Ok a responsabilità giudici. Governo battuto alla Camera

Montecitorio approva l’emendamento della Lega – Ecco la responsabilità civile per i giudici. La Camera dei deputati ha votato a scrutinio segreto l’emendamento proposto dalla Lega nord e così i voti favorevoli sono stati 187 e i contrari 180. Il governo viene quindi battuto, perché aveva dato parere negativo. Decisiva nel fare andare sotto l’esecutivo è stata l’astensione del Movimento cinque stelle, che però ha sconfessato i propri propositi pur di fare un dispetto alla maggioranza. Tra gli astenuti anche diversi deputati di Sel. Dopo l’approvazione si è levato l’applauso degli onorevoli leghisti, ma il testo dovrà adesso passare al Senato e il governo proverà a modificarlo. “Quanto avvenuto in aula con l’approvazione dell’emendamento leghista dovrà essere corretto al Senato – sottolinea il capogruppo Pd in commissione Giustizia Walter Verini – Il Pd si è opposto perché così si rischia di colpire l’autonomia della magistratura con un emendamento improvvisato e lesivo delle prerogative dei giudici. Altre forze non lo hanno fatto”.

In cosa consiste la responsabilità civile dei giudici? – L’autore dell’emendamento è il deputato della Lega nord Gianluca Pini, che ha tenuto a sintetizzare gli aspetti della sua proposta: “Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue finzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che dertivino da privazione della libertà personale”. Anche se il testo dovrebbe subire delle modifiche a Palazzo Madama, Forza Italia si è dimostrata soddisfatta per l’esito del voto e Stefania Prestigiacomo afferma: “Con grande soddisfazione salutiamo il via libera alla Camera alla responsabilità civile dei magistrati grazie all’approvazione a scrutinio segreto dell’emendamento della Lega a cui Governo e relatore avevano dato parere contrario”. Con il si della Camera, dunque, si da il via libera, anche se occorre attendere tutto l’iter parlamentare, a una legge chiesta fortemente dall’Unione europea.

Giachetti (Pd) vota a favore. Nel Pd nessuna discussione – Sulla proposta leghista c’è stata qualche defezione all’interno del Partito democratico. Con un voto palese, infatti, il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti ha contribuito all’approvazione del testo. “Pensate ai casi di Tortora e Scaglia”, sostiene il renziano. “Il tempo per una scelta è maturo –prosegue Giachetti – anche nel Partito democratico. Non so perché nel gruppo non ci sia stata una discussione prima”. Già, è grave che nel principale partito italiano non si discuta di una cosa del genere. Soprattutto se, come dichiarato dal Ministro della giustizia Orlando, si vuole proporre una riforma del settore. Decisioni attese da decenni in Italia e per questo motivo una netta presa di posizione dei democratici sarebbe stata doverosa. Avrebbe anche fatto comprendere in che direzione andrà il progetto sulla giustizia dell’esecutivo di larghe intese. Se davvero, anche in questo campo, si vuole cambiare verso, oppure ci si ostina a mantenere sempre le stesse corporazioni intoccabili.

Il M5s si astiene e sconfessa le parole di Grillo – Il Movimento cinque stelle, invece, è compatto e a scrutinio segreto ha deciso di astenersi. Il risultato è che il governo è andato sotto (e i grillini esultano), ma la loro presa di posizione stona con le parole pronunciate proprio in campagna elettorale da Beppe Grillo. L’ex comico genovese, da diverse piazze italiane, aveva identificato il Movimento come il partito di riferimento della magistratura italiana: “Adesso la magistratura si sta muovendo, secondo me, perché sa che c’è una forza politica importante, forse la prima del paese, che non gli va contro”. Una sorta di Italia dei valori 2.0 degenerata o potenziata (dipende dai punti di vista), fino al voto di oggi. Dal canto loro i grillini non fanno allarmismi e parlano di semplice tattica, perché al Senato si dichiarano pronti a votare contro la proposta leghista. Staremo a vedere, ma sconfessare le parole del grande capo, soprattutto in un momento in cui c’è un dibattito interno  infuocato tra la corrente di Grillo e quella di Pizzarotti, potrebbe avere diversi significati. Non indecifrabili, ma fin troppo chiari.

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