Ballottaggi, Sicilia Vince il Pd, il M5s conquista Bagheria

Che fine ha fatto il centrodestra in Sicilia? – Si sono chiusi nel pomeriggio, alle ore 15, i seggi in Sicilia che a differenza del resto d’Italia ha permesso di votare anche nella giornata odierna. Nessuna sorpresa dalle urne, o quasi. Il Partito democratico conferma il trend positivo espresso in tutto il Paese e riesce a strappare al centrodestra la città di Caltanissetta, oltre a Monreale e Acireale. Il Movimento cinque stelle, invece, conquista Bagheria. Nella regione del celebre 61-0 è un risultato incredibile, soprattutto se si considera come il centrodestra è sostanzialmente scomparso e resiste eroicamente solo a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Alla luce di questi risultati e con particolare riferimento alla presa di Livorno da parte del M5s, il Presidente del consiglio Matteo Renzi sostiene come i ballottaggi sanciscano “la fine delle posizioni di rendita elettorale, è finito il tempo in cui qualcuno sa che in quel posto si vince di sicuro”. Tutt’altro clima in Forza Italia, dove alla luce della debacle dei ballottaggi si fanno sentire le voci  critiche di Mara Carfagna e Raffaele Fitto.

Caltanissetta, Monreale e Acireale al Pd – Nonostante l’ammonimento del segretario democratico, il Pd può festeggiare la vittoria a Caltanissetta. Nell’unico capoluogo siciliano al voto, Giovanni Ruvolo strapazza l’avversario con un 64,3% e stacca di oltre 6 mila preferenze l’esponente di centrodestra. La città siciliana ritorna al centrosinistra, dopo che l’ultima amministrazione era stata guidata dalla destra rappresentata da Michele Campisi. Successo del Pd anche a Monreale, in provincia di Palermo, dove Piero Capizzi ottiene il 55,8% contro il 44,1% di Alberto Arcidiacono appoggiato da Forza Italia e Udc. Sempre nelle zone del palermitano, a Termini Imerese, il Pd conferma sindaco Salvatore Burrafato con il 53,7%. Acireale va al centrosinistra con Roberto Barbagallo al 63,5%, mentre Michele Di Re, appoggiato da Forza Italia e varie liste civiche, si ferma al 36,4%. In provincia di Siracusa, a Pachino, vincono le larghe intese rappresentate da Roberto Bruno. Il nuovo sindaco, eletto con il 75% dei consensi, era sostenuto sia da Pd che dal Ncd. A Mazara del Vallo si conferma il centrodestra con Nicola Cristaldi, il quale ottiene un 58,9%. A San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, trionfa Giampiero Modaffari (appoggiato da alcune liste civiche) con un 63,8%.

Bagheria è del M5s. La Carfagna vuole le primarie in FI – Il Movimento cinque stelle festeggia la vittoria a Bagheria. Nella terra di Giuseppe Tornatore e i suoi capolavori cinematografici, trionfa il grillino Patrizio Cinque con un 69,7%. Il nuovo primo cittadino, il più giovane di tutta l’isola (28 anni), ottiene 8 mila preferenze in più rispetto a Daniele Nicola Vella (32 anni) del Partito democratico. Beppe Grillo gioisce tramite twitter e così Bagheria diventa l’undicesima città italiana a cinque stelle. Al di là di Bagheria, però, è evidente il successo dei democratici e il segretario regionale Fausto Raciti afferma: “In Sicilia torniamo ad essere protagonisti. Strappiamo Caltanissetta al centrodestra e il Pd si afferma anche in importanti comuni come Monreale e Termini Imerese. Al termine di questa tornata amministrativa rafforziamo la nostra presenza praticamente ovunque”. Vorrebbe dire simili parole anche Mara Carfagna, ma la bella esponente forzista non nega il crollo del centrodestra. Negli ultimi giorni è diventata una spina nel fianco, insieme a Raffaele Fitto, per il progetto di rifondazione avviato qualche mese fa da Silvio Berlusconi. Sarebbe doveroso, secondo la portavoce alla Camera di FI, azzerare ogni cosa: “È necessario affrontare, con coraggio, un percorso di rifondazione del nostro partito che sia in grado di dare nuova linfa al nostro rapporto con i cittadini. Questo non è il momento di difendere il potere, ma il momento di ricordarsi che in una democrazia rappresentativa questo potere ci è concesso dal popolo”. Tra le righe si legge una voglia di primarie anche a destra, ma l’ex Presidente del consiglio è stato sin troppo chiaro in merito e insieme a Giovanni Toti ha bocciato questi metodi. Chissà se i risultati dei ballottaggi lo faranno ricredere.

[Foto Daniele Leone / LaPresse]

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