Ildefonso Falcones in La regina scalza a Casa Cuseni Taormina

Per la prima volta Ildefonso Falcone, l’autore del romanzo La regina scalza, sarà in Sicilia. La prima tappa il 28 maggio presso l’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “Francesco Maurolico” di Messina, dove il noto romanziere spagnolo incontrerà i suoi lettori e presenterà il suo terzo romanzoAncora più suggestivo l’incontro del giorno seguente, il 29 maggio, quando Ildefonso Falcones a Taormina alle 18,15 si concederà di nuovo al suo pubblico in una cornice straordinaria, quella di Casa Cuseni.

Dopo il grande successo del primo libro La cattedrale del mare  e la leggera flessione de La mano di Fatima il nostro autore con La regina scalza, per la felicità di Longanesi, torna a siglare un bel risultato. Mi permetto di entrare un po’ nel meccanismo della trama senza nulla togliere ai lettori che non l’hanno ancora letto, che se vogliamo risponde abilmente al compito di una forte narrazione. Ci sono due protagoniste che sono donne, Caridad, una schiava che ritrova la sua essenza di donna libera in seguito alla morte del proprietario e l’altra, Milagros, una donna gitana. Già queste figure, rappresentando categorie di umili, oppressi e perseguitati,  non possono non creare curiosità e forti aspettative riguardo il futuro che le attende. Poi l’abilità narrativa di Falcones le scaraventa entrambe dentro situazioni, che danno senso al racconto e le faranno ritrovare, in fuga verso Madrid. Da grandi amiche si ritrovano con i ruoli leggermente invertiti, ma dalle loro emarginazioni riemergerà la forza della vita che tende a farle lottare contro il mondo che le rifiuta. Il segno di una riscossa nella quale è difficile non riconoscersi, segno della grande maestria dell’avvocato Falcones, che guarda caso ha esercitato la stessa professione di Jeffrey Deaver, altro grande narratore. Molto probabilmente la vicinanza con tante storie diverse cui sono portati gli avvocati rappresenta una inesauribile fonte di ispirazione dalla quale tirare fuori intrecci e personaggi.

Ildefonso Falcones. Incontro con i lettori a Casa Cuseni
Casa Cuseni

Nell’incontro di Casa Cuseni si respirerà molto dello spirito di fondo che aleggia nei romanzi di Falcones. La storica dimora degli artisti di Casa Cuseni infatti è stata voluta dalla passione per l’arte e per la vita del famoso acquarellista Robert Hawthorn Kitson. La vita di questo ideatore di uno dei più importanti cenacoli internazionali per l’arte, si è mossa lungo il flusso di quelle passioni che ricordano il flamenco, con il quale in una poesia in esergo, Falcones inizia il libro. Vita di cuore, di carne, di pelle e nervi istintivamente tesi a cercare la musica della vita in tutte le sue espressioni. E una vita che con la forza dell’arte e della cultura è riuscita a vincere l’emarginazione e il rifiuto, in cui il sociale dei tempi relegava personaggi del calibro di Oscar Wilde, Von Gloeden, e tanti altri ancora che hanno fatto la storia di Casa Cuseni. Ora è un fiore all’occhiello per la cultura e l’arte di Taormina, oltre che monumento nazionale italiano dal 1988, censito e protetto anche dal più grande museo del mondo di arte e design, il Victoria ed Albert Museum di Londra. Di sicuro l’autore de La regina scalza porterà con se il fascino e le suggestioni di quella casa che sembra rendere omaggio al convincimento aristotelico recepito da Falcones, che è meglio un impossibile verosimile che un possibile non credibile. È quello che fa in questo romanzo appassionante. I suoi intrecci, dove tutto sembra scorrere con la cadenza del flamenco, danza passionale che è la metafora della vita, sono tutti credibili e coinvolgenti, anche alla luce degli apparentemente tediosi e prolissi dati storici, e ripropongono l’effetto liberatorio della catarsi attraverso le figure di due protagoniste al femminile che lottano per loro stesse, per le categorie dei rifiutati, e per la sublimazione delle passioni.

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