La dura reazione d’Israele ai fatti di Bruxelles

Le parole di Netanyahu e Lieberman – La sparatoria al museo ebraico di Bruxelles, in cui hanno perso la vita tre persone e una è in gravi condizioni, ha provocato l’immediata reazione di Israele. Il Primo ministro Bibi Netanyahu, insieme al Ministro degli esteri Avigdor Lieberman, ha sostenuto che l’accaduto “è il risultato dell’incitamento all’odio permanente contro gli ebrei e contro Israele. Si continuano a sentire calunnie e menzogne contro lo Stato d’Israele sul suolo europeo, mentre i crimini contro l’umanità commessi nella nostra regione vengono sistematicamente ignorati”. “L’unica arma che abbiamo noi contro tutto ciò – ha proseguito il premier israeliano – è continuare a combattere il terrorismo con ogni nostra forza”. Gli fa eco il Ministro Lieberman, che ricorda come “l’antisemitismo nel corso della storia ha assunto varie forme, ma in fondo si è sempre basato sull’odio nei confronti degli ebrei. Gli avvenimenti di Bruxelles, Tolosa e quelli del Kansas sono un avvertimento a tutti coloro che cercano di ostacolare l’unica democrazia in Medio Oriente”.

Proseguono le indagini, forse due complici – Il Belgio è la patria di 40 mila ebrei, la metà dei quali vive a Bruxelles e il resto ad Anversa. Se a questo si aggiunge che la sparatoria è avvenuta proprio vicino al museo ebraico, allora ci sono tutti gli indizi per pensare ad un attacco antisemita. Ancora non ci sono certezze, anche se gli inquirenti sono sempre più convinti di questa ipotesi. A quando si apprende dai primi rapporti delle forze dell’ordine, il tiratore (o i tiratori) sarebbero arrivati nei pressi del museo a bordo di un’audi, avrebbero parcheggiato di fronte all’edificio e dopo la sparatoria sarebbero fuggiti. Al momento la polizia, dopo aver fermato un primo sospetto, è alla ricerca del secondo indiziato. Il premier Elio Di Rupo ha assicurato i propri cittadini che “è stato messo in atto tutto per identificare e arrestare il o gli autori di questo dramma”.

“La comunità ebraica belga è sotto shock” – Alcune delle vittime non avevano documenti con se e quindi c’è voluto un po’ di tempo prima di poterli identificare. La corposa comunità ebraica del Belgio, intanto, è sconvolta da un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Il Presidente del concistoro ebraico belga, Julien Klener, ha detto in un’intervista a Ynet, un quotidiano israeliano: “L’intera comunità ebraica è in stato di shock, non abbiamo ricevuto alcuna avvertenza speciale da parte della polizia e l’attacco ci ha colto di sorpresa. La comunità ebraica è in buoni rapporti con tutti, anche con la comunità musulmana”. Sulla vicenda è intervenuto anche il Congresso ebraico mondiale, tramite il Presidente Ronald Lauder: “Due anni dopo Tolosa e alla vigilia delle elezioni europee, questo spregevole attacco rappresenta un altro terribile monito del tipo di minacce che gli ebrei in Europa si trovano ancora ad affrontare”. Parole di solidarietà e sconcerto per la vicenda di Bruxelles giungono dalle istituzioni italiane. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sostiene che “l’antisemitismo è sempre in agguato e torna a manifestarsi nei momenti di maggior confusione e tensione nell’opinione pubblica. Quel che è accaduto a Bruxelles ci richiama alla necessità di tenere sempre alta la guardia, di essere pronti a stroncare ogni rigurgito di antisemitismo”. Matteo Renzi, invece, ha inviato un messaggio al collega belga Di Rupo: “E’ inaccettabile che una simile barbarie avvenga nel cuore dell’Europa in un momento così delicato per il nostro progetto comune”.

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