Via libera ai bollettini Tasi, anche pre-compilati dal Comune

Il decreto dell’Economia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ha partorito gli attesi bollettini della Tasi (Tassa sui Servizi Indivisibili). Il Comune potrà inviarli pre-compilati ai contribuenti, con l’indicazione dell’importo da pagare. Quest’ultima è però soltanto una possibilità – non un obbligo – ed è facile quindi ipotizzare che ancora tanti cittadini saranno chiamati a calcolare personalmente le somme da corrispondere (bollettini, F24 etc.).

Via libera intanto ai pagamenti telematici dei bollettini, tramite il canale servito da Poste Spa. Chi sceglierà questa modalità riceverà l’immagine virtuale del bollettino pagato oppure un testo con tutti i dati identificativi e il bollo virtuale di accettazione, che fungeranno da prova legale del pagamento. Molto probabile, inoltre, che sia utilizzata la proroga degli acconti Tasi per i Comuni che non hanno inviato entro il 23 maggio le delibere al Dipartimento Finanze. Sul nuovo testo, dovrebbe essere segnalato l’obbligo da parte dei Comuni di presentare bollettini pre-compilati ai contribuenti che ne facciano esplicita richiesta. Un obbligo che entrerebbe in vigore per le prossime scadenze, ovvero il 16 ottobre per l’acconto nei Comuni “senza delibera” e il 16 dicembre per il saldo.

Un’oggettiva difficoltà è che spesso i Comuni non dispongono dei dati necessari per redigere i bollettini e presentarli così ai contribuenti pre-compilati. Basti pensare al caso degli immobili dati in locazione: complicato risalire agli occupanti. Quanto alle scadenze, sia la prima che la seconda dovrebbero interessare anche le abitazioni principali, sebbene – con il decreto “salva Roma” ter – si fosse ammessa un’unica soluzione di pagamento a dicembre. Altra data importante che dovrebbe essere sancita nel testo è quella del 10 settembre: entro quel giorno le delibere dovranno essere inviate per renderle efficaci per l’acconto “prorogato”. In caso di mancato assolvimento da parte dei Comuni (per ora i termini per i preventivi sono fissati al 31 luglio), i contribuenti dovranno pagare la Tasi con l’aliquota standard dell’1 per mille, naturalmente senza superare il tetto del 10,6 per mille nella somma fra Imu e Tasi sugli immobili diversi dall’abitazione principale. Per scongiurare problemi di cassa, i Comuni in cui salta l’acconto di giugno dovrebbero ricevere una somma pari al 50% delle entrate Tasi ad aliquota standard entro il 20 giugno.

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