Il cinema sopra Taormina

Ninni Panzera, deve di sicuro aver capito quanto il cinema sia il più grande fenomeno mediatico e culturale dei secoli moderni e quanto i suoi materiali pubblicitari siano un veicolo straordinario di promozione turistica e di promozione culturale al contempo. La sua creatura, il progetto di una mostra che illustra tutto ciò che la perla dello ionio ha regalato alla settima arte, attraverso filmati, locandine e foto di scena che oggi chiameremmo back stage, dopo l’anteprima all’Hotel San Domenico e alla Biblioteca di S. Agostino, le presentazioni a Messina, Palermo, Roma, Strasburgo e prima degli appuntamenti autunnali a Milano e Torino, torna di nuovo a Taormina e si potrà vedere fino al 25 giugno nella Chiesa del Carmine.

Sicuramente il cinema è una delle forme d’arte più attuali e più complete che il panorama delle espressioni umane possa offrire. Vi si concentrano tutte le muse e danzano alle volte così unite che le unità aristoteliche sono così intense e veritiere che si sprofonda in un vortice emotivo così profondo che appare difficile distinguere il piano reale da quello immaginifico, e staccarsi poi dalle proiezioni. Vi sono alcuni esperimenti di comunicazione cinematografica in cui volutamente i piani espressivi non vengono fusi, eppure la sinestesia è così forte da mantenere fortissima l’attenzione, e mi riferisco a L’ultima tempesta di Peter Greenaway. Una delle forme d’arte che per anni è stata frequentata da grandi artisti di tutto il mondo, e che ha contribuito alla grandezza del cinema e alla creazione dello straordinario immaginario collettivo che ruota intorno all’aura di attori e registi, è stata sicuramente la grafica dei manifesti, delle famose locandine.

Dentro quei disegni colorati erano racchiuse tutte le immagini che la fantasia poteva evocare. E i più grandi disegnatori di tutti i tempi si sono cimentati in questa forma d’arte fin dai primordi. Tra i manifesti più importanti che conserva il Museo Nazionale del Cinema di Torino ci sono i primi esperimenti degli spettacoli antesignani del cinema, realizzati già da un grande litografista come Jules Chéret, e poi altri ancora realizzati da artisti quali Brispot e Auzolle, i primi disegnatori per il cinema per antonomasia. Poi lungo gli anni con lo sviluppo della settima arte anche in Italia, oltre a bravi disegnatori come Ercole Brini, Averardo Ciriello, e una schiera innumerevole di altri che sarebbe lungo elencare, anche gli artisti come il pittore futurista Prampolini, Vespignani, che ha realizzato Cronaca di un amore, e Guttuso per la sua famosissima locandina di Riso amaro, hanno tutti confermato quanto il fascino del mondo del cinema abbia ammaliato i grandi artisti.

Ninni Panzera ne ha raccolte tante di queste incredibili testimonianze della storia del cinema e dalla storia di Taormina e le ha anche racchiuse in un libro, Il cinema sopra Taormina, insieme a cento anni di storie di luoghi, di personaggi e di film ambientati nella città di Taormina.

Il libro edito da La Zattera dell’Arte, ha vinto il premio per il miglior libro dell’anno attribuito dal Sindacato nazionale giornalisti critici cinematografici nell’ambito del 34° Efebo d’oro, la rassegna che coniuga cinema e letteratura. Ed è un libro che, come scrive nella prefazione Giuseppe Tornatore, evoca le suggestioni di un vero e proprio film sulla vita di un luogo speciale, fin dalla nascita della fotografia. Panzera ha realizzato un piccolo museo della storia cinematografica di Taormina, andando a raccogliere anche prezioso materiale che arriva dall’estero, manifestando un vero attaccamento alla città che ama e al cinema come grande mezzo di sviluppo culturale.

Sfogliando il libro o attraversando la sala della mostra, che abbiamo già visto nella passata edizione si ha come l’impressione di vedere sfilare per le strade della città il lungo elenco dei moltissimi registi, che, fin dai primi del ‘900, l’hanno scelta come sfondo delle loro storie. Woody Allen, Luc Besson, Francis Ford Coppola Michelangelo Antonioni, Richard Brooks, giusto per citarne qualcuno. Per non parlare poi dei tantissimi attori nazionali e internazionali che hanno arricchito il set e la città, come Anna Maria Pierangeli, Stewart Granger, Monica Vitti, Marcello Mastroianni, Jean Renò e Ugo Tognazzi. Dentro ognuna di quelli piccole grandi testimonianze oltre agli aneddoti, che hanno arricchito con naturalezza il progetto partito come una semplice raccolta dei titoli dei film girati a Taormina, e alle storie raccontate dalle immagini, oltre il vasto panorama fantasmatico che ancora riescono a creare, non sarà raro trovare qualche appiglio con i propri ricordi personali, con certe immagini particolari che hanno arricchito la nostra vita e il nostro percorso nell’arte incantevole del cinema.

 

© Riproduzione Riservata

Commenti