Grillo tace e Berlusconi è deluso

“L’Italia è in grado di incidere in Europa” – Il giorno dopo le elezioni europee, che per il loro risultato segnano uno spartiacque con il periodo precedente, i vari leader politici rilasciano le loro prime dichiarazioni. Apre le danze il Presidente del consiglio Matteo Renzi, che fino alla conferenza stampa di questa mattina aveva lasciato a twitter alcuni commenti sul grande successo del Partito democratico. Il premier non ha potuto non porre l’accento sulla battaglia principale contro il Movimento cinque stelle: “Nel derby fra rabbia e speranza ha vinto la speranza. Questo è il momento dell’Italia, che deve guidare il semestre e il percorso di cambiamento dell’Europa partendo dall’assunto che dobbiamo prima di tutto cambiare noi stessi” ed ha aggiunto che “c’è un’Italia profonda che non si rassegna”. È un Matteo Renzi in grande spolvero e ancora più carico per portare a compimento quelle riforme promesse già dai tempi delle primarie. Ad una domanda ben precisa sulla rottamazione, l’ex sindaco di Firenze sostiene che è “appena cominciata” ed ha rassicurato tutti sulla durata del governo: “dura fino al 2018 anche perché gli italiani vogliono vedere i risultati, non votare”. Con il 40,8% di consensi il Partito democratico avrà ben 31 deputati a Strasburgo ed inevitabilmente giocherà un ruolo di primo piano e non è esagerato dire che si potrebbe creare un’asse Berlino-Roma. Su quest’ipotesi, però, Renzi non sembra convinto, ma crede che “l’Italia c’è, è più forte delle paure che l’attraversano ed è in grado di incidere in Europa. Il Paese ha tutte le condizioni per poter cambiare e invitare l’Europa a cambiare”.

Il silenzio di Grillo e le parole di Salvini – Se in via del Nazareno nessuno si risparmia nel rilasciare una propria dichiarazione sulla storica vittoria e sull’immediato futuro in Europa, dalle parti del Movimento cinque stelle, al momento, continua il rumoroso silenzio. Sul blog di Beppe Grillo ci si limita a ringraziare gli oltre cinque milioni di elettori che hanno deciso di votare per gli stellati e per l’occasione si è scelto di citare un testo di Rudyard Kipling, “Se-If, Lettera al figlio”. Al di là della citazione letteraria, trapela delusione nel Movimento. Non solo si è lontani anni luce dalle percentuali del Pd, ma rispetto alle ultime elezioni politiche si sono persi molti voti. Chi invece lascia dichiarazioni, e anche con una buona dose di entusiasmo, è il segretario della Lega nord Matteo Salvini: “Ci davano per morti, invece ci siamo! Abbiamo passato anni difficili, ma la nostra scelta sembra aver pagato. L’Europa che sembra disegnarsi è completamente nuova”. In effetti il leader del Carroccio non ha tutti i torti. Qualche anno fa rischiavano l’estinzione ed oggi ottengono un decoroso 6,2%, senza contare il ruolo che potranno svolgere a Strasburgo grazie all’alleanza con il Front National di Marine Le Pen.

Il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto in Forza Italia – Umori diversi in casa Forza Italia, dove il consigliere politico di Berlusconi, Giovanni Toti, sostiene come “il risultato non è stato soddisfacente, ma tenuto conto dell’insieme dei partiti che faceva parte del Pdl poco più di un anno fa, la percentuale resta più o meno inalterata se Fi si attesta al 17% e Alfano al 4%”. Più duro Maurizio Gasparri. L’ex An parla dell’esigenza “di una nuova leadership in Forza Italia”, mentre Daniele Santanchè vede in Renzi “la nuova Dc”. Getta acqua sul fuoco Deborah Bergamini, responsabile comunicazione dei forzisti: “Spicca la schiacciante vittoria del Pd e il risultato apparentemente non eclatante di Grillo e non esaltante di Forza Italia. Ma il partito di Berlusconi ha condotto la campagna elettorale ai box con pesanti limiti nella possibilità di tenere comizi. Se vediamo il dato in questa luce, allora non è negativo”.

[Foto Roberto Monaldo / LaPresse]

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Elettori: 49.256.169 – Votanti: 28.908.004 (58,68 %) / Sezioni pervenute: Definitivo / Fonte: Ministero dell’Interno


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