Regionali, il Pd strappa Piemonte e Abruzzo al centrodestra

Chiamparino e D’Alfonso fanno il pieno – Il Partito democratico fa il bis. Dopo la sonora vittoria alle elezioni europee, i democratici riconquistano il Piemonte e l’Abruzzo. Entrambe le regioni sono andate al voto anticipato a causa degli scandali che avevano coinvolto le istituzioni locali e tutte e due erano gestite dal centro-destra. Il Piemonte era guidato dal leghista Roberto Cota e l’Abruzzo era presieduto dal forzista Gianni Chiodi. Il centrosinistra ha messo a segno una doppietta, che porta le firme di Sergio Chiamparino al nord e Luciano D’Alfonso al centro. L’ex sindaco di Torino, renziano della prima ora, ottiene una larga vittoria e sfiora il 50%. Ampiamente distanziato il rivale Gilberto Pichetto Fratin del centrodestra e il grillino Davide Bono. In Abruzzo l’ex sindaco di Pescara umilia Gianni Chiodi, candidato di Forza Italia e Sara Marcozzi del Movimento cinque stelle.

Pd, M5s e Fi. I rapporti di forza – Nella città di Torino, secondo i dati trasmessi dal Viminale, il Partito democratico è il primo partito e sfiora il 40%. Anche il Movimento cinque stelle ottiene un buon risultato superando il 20% nel capoluogo piemontese, mentre Forza Italia è appena sopra il 10%. I democratici la fanno da padrone, più o meno con gli stessi risultati di Torino, ad Alessandria, Asti, Biella, Novara e Vercelli. In tutti questi comuni i rapporti di forza tra i tre principali partiti ricalcano quelli torinesi. In Abruzzo, invece, e nelle città come Pescara, L’Aquila e Chieti i democratici sono primo partito con un ampio margine. Se sommassimo i voti di tutti i comuni il Pd va oltre il 25%, seguito dal Movimento cinque stelle che sfiora il 20% e da Forza Italia appena sopra il 15%. Buona la prima per il Nuovo centro destra, che giunge ad un passo dal 6% alla sua prima tornata elettorale regionale.

La soddisfazione dei vincitori – Il grande successo di Chiamparino in Piemonte, dove il Pd conquista 17 consiglieri su 50, è commentato dal diretto interessato su twitter: “Ora anche il Piemonte potrà avere gli interlocutori per farsi ascoltare e per ripartire con forza e orgoglio”. Nelle successive interviste ai vari media aggiunge: “Ho e ho sempre avuto fiducia nei piemontesi, come ce l’avevo prima ce l’ho ora. I piemontesi saranno con me e cercherò di essere il loro sindaco. Il mio naso non mi ha tradito, in atletica si direbbe che ho dato un giro di pista agli avversari”. Infine si concede una battuta su Sergio Marchionne, suo competitor nel gioco delle carte, e si è augurato di poter disputare altri incontri con l’amministratore delegato di Fiat Chrysler, “avendo io sempre vinto è giusto concedergli una rivincita”. Ai microfoni è andato anche il neo Presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso: “Metterò grande energia nei prossimi cinque anni, nei quali dedicherò guerra ai problemi dell’Abruzzo”. Poco più tardi parla da Teramo anche lo sconfitto Gianni Chiodi, che con amarezza dice: “C’è stato sì un vento nazionale molto forte ma la campagna era in salita per noi, colpiti nel momento più delicato da un’azione giudiziaria che io definisco ad orologeria che certamente ci ha danneggiato”.

© Riproduzione Riservata

Commenti