Cdm, ok al “decreto ponte” sulla Tasi. Imu seconde case entro il 16 giugno

Deroghe solo per il 2014 – Adesso è ufficiale. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che rinvia il pagamento della prima rata della Tasi al 16 ottobre nei comuni cosiddetti ritardatari, che non avevano deliberato le aliquote in tempo utile per la scadenza del 16 giungo. Si tratta di un vero e proprio “decreto ponte”, il quale riprende le linee dell’emendamento approvato in Senato durante la discussione sul decreto Irpef. Quella posta oggi dall’esecutivo è una toppa, che consente di far entrare subito in vigore il decreto, mentre il testo dell’Irpef sta ancora seguendo il lento percorso parlamentare e dovrà essere discusso alla Camera dei deputati. Le norme approvate oggi dal governo prevedono deroghe solo ed esclusivamente per il 2014, mentre dal 2015 non sarà più possibile “chiudere un occhio” e i sindaci dovranno garantire l’invio ai cittadini dei moduli precompilati per il pagamento, in modo da fugare ogni dubbio ed evitare il caos creatosi in questi mesi, che ha mandato in tilt gli addetti ai lavori.

Chi può pagare entro il 16 giugno – Il decreto approvato nella giornata odierna decadrà automaticamente dopo che i due rami del Parlamento trasformeranno in legge dello Stato le disposizioni sul testo Irpef. E’ una scappatoia burocratica, altrimenti se non fosse stato dato il via libera dal Consiglio dei ministri ci sarebbe stata una probabile confusione, in quanto il decreto Irpef, ottenuto il via libera da Palazzo Madama, non è stato ancora approvato a Montecitorio e quindi c’era il concreto rischio di non riuscire a convertire il tutto entro la scadenza del 16 giugno. Sarebbe stata una grande confusione. Durante la riunione del governo di larghe intese, durata circa un’ora, si sono fissati i paletti su come si pagherà la Tasi.Nei comuni che hanno inviato entro il 23 maggio le deliberazioni Tasi, la prima rata va pagata entro il 16 giugno sulla base delle aliquote e detrazioni approvate. Per il pagamento si può utilizzare il modello F24 o il bollettino di conto corrente postale.

I ritardatari pagheranno a ottobre o dicembre. Rata Imu su seconda casa entro il 16 giugno – Invece i comuni ritardatari hanno tempo fino al 10 settembre per deliberare l’aliquota. In questo caso la scadenza della prima rata è fissata al 18 ottobre. Nel caso in cui i comuni non rendano pubbliche le delibere nemmeno entro quella data, l’imposta si pagherà in un’unica soluzione entro il 16 dicembre, calcolata applicando l’aliquota base dell’1 per mille. Se il comune non determinerà una percentuale specifica compresa tra il 10% e il 30%, la quota della Tasi a carico dell’occupante sarà del 10%. Per i coniugi separati, invece, in caso di immobile assegnato dal giudice nella separazione, il coniuge assegnatario è il solo che paga la Tasi con l’aliquota e l’eventuale detrazione. In un contesto del genere occorre ricordare che non cambia nulla per il pagamento dell’Imu. Cancellata sulla prima casa, rimane per le altre proprietà e dovrà essere saldata entro il 16 giugno. I fabbricati rurali strumentali non pagheranno l’Imu e per quanto concerne il discorso aliquote, il tetto è fissato al 2,5 per mille per la prima casa e al 10,6 per mille per le altre. Numeri che potranno oscillare dello 0,8%, considerando l’autorità del comune di residenza.

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