Soffiami una mail 660x330

Avete mai pensato di inviare una mail o di condividere una foto soffiando letteralmente sullo schermo del vostro Tablet o Smartphone? Non si tratta di un pesce d’aprile tardivo, ma di una delle “magie” realizzate dalla Snapback, una startup che aderisce al LUISS Enlabs, l’acceleratore di imprese della prestigiosa università romana. Il nostro Blogtaormina è stato presente all’evento “Investor Day 2014”, tenutosi il 21 maggio 2014 a Roma, per verificare quale sia lo stato delle start up italiane.

Il panorama delle imprese nascenti è assolutamente variegato e complesso. Si va dalle attività ad alto contenuto tecnologico Zenfeed, ad esempio, seleziona solo le notizie veramente rispondenti agli interessi dei propri utenti e le raccoglie in una interfaccia semplice ed unitaria) ad imprese che erogano servizi alla persona dedicati a bambini ed adolescenti (ad esempio Le Cicogne, che si occupa di baby sitting, baby taxi e tutoring) o che si occupano di fidelizzare la clientela di pub e birrerie attraverso una App (Pubster). L’incontro con le start up e le loro dimostrazioni sono stati interessanti, tanti gli applausi e le domande sotto le luci della ribalta “made in Luiss”. Dunque, abbiamo provato a mettere in difficoltà startuppers e specialisti del settore, rivolgendo loro una domanda: “qual è l’ostacolo in partenza più grande che deve affrontare una start up in Italia?”. Sorprendentemente, nessuno degli interpellati ci ha risposto nello stesso modo. Di particolare interesse sono stati i commenti di Gabriele Fronda (Pubster) e di Giuseppe Morlino (Snapback).

Ad avviso del primo, quello che rende difficile l’accesso al mercato per le imprese veramente innovative è trovare un’idea “pronta” (operativa) per il mercato di riferimento. Superare questo ostacolo, però, aiuta il percorso della nuova impresa, posto che la semplicità dell’idea imprenditoriale è un fattore che può attrarre capitali privati nell’iniziativa. Per Morlino, invece, l’ostacolo maggiore è quello di individuare persone in grado di formare una compagine societaria che possegga la giusta mentalità. Tuttavia, la voglia di fare e di non accontentarsi di una dimensione provinciale e ridotta può consentire di fare della propria idea una struttura competitiva.

Quanto visto autorizza un moderato ottimismo in ordine alle dinamiche di sviluppo e consolidamento delle start up italiane, anche tenendo conto del fatto che una indiretta forma di incentivazione all’investimento di capitali nelle nuove iniziative viene anche dalla normativa di settore. Il “decreto crescita 2.2”, infatti, (il DL 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con legge 221/2012 ed attuato dal DM 30 gennaio 2014), oltre a prevedere una serie di disposizioni di favore per le nuove iniziative economiche, all’art. 29, consente, per gli anni 2013 – 2016, di detrarre dall’IRPEF dovuta un importo pari al 19% della somma investita nel capitale sociale di start up.


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