Liz Taylor e Richard Burton

Sempre molto dolci e rissose le otto “lune di miele” che Elizabeth Taylor, celebre “gattina dagli occhi viola” di Hollywood, visse con i suoi sette mariti. Ma quella di Taormina (con il “gigante gallese” Richard Burton, suo quinto marito che sarebbe stato poi anche il sesto) fu certamente la più movimentata e divertente. Un piatto succulento, per le famose “pettegole” hollywoodiane, quel mandolino sfasciato in testa al marito dalla super-gelosa mogliettina Liz. Solo che, il suo clamoroso gesto, la graffiante “gatta su tetto che scotta” di un notissimo film con Paul Newman non lo compì a Hollywood, per la gioia di Louella Parsons e compagne, ma in terra straniera; e le illustri signore del giornalismo americano, sempre prime nel pubblicare indiscrezioni e “notizie da strillo” su dive e divi del cinema, dovettero quella volta apprendere dai giornali i gustosissimi particolari dello scontro che c’era stato tra Liz e Richard in “luna di miele” nella Taormina dei grandi amori.

Era il 1967: lei, 35 anni, era al quinto matrimonio; lui, 45 anni, al secondo. Entrambi premiati con il David di Donatello, nella famosissima “notte delle stelle” al teatro greco: Liz Taylor per la splendida interpretazione nel film “Chi ha paura di Virginia Wolff?”, che le aveva già fatto guadagnare l’Oscar; Richard Burton, alla carriera (aveva già interpretato film importanti come “I giovani arrabbiati”, “Becket e il suo re”, “La notte dell’iguana” e “Chi ha paura di Virginia Wolff?”, girato con  la diva Liz che sarebbe poi diventata sua moglie. Una serata in mondovisione, indimenticabile, e non soltanto per la presenza di quella che era allora la coppia più amata e popolare di Hollywood; anche per l’affascinante e assolutamente inatteso fuori-programma di una spettacolare eruzione dell’Etna che mandò alle stelle l’entusiasmo di attori, presentatori e spettatori. Liz si commosse fino alle lacrime, di fronte a quel meraviglioso spettacolo della natura.

Liz Taylor e Richard Burton a Taormina: un bacio in terza a beneficio dei fotografi, dopo la clamorosa scenata di gelosia della "gattina", con il mandolino sfasciato in testa al suo quinto sposo nella sala-concerti del "San Domenico"
Liz Taylor e Richard Burton a Taormina: un bacio in terza a beneficio dei fotografi, dopo la clamorosa scenata di gelosia della “gattina”, con il mandolino sfasciato in testa al suo quinto sposo nella sala-concerti del “San Domenico”

Era la “luna di miele” di due grandi innamorati, quella vacanza a Taormina. Passeggiavano felici, mano nella mano, nei grandi corridoi dell’albergo ex convento “San Domenico”, lungo i viali di un  giardino in fiore magicamente sospeso tra cielo e mare, con l’Etna da un lato ed il teatro greco dall’altro, posavano volentieri per i fotografi; ed assistevano con grande interesse ai concerti della orchestrina a plettro che la direzione dell’albergo offriva (ed offre) per tradizione ai suoi ospiti all’ora del tè. I “fattaccio” avvenne proprio nell’intervallo di un concerto: per l’imperdonabile vezzo del divo Richard Burton di rispondere con sorrisi a tutte le starlet che incontrava e la irrefrenabile gelosia della “gattina” Liz Taylor che per l’intera prima parte del concerto aveva mal tollerato i tropo insistenti sorrisi riservati dall’aitante marito ad una ammaliante divetta in cerca di notorietà che sedeva al tavolo accanto.

Era molto nervosa, la diva Liz, sbuffava visibilmente per la rabbia quando si alzò dalla sua poltroncina, nell’intervallo; ma ritrovò subito il sorriso nel momento in cui si accostò alla pedana dell’orchestra. L’aveva molto colpita ed emozionata, durante il concerto, il mandolino che un orchestrale aveva suonato splendidamente a due passi da lei; e voleva vederlo, toccarlo con mano, quel piccolo e magico strumento. Al seguito del marito, dal tavolo accanto, si era levata anche (per unirsi al gruppo) la ammaliante ragazza che il super-galante Richard aveva ammirato per tutta la serata. Una “intollerabile provocazione”, per la gelosissima signora Burton, la presenza di quella intrusa. Tornò a sbuffare, la “gattina” Liz, quando se la vide ancora tra i piedi, i suoi dolcissimi occhi color viola si accesero d’un colpo di un rosso fuoco. Uno scatto felino ed in un attimo il prezioso mandolino che teneva in mano per ammirarlo finì sulla testa dell’amatissimo marito che le stava accanto..

Non c’erano i fotografi ad immortalare quel fulmineo e pepatissimo fuori-programma, che avrebbe potuto far guadagnar loro una montagna di soldi: la direzione dell’albergo li aveva ammessi in sala prima del concerto, non durante, per il timore che con i loro clic e flash potessero disturbare lo spettacolo. Avranno poi il contentino l’indomani, i “paparazzi” accreditati alla Rassegna del cinema, con la possibilità di scattare le foto di un appassionatissimo bacio riconciliatore in terrazza. Sì, un contentino per loro: un buon prezzo di mercato, chiaramente, l’avevano anche quelle foto, ma era ben poca cosa rispetto a quello che avrebbero avuto le immagini di un mandolino sfasciato in testa al marito dalla diva più popolare di Hollywood. A seguire visivamente l’accaduto fummo in pochi, i giornalisti: tre o quattro, con il sottoscritto che era allora capo dell’ufficio stampa della Rassegna del cinema.

