Chi è Nairo Quintana, il Re del Giro 2014

Presentiamo adesso un ritratto professionale del vincitore del 97° Giro d’Italia, il colombiano Nairo Quintana: nato nel 1990 in Colombia da una famiglia di contadini, ha incominciato ad andare in bicicletta sin da piccolo perché era l’unico mezzo di locomozione che poteva utilizzare per raggiungere la scuola del suo paese, poi ha continuato per passione ed è stato visionato dai dirigenti di una squadra dilettantistica che in seguito decisero di affiliarlo.

Il suo primo successo abbastanza importante fu il titolo nazionale a cronometro degli under 23 nel 2009, poi nel 2010 si trasferì ad un’altra formazione continental colombiana (la Cafe’ de Colombia) e vinse due tappe e la classifica finale al prestigioso Tour de L’Avenir (il Tour de France dei dilettanti) davanti allo statunitense Andrew Talansky ed al connazionale Jarlinson Pantano.

Due anni dopo passò professionista alla squadra spagnola della Movistar ed a marzo ottenne i primi due successi, una tappa e la classifica finale della Vuelta Murcia, mentre a maggio giunse secondo alla Vuelta de la Comunidad de Madrid, poi a Giugno vinse a Morzine una tappa del Giro del Delfinato (con arrivo in salita) oltre che una tappa e la classifica finale della Route du Sud sempre in Francia, ed infine concluse la stagione cogliendo il primo prestigioso successo in Italia, al Giro dell’Emilia, grazie ad un attacco solitario sull’ultima ascesa verso il Santuario della Madonna di San Luca.

L’anno successivo partecipa alla Parigi-Nizza ed alla Vuelta Catalunya dove si aggiudica una tappa di montagna a Vallter 2000 e giunge terzo in classifica, poi si aggiudica la Vuelta de los Pais Vascos assieme alla tappa di Eibar, ed a luglio partecipa finalmente al Tour de France (a soli 23 anni!) diventando quasi subito il capitano della squadra a causa del grosso ritardo accumulato in classifica da Alejandro Valverde, quindi giunge terzo all’Alpe d’Huez e si aggiudica la tappa di Annecy-Semnoz  oltre alla maglia a pois come miglior scalatore e quella bianca dei giovani e sale sul secondo gradino del podio a Parigi dietro alla maglia gialla, il britannico Chris Froome e davanti allo spagnolo Joaquim Rodriguez, mentre poi ad agosto si aggiudica una tappa e la classifica finale della Vuelta Burgos ed invece a settembre si ritira nella prova in linea ai campionati del mondo a Firenze.

Quest’anno decide di puntare come obiettivo principale della stagione al Giro d’Italia ed apre la stagione aggiudicandosi una tappa e la classifica finale del Tour de Sant Louis in Argentina mentre alla Tirreno Adriatico chiude al secondo posto dietro uno strepitoso Alberto Contador.

E veniamo infine ai fatti recenti: nella prima parte del Giro si assiste al duello tra l’australiano Cadel Evans ed un altro colombiano, Rigoberto Uran, con quest’ultimo che conquista la maglia rosa al termine della tappa a cronometro di Barolo rifilando grandi distacchi agli altri concorrenti tra i quali lo stesso Quintana che accusa quasi tre minuti di ritardo, ma lo scalatore colombiano riesce comunque a recuperare una manciata di secondi alla maglia rosa nei primi veri arrivi in salita ad Oropa ed a Plan di Montecampione.

Nella Tappa di Val Martello, che prevede le scalate del Gavia e dello Stelvio, si rende protagonista (tra le polemiche) di un’epica azione attaccando insieme ad altri corridori nella discesa dello Stelvio a 60 Km dall’arrivo per poi staccare i compagni di fuga (tra i quali Rjder Hesjedal e Pierre Rolland) nella salita finale di 22 km imponendo il suo ritmo sin dall’inizio con ripetuti scatti che sfiancano tutti gli altri corridori, e si aggiudica la tappa (oltre a conquistare la maglia rosa), poi vince anche la cronoscalata del Monte Grappa nella quale infligge ad i suoi avversari altri distacchi importanti (solo Fabio Aru riesce a contenere il distacco a soli 17 secondi) e si limita a controllare la situazione sullo Zoncolan, giungendo poi in trionfo a Trieste e diventando il primo colombiano in assoluto a vincere il Giro d’Italia.

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