Juan Carlos abdica in favore di Felipe e segna la fine di un'epoca 660x330

Oggi, nella tarda mattinata la conferenza stampa, convocata d’urgenza dal Presidente del Consiglio Mariano Rajoy, su mandato de La Casa Real. Il Premier spagnolo, non ha ammesso domande ma ha semplicemente dato notizia della decisione di Juan Carlos di Borbone di abdicare, a favore del figlio Felipe. Successivamente, alle 13.05, il re ha fatto la sua apparizione su tutte le telivisioni per motivare la propria decisione: “Una generazione più giovane merita di andare avanti, richiede di essere protagonista. Adesso bisogna passare il testimone a una nuova generazione che vuole realizzare le grandi riforme che il periodo attuale ci sta richiedendo e affrontare con grande intensità grandi sfide del domani”. Felipe è pronto per il regno e garantirà, secondo il padre, stabilità alla monarchia, precisando anche che il nuovo re avrà tutto il sostegno dalla moglie Letizia, sebbene quest’ultima abbia idee repubblicane.

Felipe, il Principe di Asturia, quando salirà sul trono sarà Felipe VI, ma la sua successione non sarà automatica. Il principe, infatti, pur essendo l’unico figlio maschio, è il minore e ciò basta a scatenare problemi nella linea successoria al trono, dovuti ai costumi monarchici spagnoli, alle regole che prevedono la parità di genere ed alla manifesta volontà dell’uscente Juan Carlos. Saranno le Cortes ad approvare la legge, che legittimerà l’ascesa al trono di Felipe e Letizia.

Juan Carlos Alfonso Vittorio Maria de Borbón y Borbón-Dos Sicilias, nasce a Roma nel 1938. Ma fu Francisco Franco – che dopo aver restaurato la monarchia nel 1947 ed essersi autoinvestito reggente nel 1969 – ad indicarlo come leggittimo erede della corona spagnola. Dopo la morte di Franco, Juan Carlos, il 22 novembre del 1975, fu incoronato Re di Spagna, traghettando il paese dalla dittatura alla nuova fase democratica.

Personaggio particolare, spesso è stato fatto oggetto di scandali che hanno sconvolto la sua sfera coniugale e hanno raffreddato i rapporti con la regina Sofia ma è stato anche un sovrano distintosi per il carattere forte e deciso. Si pensi alla sua opera d’intemediazione nello sventato colpo di stato del 1981, orchestrato da uomini legati all’esercito ed alla Guardia Civil; così come è rimasto negli annali storici il suo alterco con Hugo Chávez, che aveva dato del fascista ad Aznar. Juan Carlos, aveva prontamente preso le difese del suo ex premier, dicendogli senza mezzi termini “di stare zitto!”

Da Sofia di Grecia, Juan Carlos ha avuto tre figli: Felipe, il più piccolo e le infante Elena e Cristina. Ed è quest’ultima, che gli ha dato del filo da torcere in uno scandalo di corruzione, di poco tempo fa, in cui era stata coinvolta insieme al marito Urdangarin, anche se poi la burrasca è stata superata con la sospensione della pena. Ha superato indenne anche la cattiva immagine che aveva lasciato negli spagnoli quando in piena crisi economica, lui se ne andava a caccia di elefanti. Eppure, la decisione di Juan Carlos non appare solo legata ai problemi di salute che lo affliggono.

Nella Spagna odierna, che ha pesantemente risentito della crisi dell’edilizia e del mercato immobiliare, dove ancora l’ambito occupazionale non è ai livelli del passato e sono più che evidenti, i segni lasciati dalla crisi globale; in un paese in fase di ripresa, ci vuole una ventata di giovinezza ma occorre pure, restituire autorevolezza all’intero sistema istituzionale. I risultati delle Europee del 25 maggio, non hanno fatto brillare i partiti storici e democratici spagnoli e le nuove forze politiche che non sono legate da alcun tipo di affezione alla monarchia, possono aver contribuito a questa decisione. Juan Carlos lascia il regno al figlio perché ha compreso che bisogna voltar la pagina della storia e scrivere un nuovo capitolo per tutta la Spagna.

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