Mose, spuntano i nomi di Gianni Letta e Brunetta

Baita: “Letta era il direttore del traffico” – Proseguono gli interrogatori degli inquirenti sullo scandalo del Mose e così l’ex amministratore delegato della Mantovani Giorgio Baita, mentre parla con i magistrati, afferma che “Letta è l’assicurazione sulla vita”. Si parla di Gianni Letta, ex braccio destro e consigliere di Berlusconi e uomo ombra dei vari governi di centrodestra. Le accuse nei confronti della vecchia volpe della politica italiana sono pesantissime e le dichiarazioni del testimone centrale di tutta la vicenda veneziana non lasciano spazio a dubbi. Baita parla di richieste di favori, appalti agli amici, un rapporto privilegiato con Mazzacurati (l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova) e ci sarebbe anche un giro di denaro. Attualmente Gianni Letta non è indagato, ma nei prossimi giorni dovrebbe essere ascoltato nelle vesti di testimone informato sui fatti. La domanda che si pongono gli inquirenti è: perché Letta era considerato un punto di riferimento e il “direttore del traffico”?.

Quei lavori concessi a Lunardi – Interrogativi a cui bisognerà dare una risposta, soprattutto dopo il nuovo verbale riempito con le frasi di Baita sull’ex sottosegretario alla Presidenza del consiglio. “Dunque, io non ho conoscenza di somme di denaro – sostiene l’ex ad della Mantovani –  ma nel Consorzio è sempre circolata la voce tra soci che l’incarico di progettista unico a Technital del gruppo Mazzi servisse a questo… Poi devo dire che dal dottor Letta abbiamo avuto due richieste. Lo ricordo perché sono stato io a farvi fronte: la prima modesta, di dare un subappalto a una certa impresa di Roma, piccola, Cerasi e Cerami, alla quale abbiamo dato a Treporti un subappalto praticamente senza ribasso. In perdita per noi. E la seconda era la richiesta di farci carico dell’esborso… mi pare fosse inizialmente un milione e poi 500 mila euro, che era la somma che la Corte dei Conti aveva chiesto all’ex ministro Lunardi per una questione riguardante l’Anas… Praticamente noi abbiamo dato a Lunardi 500 mila euro, senza chiedergli il ribasso sulla tariffa di un lavoro che abbiamo dato alla sua società (la Rocksoil, ndr) e che riguarda l’A27, Pian di Vedoia – Carlate di Cadore”.

Il rapporto privilegiato di Letta con Mazzacurati – Gianni Letta viene tirato in ballo, stando alle parole di Baita, perché smistava gli appalti alle varie aziende e, sempre secondo il super testimone del Mose, “ci chiese di far lavorare Lunardi e altre aziende amiche”. Il diretto interessato non ha tentennato nel rispondere e mette in evidenza la sua correttezza e trasparenza: “Non è la prima volta che il mio nome viene evocato o citato in una delle tante inchieste che riempiono le cronache di questi mesi. Ed è ovvio che lo sia, perché negli anni di Governo, mi sono occupato di tante vicende, certo di tutte le più importanti, ma solo per dovere di ufficio e per le responsabilità connesse alla funzione ed al ruolo. Ma l’ho sempre fatto con spirito rigorosamente istituzionale, nella più assoluta correttezza e trasparenza, senza mai venir meno ai principi di onestà, di lealtà e di responsabilità, nel pieno rispetto della legge e dell’ordinamento”. Al di là di tutte le parole di queste ultime ore, non si può negare il rapporto privilegiato tra Letta e Mazzacurati. Un legame che il politico di centrodestra dovrà chiarire davanti agli inquirenti.

Baita parla anche di Renato Brunetta – A Venezia saranno giorni di bassa marea, perché dalle inchieste sul Mose è venuto fuori anche il nome di Renato Brunetta. Il parlamentare di Forza Italia è nominato sempre da Giorgio Baita. “Anche se il Consorzio non aveva puntato su di lui alle Comunali di Venezia del 2010, ha comunque sostenuto per lui una serie di costi elettorali”. Una mossa bipartisan, perché all’epoca l’esito delle amministrative nella Laguna era incerto e allora si decise di fare il classico doppio gioco. Baita racconta di un Brunetta alterato, perché il Consorzio aveva dato a Orsoni 560 mila euro per la campagna elettorale, mentre a lui “soltanto” 50 mila euro. Il forzista, raggiunto telefonicamente dai media, si dichiara stupito della vicenda e nelle prossime ore potrebbero esserci altre sorprese, a prescindere dai moti delle maree. Ormai neanche l’acqua alta potrà celare tutti i segreti di una vicenda intrecciata e trasversale.

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