Forza Italia e Lega, ritorno di fiamma

Una vecchia alleanza per il futuro – Proprio nei giorni in cui il Parlamento sta approvando in via definitiva la legge sul divorzio breve, nel mondo della politica Forza Italia e Lega Nord stanno di nuovo insieme e pongono i pilastri di un matrimonio che negli anni passati era stato il cardine dei governi di centrodestra guidati da Silvio Berlusconi. Il ritorno di fiamma, però, è meno passionale del passato. Al momento viene predicata prudenza, perché la strada da fare per rinsaldare vecchi legami è ancora lunga. Ci va cauto Matteo Salvini. Il segretario del Carroccio afferma che “non c’è fretta e non si può ripresentare la riedizione di un vecchio progetto. La nuova alleanza non può essere una semplice sommatoria di sigle e nomi”. È vero, servono i contenuti per andare di nuovo d’accordo e così nella conferenza stampa congiunta alla Camera dei deputati, il coordinatore di Forza Italia Giovanni Toti e Matteo Salvini hanno annunciato la ripresa del dialogo a partire dai referendum proposti dalla Lega sulla reintroduzione del reato di clandestinità e l’abrogazione della legge Fornero sulle pensioni.

L’assenza di Silvio Berlusconi – Sono queste le prime convergenze tra i due partiti di centrodestra. Invece la Lega Nord, che ha quasi raggiunto la soglia delle 500 mila firme, sta raccogliendo le adesioni presso i municipi di tutta Italia e propone di sostenere anche l’abrogazione della legge Merlin sulla prostituzione, l’abolizione delle Prefetture, l’abrogazione della legge Mancino sui reati d’opinione e stop ai concorsi pubblici per gli immigrati. Su questi ultimi temi ci sarà da lavorare per trovare punti di contatto, ma nel frattempo i due movimenti hanno deciso di essere alleati sul territorio per le prossime tornate elettorali e vogliono creare un’alternativa al Partito democratico di Matteo Renzi. Obiettivi importanti e proprio per questo spicca alla conferenza stampa di ieri l’assenza di Silvio Berlusconi. Il collante principale del legame tra Forza Italia e Lega degli ultimi anni ha preferito non partecipare ad un incontro ritenuto molto importante dai presenti. Per i forzisti c’erano Giovanni Toti, Renato Brunetta e Paolo Romani, mentre la Lega era rappresentata dal suo segretario. Probabilmente l’ex cavaliere ha declinato l’invito per la stretta alleanza tra i leghisti e il Front National di Marine Le Pen in Europa, che imbarazza e non poco il cosiddetto mondo dei moderati.

I successi della Lega che hanno convinto Forza Italia – E proprio sul tema dei rapporti con l’estrema destra francese è intervenuto lo stesso Matteo Salvini, il quale si è detto sorpreso dai primi malumori italiani per la vicinanza della Lega a simili ideali: “Noi preferiamo stare con Le Pen perché pensiamo che l’euro abbia vita breve. Non capisco chi parla di allarme per l’intenzione di allearsi con Marine Le Pen. Le Pen è stata votata dagli operai delle periferie parigine, dagli immigrati regolari che non vogliono gli immigrati clandestini. Il voto alla Le Pen penso che sia stata una scelta per arginare il razzismo”. Anche se Forza Italia è collocata nel Partito popolare europeo, è possibile in Italia una nuova alleanza tra chi a Strasburgo dissente su ogni aspetto? Probabilmente si, perché il buon risultato elettorale della Lega Nord impone al centrodestra di tenere in considerazione il Carroccio se non vuole lasciare la scena allo scontro politico tra Pd e M5s. In particolar modo quello che avrebbe convinto i dirigenti forzisti a tendere la mano ai leghisti, sono i numeri ottenuti alle elezioni europee al centro sud. La Lega è riuscita a racimolare diverse preferenze sia a Roma, ma soprattutto in Sicilia dove l’emergenza migranti e il problema disoccupazione sono tematiche particolarmente sentite e Salvini, con i sei referendum, è riuscito a fare breccia e ritagliarsi un ruolo da non sottovalutare anche lontano dall’amato nord.

© Riproduzione Riservata

Commenti