Bruxelles, attacco antisemita: 3 morti al museo ebraico

Tre morti e dodici feriti – Alle 15.50 di questo pomeriggio, nella capitale belga, due donne ed un uomo sono stati uccisi con colpi di arma da fuoco e un’altra dozzina di persone sono state ferite. È questo il tragico bilancio di quello che è accaduto nei pressi del museo ebraico di Bruxelles, a pochi passi dal centro. Una vera e propria esecuzione, in grado di portare in pochi minuti sul posto la polizia che avrebbe fermato un sospetto e lo starebbe interrogando ormai da qualche ora. Le piste degli inquirenti, al momento, sono due, anche se non c’è stata alcuna rivendicazione: quella antisemita di matrice neonazista, avvalorata dal ministro degli esteri Didier Reynders ( “C’è la forte probabilità che si tratti di un atto antisemita”) e quella del terrorismo islamico. Anche secondo il sindaco della città Yvan Mayeur si tratterebbe di “un atto terroristico”. Ennesima violenza contro il mondo ebraico proprio nel cuore di Bruxelles e di un quartiere, il Salon, celebre per i negozi di antiquariato.

Una tragedia alla vigilia delle elezioni europee – Durante la festa dello Shabbat gli ebrei devono fare di nuovo i conti con la violenza nei loro confronti. A scorrere è, come sempre, sangue innocente. Il fatto richiama inevitabilmente alla memoria, quello che è successo qualche anno fa a Tolosa davanti ad una scuola ebraica quando furono uccise quattro persone. Questa volta, però, il gesto è ancora più simbolico. Nella capitale dell’Europa, alla vigilia di elezioni cruciali per il futuro del vecchio continente, si apre una nuova ferita. È come se si fosse chiuso un cerchio, proprio con la fine della campagna elettorale dove il popolo ebraico e la sua storia sono stati spesso tirati in ballo in maniera strumentale e a volte anche volgare. In un momento storico come questo, con l’avanzare dei movimenti populisti e neonazisti, ciò che è avvenuto a Bruxelles può essere un segnale molto preoccupante. Per questo motivo il premier belga Di Rupo non ha esitato a voler far sentire la propria vicinanza alle famiglie colpite dall’atto folle e ha ricordato come il “Paese è unito e solidale di fronte a questo attacco odioso”.

L’odio contro l’ebreo nel tessuto della vecchia Europa – L’antisemitismo è nel terreno belga e anche se negli ultimi decenni non aveva mostrato germogli, dopo i due attentati contro gli ebrei negli anni ’80, è un qualcosa che emerge sempre e soprattutto in periodi economicamente e politicamente delicati come quello attuale. L’odio verso l’ebreo non passa mai di moda, neanche nella “civile” Europa e non potrebbe essere altrimenti, perché l’astio nei confronti degli ebrei è qualcosa che è stato costruito con il trascorrere dei secoli, con varie complicità politiche ed ecclesiastiche, ed è molto difficile sradicarlo. Ci si sorprende per quanto avvenuto, ma se si guardasse la storia europea dal Medioevo ad oggi, purtroppo, c’è poco da rimanere stupefatti. E così è sufficiente diffondere nell’ultimo periodo un clima d’odio, come ha fatto notare il presidente della Lega belga contro l’antisemitismo Joel Rubinfeld, per ri-portare alla luce fantasmi che in realtà non sono mai andati via. Ne “La banalità del male” Hannah Arendt ricordava come ciò che la colpì fu la normalità di Eichmann e degli altri assassini dei campi di sterminio. Non erano chissà quali menti sublimi o oltre-uomini. Erano semplici macellai, burocrati della porta accanto e se il ciclo vichiano della storia ha un senso, allora c’è da preoccuparsi, perché anche gli assassini di Tolosa e Bruxelles altro non sono che persone come altre. Semplici, normali e per ciò ancora più terribili.

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