Renzi rottama Grillo. Storica vittoria del Pd

Il Pd di Renzi nella storia – Un risultato ogni oltre aspettativa premia Matteo Renzi e il Partito democratico. Secondo i dati definitivi del Viminale, infatti, i democratici ottengono uno storico 40,9%, gli stellati arretrano al 21,1%, Forza Italia è al 16,8%, la Lega nord registra un buon 6,2%, il Nuovo centro destra il 4,4% e la sinistra con Tsipras il 4%. Un quadro politico profondamente cambiato rispetto alle elezioni politiche, che vede per la prima volta nella storia repubblicana d’Italia un partito progressista arrivare a cifre simili. Renzi è riuscito veramente a “cambiare verso” alla sinistra italiana. I fallimenti della ditta di Bersani sembrano lontani anni luce e l’ex sindaco fiorentino scrive su Twitter: “Un risultato storico. Commosso e determinato adesso al lavoro per un’Italia che cambi l’Europa. Grazie #unoxuno. @pdnetwork #senzapaura”. Sentimenti più che normali considerando l’esito delle elezioni europee, che registrano un successo personale del Presidente del consiglio e nello stesso tempo una maggiore responsabilità nei confronti del Paese che gli ha dato fiducia per continuare a invertire la rotta dell’Italia.

La fiducia degli italiani in Renzi – Già, perché il risultato del Partito democratico che in sostanza tinge di rosso l’Italia è una spinta ulteriore ad andare avanti da parte delle cittadine e dei cittadini italiani. La strada intrapresa delle riforme, seppur con qualche difficoltà, è la via giusta secondo gli elettori che vedono in Matteo Renzi la figura migliore per uscire definitivamente da questa crisi economica senza precedenti. Un risultato importante per la visione riformista di Renzi, che in questi mesi era stato ostacolato nei progetti messi sul tavolo non solo dalle opposizioni parlamentari, ma anche dai sindacati e dalla minoranza del suo partito. Doppiare il Movimento cinque stelle, in un momento storico come questo, non era facile. Il derby d’Italia, così era stato definito nei giorni scorsi il duello tra democratici e grillini, è stato vinto nettamente dai primi. Una percentuale che permette al Pd di essere il primo partito europeo e soprattutto di farla da padrone all’interno del Pse. Oltre alla soddisfazione per i diretti interessati, questo mette in luce come all’interno del socialismo continentale la forza politica principale sia rappresentata da un movimento che si definisce democratico. Probabilmente, nei prossimi mesi, il fenomeno Renzi e quello del suo Pd potrebbero essere presi come esempio dai vari partiti socialisti europei che, in alcuni casi, sono usciti con le ossa rotte dalle urne.

Il fallimento di Grillo – Oltre ad essere locomotiva dei progressisti del vecchio continente, il Pd rappresenterà a Strasburgo quella spinta europeista che si augurava. Un risultato che pone l’Italia, dopo decenni, al centro del progetto europeo insieme alla Germania che ha resistito ai vari populismi. E a proposito di populisti, è contro ogni previsione la sconfitta di Grillo. Doppiato nei voti dal Partito democratico, perde molti consensi rispetto all’ultima tornata elettorale e fallisce ogni tattica di ribaltare l’attuale composizione istituzionale. Gli italiani non hanno visto nelle sue ricette le idee per guardare con maggiore speranza al futuro. Le urla, gli insulti, citare Hitler, tirare in ballo il popolo ebraico e strumentalizzare Enrico Berlinguer non hanno prodotto alcun risultato. Semmai hanno intimorito ulteriormente lo storico elettorato moderato italiano. L’ex comico genovese, o chi per lui, doveva sapere che gli italiani sono appena usciti da un ventennio dove la tecnica dell’insulto e della violenza verbale l’hanno fatta da padrone. C’è stanchezza e disillusione rispetto a quel modo di intendere la politica e quindi hanno resistito gli anticorpi contro questo modo di fare. Inoltre la massima grillina del “tutti a casa” poteva essere una chiave interessante in un primo momento, dove il Paese era ingessato da una classe politica logorata che aveva fallito su tutti i fronti, ma adesso che una buona parte di quella classe dirigente si è rinnovata e cerca di realizzare ciò di cui l’Italia ha bisogno, è fisiologico che lo tsunami grillino si trasformi in un’innocente onda di mezza estate.

Bene la Lega, male Scelta civica – Il Movimento cinque stelle esce profondamente ridimensionato dalle elezioni europee e così anche Forza Italia, seppur con tutte le difficoltà del momento, non è poi così lontana. Anzi, il centrodestra se si coalizzasse supererebbe in numeri i grillini. Si è concluso il fenomeno Grillo? Probabile. Per ora è assordante il silenzio del guru del M5s, che qualche mese fa aveva detto che se non avesse vinto si sarebbe fatto da parte. Ancora nessuna dichiarazione, mentre impazzano critiche da parte soprattutto dei dissidenti che in questi mesi, per vari motivi, erano stati espulsi dal Movimento. Ottimo risultato, invece, lo ottiene la Lega nord. L’unico partito, insieme al Pd, a crescere rispetto alle elezioni politiche. Un piccolo 6% che, però, in Europa grazie a Marine Le Pen potrebbe avere un peso maggiore. Superano la soglia del 4% anche il Nuovo centro destra, il quale rappresenta oltre un milione di elettori, e la sinistra di Tsipras che riesce per un soffio ad eleggere qualche rappresentante a Strasburgo. Ennesimo fallimento per i Fratelli d’Italia della Meloni e per Scelta civica che rimangono fuori dal Parlamento, ma oggi la vera notizia è che Matteo Renzi ha rottamato Beppe Grillo. Niente male per un “ebetino”.

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Elettori: 49.256.169 – Votanti: 28.908.004 (58,68 %) / Sezioni pervenute: Definitivo / Fonte: Ministero dell’Interno


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