Libero Consorzio comunale l'ipotesi di Eugenio Raneri

In seguito alla soppressione delle province ed all’istituzione delle Città metropolitane e dei liberi Consorzi comunali stabilito dalla Legge Regionale n.8 del 24 Marzo 2014, si sta infiammando in queste settimane la discussione su quale ente dovrà seguire il Comune di Taormina, cioè se accedere alla Città metropolitana di Messina o se invece aderire ad un libero Consorzio comunale da individuare.

Secondo la Legge n.8 il libero Consorzio comunale dovrà essere formato da: un’Assemblea composta dai Sindaci dei Comuni del Consorzio, da un Presidente che dovrà essere eletto dai Sindaci e dai Consiglieri dei Comuni del Consorzio a maggioranza assoluta e da una Giunta che dovrà essere composta (oltre che dal Presidente) da almeno otto assessori scelti tra i membri dell’Assemblea.

La Città Metropolitana invece dovrà essere formata da: una Conferenza Metropolitana composta dai Sindaci dei Comuni della stessa Città Metropolitana, il Sindaco Metropolitano (quello del Comune principale, cioè Messina) e la Giunta Metropolitana che viene eletta dalla Conferenza Metropolitana.

Abbiamo deciso di seguire con degli approfondimenti le tappe di avvicinamento a questo decisivo appuntamento che avrà, volente o nolente, delle ricadute politico, sociali ed economiche sul futuro di Taormina.

Partiamo subito dalla mozione urgente presentata dai consiglieri di opposizione del gruppo consiliare “Insieme si Può” Eugenio Raneri, Pinuccio Composto e Fabio D’Urso che hanno proposto una ipotesi di un libero Consorzio comunale che sarà discusso stasera durante il civico consesso.

L’ipotesi vede la creazione di un libero Consorzio comunale in un’area a quadrilatero che comprende i territori di Acicastello, Bronte, Randazzo, S. Teodoro, Cesarò, S. Teresa di Riva includendo i Comuni di Acireale e Taormina e che individua le aree territoriali in base alla ripartizione delle ex UU.SS.LL 37-38-39 e 40 le quali, se dovessero essere accorpate, verrebbero a formare un (ipotetico) libero Consorzio comunale che comprenderebbe 46 Comuni con una superficie territoriale di 1.713,94 kmq ed una popolazione di 320.634 abitanti (ricordiamo che ogni Consorzio deve avere una popolazione non inferiore a 180.000 abitanti), quindi i consigli dei vari comuni dovrebbero approvare il progetto con una maggioranza dei due terzi, ed infine spetterebbe ai cittadini residenti confermare la scelta definitiva tramite una consultazione referendaria.

“La politica con la sua classe dirigente non può far perdere quest’appuntamento decisivo di crescita e progresso. Abbiamo portato avanti questa ipotesi al fine di tutelare l’interesse pubblico e generale della Città di Taormina”. “Inoltre – continua il consigliere Raneri, primo firmatario della mozione – esistono affinità identitarie socio-culturali che trovano una naturale sintesi nell’adesione al consorzio di quei comuni individuati nel nostro studio.“

Il tempo stringe e mancano appena tre mesi e mezzo alla fatidica data del 28 settembre entro la quale il Comune di Taormina dovrà fare la sua scelta e purtroppo la confusione regna ancora sovrana: a tal proposito bisognerebbe ricordare ai diretti interessati che chi tardi arriva male alloggia, rischiando così di ritrovarsi ad essere come quel giocatore che scende in campo quando i giochi sono ormai fatti.

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