Dopo i risultati delle Europee la Sicilia può davvero voltare pagina! 660x330

Certamente la politica che abbiamo “visto” sino ad adesso non ha permesso alla Sicilia di sviluppare un’economia che possa essere considerata degna delle legittime aspettative che un’isola con un tale patrimonio culturale, architettonico e naturalistico meriti. La tanto annunciata “rivoluzione di Crocetta” si è rivelata un colossale flop, tra lotte intestine e battaglie fuori e dentro i partiti pur di accaparrarsi una “seggiola”, seguendo la filosofia del “Lombardo pensiero”: governo con chi ci sta! Questo modus pensandi ci ha portato alla situazione attuale nella quale i paradossi sono ormai diventati la regola; pensate alle Isole Eolie: è noto che qui la stagione turistica è ancora più breve rispetto all’isola madre e quindi gli operatori devono vivere tutto l’anno con quel poco che riescono a mettere da parte in così poco tempo! Orbene quando pensate che si facciano i lavori di manutenzione e posa in opera di nuove tubazioni? In Inverno mi risponderete sbagliando, perché stanno per l’appunto iniziando adesso! Ciò ovviamente non riguarda solo l’arteria commerciale più importante dell’isola di Vulcano che potete vedere in foto, bensì un modo complessivo di affrontare e gestire la cosa pubblica, che di fatto rischia di creare un danno enorme a quel poco di economia turistica che è ancora presente in Sicilia. Perché da noi le spiagge vengono ripulite solo a giugno, mostrando così uno spettacolo che eufemisticamente può essere definito poco edificante, nonostante la stagione turistica sia iniziata da mesi?

Tornando a parlare dell’isola di Vulcano, pensate che si vuole costruire alla base del cratere un depuratore sovradimensionato, che rischierebbe di creare un impatto ambientale devastante sul delicato equilibrio di quest’area. Questa, insieme ad altre scelte decisamente discutibili e alle promesse non mantenute sono le ragioni per cui le Eolie rischiano di essere radiate dall’UNESCO dalla lista dei siti considerati patrimonio culturale dell’umanità. Non basta conquistare la “medaglietta” da appuntare sul petto se poi non si pongono in essere tutte quelle decisioni ed opere volte a garantire il mantenimento dello “status”. In effetti la Sicilia possiede un tale patrimonio culturale, architettonico, naturalistico ed ambientale da poter aspirare ad un ben maggiore numero di siti UNESCO rispetto agli attuali 7 (Isole Eolie, Siracusa e Pantalica, Distretto del Barocco Catania-Siracusa-Ragusa, Valle dei Templi di Agrigento, Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, l’Etna ed uno immateriale: il Teatro dell’Opera dei Pupi Siciliani) e che potrebbero costituire un formidabile volano per il rilancio dell’economia isolana, con la creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Per alcune Città come Taormina o per l’itinerario Arabo-Normanno di Palermo-Monreale-Cefalù l’iter è già avviato, ma a che serve tutto ciò se poi non riusciamo neanche a garantire “l’ordinaria manutenzione” per il mantenimento dello status? Certamente le politiche attuate sino ad adesso si sono rivelate fallimentari sotto questo profilo, ma oggi abbiamo la possibilità di sfruttare un tridente che speriamo non venga sprecato: tre neo eletti al Parlamento Europeo possono costituire la “chiave di volta” per un modo nuovo di “portare in Europa” le problematiche che attanagliano l’isola e che da decenni sono rimaste irrisolte.

Le tre punte del Tridente sono costituite da persone provenienti da schieramenti ed esperienze molto eterogenei tra loro, ma che proprio per questo potrebbero apportare il loro determinato contributo: sto parlando della giornalista Michela Giuffrida, eletta nelle lista del PD ma in quota ad Articolo 4 (Leanza), del vicepresidente dell’Ars, “l’azzurro” Salvo Pogliese che ha portato in dote ben 61000 preferenze (lasciandosi alle spalle con ampio margine anche mostri sacri del calibro di Gianfranco Miccichè e scatenando una ingiustificata serie di accuse nei confronti del coordinatore regionale dei Club Forza Silvio Sen. Vincenzo Gibiino) e che viene da molti accreditato quale futuro candidato alla Presidenza della Regione per il Centrodestra (a quanto pare con il beneplacito del Presidente Berlusconi, che ovviamente per il momento non si sbottona a riguardo ndr) e del Prof. Giovanni La Via in quota NCD, che è l’unico dei Siciliani ad essere stato rieletto e il cui apporto potrebbe risultare determinate in virtù dell’esperienza acquisita e delle grandi conoscenze delle Politiche agricole e in generale del funzionamento della macchina burocratica ed amministrativa Europea. Un’occasione troppo ghiotta per lasciarcela sfuggire.

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[Isole Eolie – Fotogallery di Ernesto Fichera]

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