Appalti Mose, arrestato sindaco Venezia. Richiesta d’arresto per l’ex Governatore Galan

Richiesta d’arresto per l’ex Governatore Galan – Il Mose, il sistema di dighe mobili progettato per difendere Venezia dall’acqua alta, non è riuscito a proteggere la città dallo scandalo scoppiato in queste ultime ore. Da fonti della Procura veneziana, infatti, si apprende come siano state arrestate 35 persone e un centinaio sarebbero gli indagati a vario titolo. Fa notizia l’arresto per corruzione, concussione e riciclaggio del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, eletto nel 2010 nelle liste del centrosinistra. In manette sono finiti anche l’assessore regionale alle infrastrutture Renato Chisso di Forza Italia, il consigliere regionale del Pd Giampiero Marchese, gli imprenditori Franco Morbiolo e Roberto Meneguzzo e il generale in pensione Emilio Spaziante. Ci sarebbe una richiesta d’arresto anche per l’ex Governatore e ministro Giancarlo Galan, attualmente parlamentare e quindi è necessario il via libera della Commissione per un eventuale fermo. In breve tempo, a quanto pare, gli atti verranno trasmessi al Senato. Tutte queste persone arrestate e indagate sono coinvolte nell’inchiesta sugli appalti del Mose e su quelle riguardanti l’ex ad della Mantovani Piergiorgio Baita.

Crolla un sistema che scricchiolava dal 2013 – In Veneto già si parla di una nuova Tangentopoli e questi arresti altro non sono che il frutto di tre anni di indagini scrupolose delle forze dell’ordine, le quali sarebbero in possesso di prove schiaccianti contro i vari indagati. Ad emergere è la solita storia all’italiana. Un intreccio di corruzione e collusione fra politica, imprenditoria e finanza. Un lavoro, quello della Guardia di Finanza, che viene da lontano, quando venne arrestato il 28 febbraio 2013 l’ad di Mantovani Piergiorgio Baita. Il numero uno del colosso padovano delle costruzioni era stato accusato di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, tramite un giro perverso di fatture false per mezzo di cartiere collocate per lo più all’estero. Con Baita finirono dietro le sbarre Claudia Minutillo, ex segretaria personale di Galan, Nicola Buson, responsabile amministrativo della Mantovani e  il console onorario di San Marino William Colombelli a capo della Bmc Broke. Qualche mese dopo, in piena estate, arrivò l’arresto di Giovanni Mazzacurati, ovvero il creatore del Mose. Etichettato dalla Procura come “il grande burattinaio” che indirizzava vari appalti nell’area portuale. In poche parole in tutti questi anni sono stati creati fondi neri milionari per truccare le gare e di conseguenza far lievitare i costi non solo del Mose, ma anche delle opere strettamente legate alla salvaguardia di Venezia e finanziate dalla Legge speciale.

Orsoni e Galan, due carriere professionali e politiche – Con gli arresti di questa mattina è crollato definitivamente un sistema ormai compromesso da diversi mesi. I nomi che fanno più rumore sono quelli legati alla politica. Il sindaco Orsoni, esponente del Partito democratico e professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università Cà Foscari, è stato consigliere d’amministrazione tra il 2000 e il 2003 della Biennale di Venezia e Presidente dell’Ordine degli avvocati della città lagunare. L’altra figura è Giancarlo Galan. Storico esponente di Forza Italia e uomo vicino a Silvio Berlusconi. È stato Presidente della regione Veneto, Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e Ministro per i beni e le attività culturali. Un master alla Bocconi e una carriera politica che inizia nel Partito liberale italiano, fin quando nel 1993 Berlusconi lo chiama per partecipare alla fondazione di Forza Italia ed è in questo momento che inizia la sua ascesa. Diventa il leader indiscusso dei forzisti in Veneto e partecipa alla recente rifondazione del movimento berlusconiano.

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