Elezioni Europee. Dalla Francia alla Spagna, i primi tratti del nuovo quadro politico 660x330

Marine Le Pen, è la nuova Signora di Francia. Il Front National, si attesta al 24,95% ed ha diritto a 24 seggi nel nuovo Europarlamento. Batte così, clamorosamente, il partito di governo del Presidente Francois Hollande, il cui Partito Socialista si è classificato al terzo posto con il 13,98% dei consensi. Il Front National è il primo partito di Francia; a seguire l’Ump con il 20,79%. Un terremoto, che ha costretto Hollande ad indire una riunione urgente all’Eliseo, stamattina alle 8.30. Il Primo Ministro francese Manuel Valls, ha però escluso la possibilità di acconsentire alle richieste della Le Pen sullo scioglimento dell’Assemblea Nazionale. E la Le Pen, dopo aver ribadito che “l’attuale sistema non è più rappresentativo e non si può ignorare chi ottiene il 25% dei voti”, è già in moto per ribaltare il quadro all’interno dello scacchiere Europa, affinando le collaborazioni con gli altri partiti euroscettici e cercando di creare una federazione, a cui è stata chiamata a partecipare anche la Lega Nord italiana.

In Germania, il partito della Cancelliera Angela Merkel, tiene banco, riconfermandosi il primo partito. La Cdu, ha ottenuto il 36%, mentre i socialisti della Spd, hanno raggiunto quota 27,5%. Da notare che anche qui, quelli antieuro di Alternaive Fuer Deutschland hanno preso il 6,5%; i Verdi sono al 10% ma il dato interessante è che il Partito Neonazista si è aggiudicato un seggio nell’Europarlamento e questo fatto, non è da sottovalutare. Anche in Gran Bretagna, il sistema di voto tradizionale è stato ribaltato; laburisti e conservatori, sono rimasti schiacciati dalla vittoria dell’Ukp di Nigel Farage, il partito più euroscettico d’Inghilterra, che ha preso oltre il 31% dei voti. Per il partito conservatore di Cameron questa è una brutta botta, soprattutto dopo che ha lanciato il referndum sullo stare dentro o fuori dall’Unione Europea.

In Grecia, a guidare la nave ci sarà Alexis Tsipras, con il suo partito Syriza, che ha ottenuto quasi il 27% dei consensi, mentre il Primo Ministro Samaras con il partito Nuova Democrazia ha subìto una retrocessione con il 22,7% dei consensi. Tsipras candidato alla presidenza della Commissione per la Sinistra Europea è stato felicissimo dell’esito delle elezioni, anche perché questo per la Grecia è uno storico risultato, visto che un partito di sinistra, in una elezione come questa, riesce a piazzarsi per primo. Tsipras, forte della vittoria, ha chiesto che ci siano le elezioni politiche al più presto, per dar modo alla popolazione di esprimere la propria scelta anche sul governo del paese.

La Spagna, ha visto il Partito Popolare del Premier Mariano Rajoi posizionarsi al 26% con 16 seggi al Parlamento Europeo; i socialisti di Alfredo Rubacalba al 23% con 14 seggi; l’estrema sinistra al 9,9% con 6 seggi e anche qui, un dato rilevante il movimento antisemita Podemos, nato a Febbraio che avrà 5 eurodeputati. Infine, la UPYD che riunisce varie forze politche, tra cui il partito nazionalista basco e quello galiziano, avrà 4 seggi.

E poi, c’è l’Italia, che con oltre il 40% dei consensi ottenuti dal PD, di certo sarà determinante per la prossima agenda europea. Ma sia il nostro paese, sia gli altri stati d’Europa che si sono espressi, ridando fiducia all’idea di Unione Europea e di cittadinanza in Europa, dovranno confrontarsi con la realtà di chi è entrato nel parlamento per dire che l’Europa non gli sta bene e che l’euro produce danni e per veicolare un processo di disgregazione. A questo, si aggiunge anche la presenza non felice, di forze di estrema destra e con matrice antisemita, che inducono a prestare molta attenzione a questo tipo di deriva e a non abbassare la guardia di fronte a fenomeni di razzismo ed invocazione della forza bruta. Anche in questo caso, all’Italia, forte dell’incredibile risultato avuto, spetterà il compito di lavorare affinché ci sia un’Europa “più europea”, un luogo dove la ripresa economico-sociale ed il rispetto dei diritti individuali, siano al centro del dialogo.

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