Disoccupazione in aumento. Al 46% quella giovanile

In aumento i senza lavoro – Non servono i dati dell’Istat per capire che la disoccupazione è sempre più diffusa in Italia. Giovani in giro a tutte le ore sono il simbolo della tragica assenza di lavoro. Frequentano assiduamente luoghi reali e virtuali per cercare di occupare quel tempo che dovrebbe essere speso in attività lavorative. Sono vittime di un’epoca che sembra aver esaurito le vecchie ricette in grado di produrre ricchezza e in attesa di nuove strade da percorrere per creare posti di lavoro, si ingrassano le fila di chi non svolge alcun mestiere. È la logica conseguenza di vivere in un’età di mezzo, dove si rimpiange il passato e contemporaneamente ci si vuole tuffare oltre l’orizzonte del futuro. Se l’analisi filosofico – esistenziale è pessimista, non potrebbe essere ottimista quella economica e numerica. L’Istat, del resto, parla chiaro e nel primo trimestre del 2014 il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 13,6%, in crescita di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Nel meridione i giovani disoccupati sono il 60,9% – È il massimo storico dal 1977. È come se il Paese fosse tornato indietro di decenni. Un vero e proprio incubo, soprattutto se si considerano i dati relativi alle giovani generazioni. Nella forchetta tra chi ha 15 e 24 anni, gli inoccupati sono il 46%. Una percentuale che non sfonda il muro del 50, molto probabilmente, perché non vengono conteggiati quei migliaia di senza lavoro che hanno più di 24 anni e arrivano, in molti casi, a superare le 30 primavere. Come la storia d’Italia insegna e in virtù di una questione meridionale mai risolta, ma sempre dibattuta, la situazione peggiore è nel Mezzogiorno. I numeri schizzano al 21,7% nel primo trimestre del 2014 e tra i giovani (15-24 anni) raggiunge addirittura il 60,9%. Dati da Paese non europeo, che negli anni novanta non avremmo esitato ad affiancare a una nazione sottosviluppata. Invece tocca a noi e l’Istat mostra come sono 347mila i ragazzi in cerca di lavoro nel sud Italia.

Gli intoppi nel progetto Garanzia giovani – Qualche settimana fa su Blog Taormina avevamo parlato della proliferazione dei commercianti abusivi lungo le strade di Messina. Questo è un sintomo inequivocabile della disoccupazione. Più aumentano e più non ci sono concrete offerte lavorative. In una situazione del genere colpisce anche la rassegnazione di molte cittadine e cittadini che si sono rassegnati alla situazione attuale e non vanno neanche alla ricerca di lavoro. Sono i cosiddetti Neet, aumentati a 2 milioni 442 mila nel primo trimestre del 2014. In questa fascia sono compresi under 30, mamme e padri di famiglia. In generale, in tutto il Paese, i disoccupati sfiorano i 3 milioni e mezzo di persone. Una pentola a pressione per le istituzioni nazionali e regionali, che devono fornire al più presto risposte a queste persone senza un lavoro e quindi senza alcuna dignità. Una delle ricette fornite dall’Europa negli ultimi mesi è stato il piano giovani che, però, a causa delle tantissime richieste rischia il corto circuito. Il programma di reclutamento al lavoro under 30 voluto da Bruxelles e avallato dall’Italia è pieno di vari problemi (diverse regioni sono in ritardo sui portali e quindi manca in alcuni casi un interlocutore, le regioni sono in ritardo per instaurare partnership con i privati), che se non dovessero essere risolti in breve tempo creerebbero ulteriori disagi.

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