Elizabeth Taylor e Richard Burton al "San Domenico": al centro, il giornalista Gaetano Saglimbeni, allora capo dell'ufficio stampa della Rassegna del cinema di Taormina
Elizabeth Taylor e Richard Burton al “San Domenico”: al centro, il giornalista Gaetano Saglimbeni, allora capo dell’ufficio stampa della Rassegna del cinema di Taormina

Scene di ordinaria vita coniugale, per i super-litigiosi coniugi Burton. Divorzieranno sei anni dopo, nel 1973, per tornare insieme dopo pochi mesi e risposarsi ufficialmente nel 1975, innamorati e rissosi come sempre, e divorziare ancora nel 1976. La diva Liz, collezionati con Burton il quinto e sesto matrimonio, passerà a nozze altre due volte, arrivando a quota otto (con sette mariti); mentre lui, dopo il secondo e terzo matrimonio con la Taylor, avrà il tempo di risposarsi solo un’altra volta, fermandosi a quota quattro (con tre mogli).

Morì per una emorragia cerebrale nel 1984, a 59 anni, il “gigante gallese” Richard Burton. E lei lo pianse come una vedova. “Gli ho sempre voluto un gran bene e non avrei esitato a sposarlo anche una terza volta, se lui me lo avesse chiesto”, dichiarò davanti alla bara la serafica Liz. Ultimo suo compagno, un fotografo (Firooz Zahevi) che aveva diciassette anni meno di lei; ma non volle sposarlo, rinunciando così al nono matrimonio che le avrebbe fatto eguagliare il record di Zsa Zsa Gabor. Morì nel 2011, a 79 anni, la diva Liz. Aveva tre figli, il primo dei quali l’aveva fatta diventare nonna (“felicissima”, non si stancava di ripetere lei ai giornalisti) a 39 anni.

I cultori di storie hollywoodiane (matrimoni, divorzi, ritorni di fiamma veri o presunti, innamoramenti a vita, etc.) dicono che Liz Taylor amò davvero soltanto un uomo: Montgomery Clift, il “giovane leone” che con Marlon Brando e James Dean costituì nel secondo dopoguerra il famosissimo gruppo dei “ribelli” di Hollywood. Liz se ne innamorò a 19 anni, quando stava per divorziare dal primo marito, Nick Hilton, erede della famosissima catena dì alberghi. “L’amicizia di una donna, per me, è molto più importante del sesso”, dichiarava allora il “bel tenebroso” e tormentatissimo Montgomery. Le sue ambiguità sentimentali (che lo portavano a preferire a letto gli uomini alle donne) lo rendevano vulnerabile, malinconico, terribilmente egoista: nei rapporti con le amiche che avevano la debolezza di innamorarsene (anche la splendida Marilyn Monroe, a 34 anni, lo amò alla follia) diventava persino crudele.

Con l’innamoratissima Liz Taylor arrivò al cinismo. Giravano il loro primo film insieme , “Un posto al sole”, nel 1951: lui aveva 31 anni, dodici più di lei. Il giorno in cui Liz gli disse chiaramente che voleva diventare sua moglie, l’imprevedibile partner sparì dalla circolazione e non si fece vedere per tre settimane, tenendo sulle spine anche regista e produttori. Ricomparve sul set in compagnia di un ragazzino dall’aria di efebo, dal quale non si staccò per l’intera durata della lavorazione del film. ”Una chiara provocazione nei confronti della diva-bambina che l’adorava”, annotarono le “pettegole” di Hollywood. “O, più semplicemente”, mi spiegò una delle sue grandi amiche e colleghe, Jean Simmons, che intervistai a Los Angeles per il settimanale “Gente” nel 1988, “un modo sbrigativo e poco urbano per dirle con i fatti quello che non aveva il coraggio di dirle a voce, e cioè che era un ‘diverso’, assolutamente incapace di amare una donna”.

Liz ne fu sconvolta, umiliata, come donna e come amica. Quell’uomo si era preso gioco dei suoi sentimenti, non soltanto della sua amicizia; ma lei continuò a volergli bene. Gli fu vicina nei momenti difficili, quando il sempre più tormentato Monty (come lo chiamavano gli amici) affogava le sue inquietudini nell’alcol e nella droga. Girarono insieme altri due film, dopo “Un posto al sole”: “L’albero della vita” e Improvvisamente l’estate scorsa”. La diva fu accanto al’amico  Monty, con tanto affetto e dedizione, anche nei momenti (terribili) del drammatico incidente d’auto che sfigurò quasi completamente il suo volto. Lo impose addirittura come suo partner, quando produttori e registi non volevano più saperne di Montgomery Clift, considerato ormai un attore finito, sempre più intrattabile, nevrotico, precocemente invecchiato, un rottame.

Il film era “Riflessi in un occhio d’oro”, che sarà poi Marlon Brando a interpretare accanto alla Taylor. Il  suo adorato Monty morì prima che la lavorazione del film cominciasse (a 46 anni, stroncato da un infarto). Non furono soltanto le “pettegole” a scrivere che quello fu l’unico vero amore della sua vita. Il grande amore della diva Liz Taylor per il “bel tenebroso” Montgomery Clift è nella storia di Hollywood.

L’articolo di Saglimbeni è tratto dal libro “Taormina: la storia, i peccati, i grandi amori” che presto sarà disponibile anche in ebook in lingua inglese.
sito web: www.gaetanosaglimbeni.jimdo.com

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