Usa. Nuova sparatoria in una scuola

Scuola superiore Reynolds, Troutdate, uno dei sobborghi della città di Portland, in Oregon. Erano circa le 8 del mattino e poco prima dell’inizio delle lezioni, un giovane, vestito di nero e con un casco in testa, dotato anche di giubbotto anti proiettile, ha fatto fuoco con un fucile semiautomatico sui ragazzi e sugli insegnati.

Il giovane era uno studente ma non si sa se fosse iscritto alla scuola; nella sparatoria è stato ferito un insegnante di educazione fisica, Todd Rispler ed un ragazzo è morto. Dopo aver messo in sicurezza tutta l’area ed aver fatto evacuare gli studenti, l’aggressore è stato trovato morto. Uno degli studenti presenti, un ragazzo di 15 anni, ha dichiarato di aver visto l’insegnante di educazione fisica con la camicia insaguinata ma l’uomo per fortuna, non presentava ferite gravi, ed è stato medicato sul posto. L’edificio che era stato chiuso e le strade vicine transennate, era presidiato da polizia e vigili del fuoco. Mentre dentro, i ragazzi con i telefonini inviavano alle famiglie messaggi rassicuranti sulle loro condizioni fisiche.

Una volta giunte le squadre SWAT, la scuola è stata messa sottosopra, classe per classe. I media americani, hanno inviato le immagini dell’evacuazione, in cui gli studenti con le mani sulla testa, per ragioni di sicurezza, venivano fatti uscire e condotti in un pargheggio nelle vicinanze, hanno incontrato i loro genitori; dopo un’ora tutto era di nuovo tranquillo. Questa è l’ultima di una serie di sparatorie avvenute negli ultimi tempi in scuole o università. Lo scorso 5 giugno un uomo armato, ha ferito due persone e ne ha ucciso un’altra, in un edificio della Seattle Pacific University. Nel liceo di Troutdale, dove è avvenuta l’aggressione di ieri, sono iscritti circa 2.800 studenti, tutti a scuola durante la sparatoria.

Barack Obama, informato dell’ennesimo fatto di sangue, avvenuto all’interno di un luogo deputato all’educazione ed alla formazione dei giovani, ha mostrato tutta la sua amarezza per quanto accaduto. “La mia frustrazione è che in questa società non c’è la volontà di prendere alcune misure essenziali per tenere le armi da fuoco lontane dalle persone sbagliate. Non siamo di fronte a un caso alla settimana, ma a una storia di tutti i giorni”Il presidente degli Stati Uniti, non ha fatto sconti e ci è andato giù pesante su un problema, che logora da tempo immemore la struttura della società americana: la circolazione incontrollata delle armi, e la facilità nel venirne in possesso. In un paese, dove l’ossessione per la sicurezza interna, con l’adozione di sosfisticati mezzi di controllo da parte delle agenzie governative, non soppianta l’idea, legata ad un clima da Far West, in cui per sentirsi al sicuro, si deve possedere un’arma per proteggersi e proteggere i propri cari dalla violenza. Un modo comune, consolidato dalla prassi, in cui chiunque può dotarsi di un’arma ed in cui, se non lo si fa sul mercato legale, ci si può rivolgere al sottobosco del mercato nero, gestito spesso dalle organizzazioni criminali. Un settore quello delle armi, mai colpito dalla crisi economica e dove le Lobby, dettanno legge anche nell’iter legislativo del Congresso.

Obama, ha dichiarato: “Gli Stati Uniti dovrebbero vergognarsi per l’incapacità di varare leggi più severe sulle armi da fuoco. I politici sono terrorizzati dalla Nra”, puntando il dito contro la lega più potente che gestisce l’economia delle armi in America. Il Presidente ha poi sottolineato: “Io rispetto la tradizione e il diritto a possedere le armi ma è incredibile che non si riesca nemmeno a varare una legge che prevede i controlli preventivi su chi vuole acquistare delle armi”. Obama si riferisce a quelle indagini che potrebbero permettere di appurare prima, se esistono dei precedenti penali o dei problemi di natura medica, legati a squilibri mentali, all’assunzione di farmaci o all’uso di droghe da parte dell’acquirente.

Sembra che in tutto questo tempo, L’America non abbia vuluto imparare dagli errori commessi in passato; perché ad ogni strage nelle scuole, ad ogni studente ammazzato, ad ogni professore che vive nel terrore, si torna ai tragici fatti dell’aprile del 1999, avvenuti nella Columbine High School, Denver, in Colorado.

Quel giorno, due studenti, Eric Harris e Dylan Klebold, entarono nella scuola armati e fecero fuoco su studenti ed insegnanti. Il conto presentato allora, fu di 12 ragazzi uccisi insieme ad un insegnante, e 24 persone rimaste ferite, tra cui tre ragazzi che erano riusciti a lasciare l’edificio. I due assassini, si tolsero la vita, convinti di non potercela fare dopo che le squadre SWAT avevano asserragliato la scuola.

Ciò che accade allora, scosse le fondamenta dell’America, che si interrogò sull’uso indiscriminato delle armi ma non fece cessare la violenza. Nel 2007, ci fu l’attacco al Virginia Tech e nel 2012, quello alla Sandy Hook Elementary.

Ad ogni strage, si torna a discutere sulla legislazione e sull’emanazione di norme, che regolino il controllo sulla vendita delle armi, e sul possesso. Il dibattito si complica di più, quando investe anche le problematiche legate ai fenomeni di bullismo nelle scuole, agli effetti di film e videogiochi violenti, all’uso indiscriminato dei social e della rete, dove si possono trovare le istruzioni d’uso per confezionare un ordigno; e sull’impatto che tutto questo ha sulle menti dei giovani.

Il confronto ritorna e si amplia, sino a comprendere il rafforzamento della sicurezza nelle scuole, le discussioni sulla frequente discriminazione e sulla brutalità, a cui spesso sono sottoposti quegli studenti che vengono rutenuti diversi, perché non omologati al trend generale dell’esser alla moda. E tutti questi argomenti conducono anche allo studio delle reazioni dei ragazzi “classificati” come deboli, e che in fase d’instabilità caratteriale e psichica, ricorrono anche a farmaci anti-depressivi, o droghe, che ne alterano ulteriormente le capacità di giudizio e possono favorire l’esplosione dei circuiti di rabbia e violenza.

Per queste ragioni, Barack Obama, è fortemente preoccupato, per questo “la sua frustrazione è aumentata” perché questo, non è un problema in fase di risoluzione ma è una questione tutta aperta e lontana dal esser risolta. Le scelte che L’America farà in merito al settore delle armi, implicano non solo un cambiamento sociale, ma prima prevedono un cambio di rotta che tocca da dentro l’economia e la gestione del potere.

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