Blair Renzi

Un vertice in Cina per l’Europa – Nel suo tour internazionale che lo ha portato in Vietnam e Cina per motivi economici e diplomatici, il Presidente del consiglio ha visto anche Tony Blair. L’ex Primo ministro britannico, anche lui in visita in Oriente, ha parlato con Matteo Renzi e secondo indiscrezioni al centro della chiacchierata ci sarebbe stato un confronto sull’Europa. Dopo le elezioni europee, come detto nelle settimane scorse, il Partito democratico, forte del suo 40,8%, è il punto di riferimento continentale dei progressisti. Quindi è una logica conseguenza che i due leader politici si siano confrontati sul futuro dell’Ue, sulle nomine per i vertici comunitari e soprattutto sulla personalità che dovrebbe diventare Presidente della Commissione europea. Una scelta non banale, perché il vecchio continente si trova dinanzi a un bivio storico e ogni presa di posizione potrà avere delle ripercussioni di un certo peso. Il rinnovato Parlamento di Strasburgo, in cui alberga un numero consistente di cosiddetti euroscettici ed estremisti, non garantirà vita facile al nuovo esecutivo di Bruxelles e quindi si comprende come il successore del portoghese Barroso dovrà essere qualcuno con un polso fermo.

Blair e l’Europa – Nelle ultime settimane Tony Blair si è speso in prima persona per l’Europa. Aveva fiutato, prima di altri, l’avanzata dell’Ukip di Farage e i fatti gli hanno dato ragione. Il movimento indipendentista dell’ultradestra britannica, infatti, è il primo partito. Un risultato epocale. Un Big bang per la politica inglese, abituata allo storico duopolio e all’alternanza genuina tra conservatori e laburisti. Invece oggi, entrambi, chi per un motivo e chi per un altro, sono stati scalzati dal partito che a Strasburgo è in procinto di creare un gruppo insieme al Movimento cinque stelle. Però il protagonista della storia britannica degli ultimi vent’anni non ci sta e così ha iniziato a esporsi con dichiarazioni filo europee. Blair, di settimana in settimana, ha messo in piedi un progetto per l’Europa. Innanzitutto ha bollato come “stupide” le parole del Primo ministro David Cameron, che per paura di vedere il suo partito perdere voti in favore dell’Ukip, ha alzato i toni contro l’Ue e ha minacciato un referendum sulla permanenza inglese in Europa, se a occupare la poltrona di Presidente sarà il vincitore Jean – Claude Juncker.

Blair Presidente della Commissione europea? – Il lussemburghese avrebbe le carte in regola per questa nomina. Il problema sono le alleanze e all’interno del Parlamento non sembra che il candidato del Ppe goda di un grande credito, perché è etichettato come simbolo di quell’Europa burocratica che ha contribuito alla situazione in cui versa la popolazione comunitaria. Cameron lo sa e vuole andare oltre. Blair lo critica, ma non vede neanche lui in Juncker la figura giusta. Allora potrebbe toccare al socialdemocratico Martin Schulz. Possibile, ma anche lui ha i suoi limiti. Non è considerato una figura unitaria e sarebbe privo di quella personalità per rilanciare il sogno europeo. Lo staff di Renzi, qualche giorno fa, aveva fatto trapelare il nome di Enrico Letta. Un’ipotesi non tramontata, ma altamente improbabile. Allora è possibile che l’ex sindaco di Firenze abbia proposto proprio a Tony Blair di assumersi un incarico così gravoso. Chi meglio di lui? Una figura di livello internazionale, con un’ottima dialettica, una prospettiva chiara del futuro e una buona dose di europeismo.

Una certa idea britannica d’Europa – A tutto ciò va aggiunta la tattica politica. Si darebbe a un britannico la poltrona più importante di Bruxelles, per cercare di arginare quei sentimenti di scetticismo in un Paese chiave come l’Inghilterra. Blair potrebbe contenere e far arretrare Farage e le sue idee. Già, in realtà, ci sta provando. L’ex leader laburista pensa a una Gran Bretagna che dovrà guidare il cambiamento in Europa e non seguirlo passivamente come in questi anni. Blair immagina un vasto piano di riforme su immigrazione, energia (alla luce della crisi Ucraina e delle spinte espansionistiche di Mosca) e difesa. Il politico di Edimburgo starebbe lavorando a un progetto per dare maggiori concessioni ai Paesi dell’Unione europea che non utilizzano la moneta unica. Tutto, al momento, avviene sottobanco. Matteo Renzi, che diverse volte ha dichiarato la sua stima per Tony Blair e da alcuni commentatori nostrani è paragonato all’ex Primo ministro britannico, potrebbe chiedere ufficialmente al suo idolo di fare un passo avanti per il bene dell’Europa. Ipotesi possibile, ma non si può scartare neanche la possibilità che i due politici stiano lavorando su un nome in grado di andare al di là delle previsioni fatte in questi giorni.

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