certa stanchezza dovuta, probabilmente, alla condizione fisica ancora non ottimale. Così a spezzare l’equilibrio ci pensa l’arbitro giapponese Nishimura, che inventa un calcio di rigore per la nazionale di casa. Una lieve trattenuta sull’anonimo attaccante Fred viene ritenuta fallosa e con un gesto inequivocabile, sintomo di grande sicurezza, il nipponico assegna il penalty dagli undici metri. Neymar non fallisce ed è doppietta, ma la Croazia è rabbiosa e con una personalità da invidiare va vicino al gol e probabilmente se il guardialinee non avesse fischiato un fallo alquanto dubbio su Julio Cesar, gli slavi sarebbero riusciti a riagganciare la formazione carioca.

La rabbia della Croazia – Niente da fare. Un’altra situazione che sfavorisce Rakitic e compagni. A questo punto il Brasile ha delle praterie e segna anche il terzo gol ad opera di Oscar, il quale con un tocco di punta, vederlo fare a un brasiliano è ancora più inquietante, chiude i conti. Probabilmente la squadra di Felipe Scolari non sarebbe riuscita a vincere, ma è stato decisivo l’arbitro Nishimura. Un errore macroscopico, proprio nella gara inaugurale, fa scoppiare le polemiche. Nel dopo partita il commissario tecnico Niko Kovac mostra tutta la sua irritazione: “Se quello è rigore non possiamo giocare più a calcio. Piuttosto diamoci al basket. E’ una vergogna. Parliamo di rispetto e noi non siamo stati rispettati. Se questo è il modo per cominciare il Mondiale, meglio mollare e andare a casa”. Dichiarazioni dure, ma difficile dargli torto. Appena si esce dai confini europei e si organizza la manifestazione in un altro continente, sono frequenti simili episodi.

Torna l’incubo Byron Moreno sui Mondiali? – Certo, il Brasile dovrà arrivare fino in fondo. Se malauguratamente i verde oro dovessero essere eliminati, chi riempirebbe gli stadi? Quali sarebbero gli introiti economici? L’imperativo categorico è “avanti Brasile!” o altre nazionali che geograficamente non sono molto distanti dal gigante sudamericano. Inevitabilmente ci sarebbero più tifosi sugli spalti. Figurarsi se l’ottima Croazia poteva rovinare la festa. Adesso la formazione di Neymar jr, una volta battuta l’insidia numero uno del girone A, viaggia a vele spiegate verso gli ottavi di finale. Questa vicenda, soprattutto per gli italiani, è particolarmente dolorosa e allo stesso preoccupante. Sembra ieri quando l’arbitro Byron Moreno, che arbitrò la nostra nazionale contro la Corea del Sud nel 2002, ci buttò fuori con decisioni imbarazzanti e oltre ogni decenza. L’obiettivo era fare andare i padroni di casa coreani il più lontano possibile, visto che la loro velocità non era sufficiente per raggiungere obiettivi importanti. La storia potrebbe ripetersi e considerando che in questo Mondiale tra i fischietti c’è anche l’ecuadoregno Carlos Alfredo Vera, non si può stare sereni. E’ il successore dello stesso Moreno, perché dal 2002 un arbitro di quella federazione non prende parta a una simile manifestazione. Si salvi chi può.

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