Il Viaggio di Papa Bergoglio in Terrasanta: dialogo preghiera

Papa Bergoglio è giunto in Terra santa ieri, per un percorso spirituale ed umano che durerà tre giorni. Nel 1964 era stato Papa Paolo VI, il primo vescovo di Roma, a recarsi in Giordania ed Israele, per andar fuori dai confini d’Europa. Francesco, ieri, ha scelto di nuovo la Giordania come primo momento del suo viaggio, accolto da Abd Allah nel palazzo reale. Ha indirizzato il suo affetto per le comunità cristiane, che seppur una minoranza “possono professare con tranquillità la loro fede, nel rispetto della libertà religiosa, che è un fondamentale diritto umano” e che deve esser rispettato in ogni luogo del Medioriente e nel mondo. Per questo rispetto, il Pontefice  ha incluso nel suo saluto anche la comunità musulmana ed ha apprezzato “il ruolo di guida svolto dal re Abd Allah II nel promuovere una più adeguata comprensione delle virtù proclamate dall’Islam e la serena convivenza tra i fedeli delle diverse religioni”.

Bergoglio crede fortemente nella possibilità del dialogo interreligioso tra Ebrei, Musulmani e Cristiani ed è convinto che questo dialogo possa contribuire al raggiungimento del processo di pace in una terra devastata ancora oggi dai conflitti. In Giordania, Papa Francesco, è stato salutato da una folla di 40 mila persone festanti; lo hanno atteso ed accolto allo Stadium di Amman e lì, il Pontefice ha officiato il rito della messa. Più volte Bergoglio ha indicato come l’autentico spirito dell’Islam, sia uno spirito di pace, che accoglie e protegge i luoghi sacri per entrambe le comunità religiose. Si è rivolto a tutti i fedeli, dichiarando il suo “No” alla guerra, nutrita dal mercato delle armi, al conflitto inumano della vicina Siria. Ha spronato l’uditorio, ad aver coraggio nel voler porre termine al conflitto israelo-palestinese. Recarsi nel luogo ove Gesù ha ricevuto il battesimo da Giovanni Il Battista, sull’auto elettrica del re Abdullah, conferma l’intento di Francesco: esser un uomo, tra gli altri uomini, abbracciando i costumi e le idee altrui, senza conformismi. Per questo, ha incontrato un gruppo di 600 rifugiati, aggiungendo: “Si abbandoni da parte di tutti la pretesa di lasciare alle armi la soluzione dei problemi e si ritorni alla via del negoziato. Mi rivolgo alla comunità internazionale perché non lasci sola la Giordania nel far fronte all’emergenza umanitaria derivante dall’arrivo sul suo territorio di un numero così elevato di profughi”.

Un’esperienza, quella dei profughi e dei rifugiati,  che ci tocca tutti da vicino, in particolare noi siciliani con il fenomeno degli sbarchi. Nelle stesse ore, da un’altra parte, nel cuore dell’Unione Europea, accadeva l’orrore, la strage di matrice antisemita al Museo Ebraico di Bruxelles, ad un giorno dalle elezioni europee.

Papa Francesco, ha appreso della notizia aberrante ed oggi, in visita a Betlemme, dove ha incontrato il Presidente palestinese Abu Mazen, ha messo la mano nel cuore del problema che investe da tempo immemore la storia della Terra santa: il conflitto tra israeliani e palestinesi. Il Pontefice ha parlato ancora una volta dell’intraprendenza alla pace, che si fonda sul reciproco riconoscimento dei due stati ad esistere. Nella seconda tappa del suo pellegrinaggio, di fronte alla folla riunita al Palazzo Presidenziale, ha sottolineato che bisogna “avere il coraggio della generosità e della creatività al servizio del bene”. E poi ha colpito l’attenzione degli intervenuti, in particolare rivolgendosi ad Abu Mazen, con la richiesta che “le spade diventino aratri”. E dando prova di grande creatività, il Pontefice, dopo esser passato vicino al muro che divide Betlemme da Israele, nella Piazza della Mangiatoia, ha invitato il Presidente di Israele Shimon Perez e quello palestinese Abu Mazen, a recarsi a casa sua, in Vaticano per una preghiera congiunta e per dar realizzazione al progetto di pace per il Medioriente. Ed i due capi di stato, innanzi alla sua richiesta, hanno accolto subito l’invito. Segno evidente del favore di cui gode e del carisma che “quest’uomo di Dio” esercita sul Mondo intero.

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