Cannes, il cinema italiano protagonista 660x330

La 67° edizione del Festival di Cannes si è conclusa con l’assegnazione della Palma d’Oro al film “Winter Sleep”, il più lungo della storia del festival (ben 3 ore e 15 minuti) del regista turco Nuri Bilge Ceylan (alla sua settima partecipazione a Cannes). Grande protagonista è stata l’Italia che ha vinto il Gran Prix con il film “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher, la prima donna regista italiana a vincere un premio al Festival di Cannes. Il film ha conquistato la Giuria presieduta da Jane Campion, e durante la conferenza stampa sono stati gli stessi giurati a dichiarare di essere rimasti particolarmente colpiti dall’opera della giovane regista.

Interpretato dalla sorella Alba, e da Monica Bellucci, il film racconta la storia di quattro sorelle cresciute in una famiglia di apicoltori con regole che il padre cerca di preservare anche quando la realtà industriale ha la meglio sul incontaminato mondo rurale. Gli equilibri vengono sconvolti quando nel corso dell’estate la sorella maggiore, Gelsomina, inizia ad avere dei dubbi sul futuro del proprio mondo, e si lascia tentare dall’universo fatato di Milly Catena (Monica Bellucci), presentatrice tv che promette soldi e sogni. Il suo è un desiderio di fuga ma anche una semplice curiosità adolescenziale, che porta ad aspettative, trasformazioni, delusioni e fallimenti. La regista, premiata da Sophia Loren, ha ringraziato i giurati e la sua famiglia.

Ma a Cannes, era presente anche il film d’esordio del regista siciliano Sebastiano Riso, “Più buio di mezzanotte” in concorso alla Semaine de la Critique (sezione parallela del Festival dedicata alle opere prime e seconde) dove l’anno scorso trionfò “Salvo” di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. Il film, realizzato in collaborazione con Rai Cinema, si ispira liberamente all’adolescenza di Davide Cordova (in arte Fuxia, la drag queen co-fondatore dello storico locale gay di Roma Muccassassina) che si scopre “ragazza” nella Catania degli anni ’80 dove inizia a frequentare la vivace comunità di trans e gay della città, che si riunisce ogni sera nella Villa Bellini, fuggendo da un padre violento (Vincenzo Amato), impreparato ad accettare un figlio “femmina” in un meridione dove la mascolinità è ancora un valore importante, e che sottopone il figlio a cure ormonali convinto che la sua sia una malattia; e da una madre amorevole ma ipovedente (Micaela Ramazzotti), che con dolore prende lentamente coscienza del tormento di questo suo figlio quattordicenne rifiutato dal padre. Il ruolo del protagonista è interpretato dal giovane Davide Capone, scelto dal regista dopo 9.000 provini, che con i suoi capelli rossi e la sua carnagione chiara ha conquistato Riso fin dal primo incontro.

Tra gli altri interpreti anche: Monica Guerritore, Pippo Delbono, Rosalinda Celentano e Lucia Sardo. Ad accompagnare il film sulla Croisette c’era anche il vero Davide, che oggi a 46 anni è tornato nella sua Sicilia e che tiene a dire: “Sono fiducioso che vedendo questo film altri genitori riescano a comprendere che a prescindere da ogni diversità un figlio va amato e coccolato. L’amore è quello che ci dà la forza di andare avanti”. Lo stesso regista ha dichiarato: “Sono molto onorato che Più buio di mezzanotte rientri tra i film presentati alla Semaine de la Critique, perché è un film dedicato a tutti coloro che vivono lottando per affermare la loro identità non conforme, vittime di una società che del diverso ha paura”.

Di seguito gli altri premiati:

Premio alla Regia: Bennett Miller per Foxcatcher
Premio della Giuria ex aequo: Mommy di Xavier Dolan e Adieu au language di Jean Luc Godard
Premio alla Sceneggiatura: Andrey Zvyagintsev e Oleg Negin per Leviathan
Premio per l’Interpretazione Femminile: Julianne Moore in Maps to the Stars di David Cronenberg
Premio per l’Interpretazione Maschile: Timothy Spall in Mr. Turner di Mike Leigh
Camera d’Or per la miglior Opera Prima: Party Girl di Marie Amachoukeli, Claire Burger e Samuel Theis
Palma d’Oro per il miglior cortometraggio: Leidi di Simón Mesa Soto

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