Le ombre di un'accusa gravano sulla liberazione del soldato americano Bowe

Il presidente americano Barack Obama ha una nuova gatta da pelare, mentre inizia il suo nuovo viaggio in Europa. Ora, oltre alle questioni legate alle note vicende ucraine, rischia di dover risolvere uno scandalo interno, in merito alla vicenda del soldato americano Bowe Bergdahl, sequestrato 5 anni fa in Afghanistan dai talebani, e rilasciato dopo uno scambio con cinque dirigenti talebani, detenuti a Guantanamo.

I suoi ex-commilitoni lo hanno accusato di diserzione; i talebani lo avrebbero catturato mentre cercava di fuggire verso il confine per entrare in India. Bowe, quindi non sarebbe un eroe di guerra, una vittima degli estremisti, ma un disertore a cui la fuga è andata male.

Il 30 giugno del 2009, il giovane di ventitré anni scompare dal campo militare, ed un commilitone dice che “a fine del turno di guardia lascia elmetto e fucile, quindi abbandona non visto, la piccola base. Si tiene solo una piccola bussola”. Bowe avrebbe avuto dunque l’intenzione di disertare, versione confermata anche, dalle confidenze fatte ai suoi compagni e l’idea di arrivare a piedi fino in India. Ma quella che doveva essere una fuga, si è trasformata in una tragico sequestro, tanto che secondo quanto sarebbe documentato negli atti di Wikileaks, quando il soldato è stato intercettato dai talebani, era dentro una latrina improvvisata.

A questo punto, solo un’indagine accurata potrà far luce su tutta questa intricata vicenda. Ma qualora, il soldato avesse deciso di fuggire, lo si potrebbe capire gettando un’occhiata più da vicino alla sua vita. Il ragazzo viene da un paesino dell’Idaho ed è cresciuto in una famiglia semplice dove l’istruzione è stata impartita dai genitori e la vita era scandita dal ritmo delle stagioni. In casa di Bowe per molto tempo non c’è stato neppure il telefono. Ma i ragazzi, lui e sua sorella, sono stati educati bene, solo che hanno uno spirito libero. Il figlio ha appreso dal padre Robert a darsi da fare con gli attrezzi, a costruire ciò che serve. Bowe sa pescare e cacciare ma sa anche fare trekking, arrampicarsi in montagna, e poi kayak; è un ottimo tiratore, ha fatto motocross, praticato le arti marziali ed è stato persino un ballerino classico.

Definirlo versatile è decisamente riduttivo ma l’educazione ricevuta e lo spirito verso la libertà, sembrano dettarne le regole di vita. Non sorprende il bisogno di spingersi al limite, cogliere nuove sfide, è la sua indole che da un lato lo porta a desiderare una vita semplice ma dall’altro lato, lo induce a cercare sempre qualcosa di nuovo. Infatti, intraprenderà anche un viaggio in barca a vela sull’Atlantico ed a visitare l’Europa.

Un giovane che ha voglia di avventura e che prova profonda ammirazione per i militari. Dopo diversi tentativi, viene arruolato nel 2008, in un reparto di fanteria, e la sua idea è quella di aiutare il prossimo e non solo combattere. In Afghanistan Bowe scopre che la guerra è più dura di ciò che si aspettava, lo documentano le mail inviate al padre, è sconvolto quando un veicolo investe un ragazzino e per lui la situazione non è destinata a migliorare.

Quando viene preso prigioniero nel 2009, all’inizio i talebani fanno circolare la voce che il soldato si sia convertito al loro credo ed sia diventato un istruttore, ma poi giunge la rettifica e dichiarano che la finta collaborazione era solo un diversivo per coprire una fuga, che è stata bloccata. Frattanto, sono in corso i negoziati per il rilascio e il ragazzo appare di frequente nei video dove fanno vedere che sta bene e mangia, ma cambia aspetto di frequente: una volta è rasato, poi ha la barba lunga.

Il Pentagono decide di dargli la promozione al grado di sergente, e i suoi familiari intraprendono una lotta personale per riaverlo al più presto. Dalle fonti è emerso che il soldato è finito in mano alla formazione Haqqani, ma è Mullah Omar con i capi locali che hanno in mano la vita di Bowe. Le trattative, partite dal 2010 con l’intermediazione del Qatar, portano ad un accordo contro la stessa legge del Congresso, la quale vieta di raggiungere accordi con i terroristi, e i talebani tenuti a Guantanamo vengono rilasciati.

Questo suscita le proteste dell’area repubblicana, perché è risaputo e la legge lo sostiene che “con i terroristi non si tratta”. Barack Obama è in difficoltà e l’accusa di tradimento rivolta al soldato non lo aiuta, anzi gli altri militari rincarano la dose, dicendo che per liberare Bowe sono morti almeno sei soldati.

Ma il ragazzo per il momento non è in grado di rispondere, si trova attualmente in un ospedale americano in Germania, ha paura di tutto e diffida di chi lo circonda. Il trauma psicologico è evidente; i suoi familiari non l’hanno ancora visto ma dopo cinque anni di cattività forzata, i segni lasciati sono evidenti: non riesce ad esprimersi bene non ricorda la sua lingua madre ed è molto dimagrito; il recupero appare lungo e faticoso.

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