Al via i Mondiali di calcio con la benedizione di Papa Bergoglio

Ecco qua si comincia, stasera alle 22,00 ora italiana ci sarà il fischio iniziale del campionato del mondo di calcio. Il nome altisonante evoca altre cose mondiali, apparentemente finite, e in realtà solo messe nel dimenticatoio, ma effettivamente l’evento calcistico è una delle cose più coinvolgenti a livello planetario.

Ora che il livello tecnologico planetario sta salendo anche in Costa d’Avorio ci saranno gruppi di persone che si riuniranno per seguire le imprese degli elefanti, che è il nome con cui vengono chiamati i loro beniamini. E addirittura nel Ghana, che è il paese con un Pil tra i più bassi del mondo, tutto il paese fondamentalmente fatto di agricoltori, si piazzerà davanti ai televisori per seguire le sorti delle stelle nere, dette anche brasiliani d’Africa, per il loro modo di giocare molto bailado, ma sempre molto efficace, perché cominciano a mettere in difficoltà i grandi squadroni internazionali.

I mondiali brasiliani hanno già avuto grandi strascichi polemici per le storie che accadono in tutte le nazioni, e in certi paesi in maniera maggiore. Tutto il benessere che viene ventilato come beneficio per il paese organizzatore, benessere che dovrebbe servire come volano per le attività e per lo sviluppo del sociale, non solo non arriva quasi mai, ma spesso si abbraccia ad un malessere e ad un malcontento popolare. Per non parlare poi degli stadi che a poche ore dalla pedata di inizio sono ancora ai piedi di Pilato. Oggi in Brasile si festeggia o dias do namorados, la festa degli innamorati che non è a san Valentino come da noi, ma il dodici di giugno, perché è il giorno prima di S. Antonio, che in Brasile è il santo casamenteiro, cioè il santo che ti fa accasare, e quindi propizia il matrimonio. Tanti negozianti però si lamenteranno perché tutti saranno distratti dalla partita del Brasile e invece di pensare a comprare regali per i fidanzati, si occuperanno di comprare magliette della nazionale. Non si vedeva il trionfo di tanti luoghi comuni su quel paese, dai tempi di Falcao alla Roma. Rimbalzano dappertutto parole come samba, saudade, calcio bailado, e tutto contornato da interviste e pubblicità sulle belle donne brasiliane, che poi nella normalità così belle non sono, come in tutti i paesi del mondo.

Bisognerà farci il callo per un po’ di tempo. Anche perché non si può lottare contro uno tsunami, e l’onda della passione calcistica ci si avvicina moltissimo. Per non sentirsi completamente isolati sarà meglio attrezzarsi almeno con un fischietto e una piccola bandierina e ripassare l’inno nazionale, se non altro per controllare se Balotelli e gli altri lo hanno imparato.

La passione calcistica oltretutto ha avuto una benedizione che arriva da molto in alto, e direi che più in alto di così non si poteva. Papa Francesco ha scritto un tweet sulla partenza dei mondiali dicendo che: “il calcio può e deve essere una scuola per la formazione di una cultura dell’incontro, che porti armonia e pace tra i popoli aggiungendo il segreto della vittoria sul campo, ma anche nella vita, risiede nel saper rispettare il mio compagno di squadra, come pure il mio avversario. Nessuno vince da solo, né in campo, né nella vita!”

Prima su Rete Globo in portoghese ha rilasciato un altro messaggio rilanciato poi da Radio Vaticana : “Lo sport è uno strumento per comunicare i valori che promuovono il bene della persona umana e aiutano a costruire una società più pacifica e fraterna. Pensiamo alla lealtà, alla perseveranza, all’amicizia, alla condivisione ed alla solidarietà.“

Belle parole, e speriamo che possa veramente, sempre come augura Bergoglio, che da grande argentino non poteva non essere un appassionato di calcio, questa Coppa del Mondo svolgersi con tutta la serenità e la tranquillità, sempre nel reciproco rispetto, nella solidarietà e nella fraternità tra uomini e donne che si riconoscono membri di un’unica famiglia.

Noi avremmo aggiunto solo un’altra frase rubata simpaticamente dal pontefice a Yuri Chechi: “È meglio una sconfitta limpida che una vittoria sporca.”

[In foto Papa Francesco e Gigi Buffon – Città del Vaticano, 13 agosto 2013 – Photo by Claudio Villa / Getty Images]

© Riproduzione Riservata

Commenti