Turchia 24 arresti per la strage nella miniera di Soma
Turchia 24 arresti per la strage nella miniera di Soma

Sono state tratte in arresto con l’accusa di “negligenza”, 24 persone, per quanto accaduto nella miniera turca di Soma, dove sono morti 301 minatori. Tra le persone finite in manette, ci sono alcuni dei responsabili tecnici e diversi dirigenti della società privata, Soma Komur, che gestisce il sito carbonifero. Tra loro, il direttore generale Ramazan Dogru, il responsabile delle operazioni, Akin Celik e il direttore finanziario, Ali Ulu. La magistratura, inoltre, potrebbe decidere l’arresto del proprietario della miniera, Alp Gurkan, uomo vicino al Premier Erdogan ed al partito di maggioranza Akp, che lo sostiene. Un giro di amicizie ed interessi, che legano il governo turco all’economia del paese ed ai mancati controlli sui luoghi di lavoro. La società privata ed il governo turco, si ostinano a negare l’assenza dei controlli sugli impianti per garantirne la sicurezza. Lo stesso portavoce del partito Akp, ha affermato che dal 2009 a Soma sono stati effettuati “undici controlli vigorosi”. Ma uno dei minatori ha spiegato bene come venivano effettuati i controlli: gli ispettori, “non andavano oltre i primi 100 metri nella miniera”. E le maschere che dovevano servire a proteggere i lavoratori dal monossido, erano vecchie e fuori uso. In uno dei rapporti preliminari, che gli esperti hanno consegnato ai magistrati, risulta che nella miniera non c’erano spie che avvisassero eventuali fughe di monossido; i soffitti erano di legno e non di metallo, quindi ad alto rischio d’incendio e di crollo. E 20 giorni fa, un tecnico aveva avvertito la direzione della miniera, che l’intero impianto elettrico non era sicuro. Non c’era nemmeno una “camera sicura”, prevista in caso d’incidenti; ambiente di sicurezza, che in Europa è obbligatorio per la legge.

L’opposizione aveva più volte chiesto al governo di prender provvedimenti con la creazione di una commissione d’inchiesta per i numerosi incidenti nella miniera, ma aveva ricevuto la bocciatura del partito di Erdogan. Tuttavia, il governo, si è dichiarato non responsabile e quindi, non sono previste dimissioni né ammissioni di complicità.

Turchia, la polizia tenta l'arresto di un bimbo di 10 anni
Turchia, la polizia tenta l’arresto di un bimbo di 10 anni

La Turchia è inferocita contro la società e contro il governo. Le manifestazioni di questi giorni, sono l’urlo di guerra verso un sistema di corruzione tra politica e mondo degli affari, che mette a rischio la vita dei lavoratori per il raggiungimento del massimo dei profitti con il risparmio sulla qualità della vita, sul posto di lavoro. Sono migliaia le persone che hanno affollato le piazze ad Istanbul, Smirne, Ankara e Soma, affiancate dai sindacati. E la risposta di Erogan è stata quella della repressione. La polizia ha usato cannoni ad acqua, proiettili di gomma, gas lacrimogeni per fermare le proteste. A Smirne le forze dell’ordine come rappresaglia hanno tentato l’arresto di un bimbetto di 10 anni. Gli accessi alla città di Soma sono controllati dai poliziotti e le manifestazioni sono state vietate. Tra gli arresti eclatanti di civili, ieri a Istanbul, 15 avvocati rappresentanti legali delle famiglie delle vittime, sono stati arrestati. Uno degli operai sopravvissuto, ha rilasciato un’intervista ai media, in cui ha narrato, le ore terribili della tragedia: “Quando ho cercato di scappare mi sono guardato indietro e ho visto i miei amici sul pavimento che si contorcevano come bestie al macello. Lottavano contro la morte come animali sacrificati. Ho chiesto al mio capo cosa dovevamo fare e lui mi ha risposto che dovevamo solo aspettare… aspettare di morire. Ho chiesto cosa era successo ai nostri colleghi nell’altra galleria e lui mi ha detto che erano tutti morti soffocati dal fumo. In quel momento ho detto al capo: io non ho nessuna intenzione di morire quaggiù”.

Galatasaray per i minatori turchi di Soma
Galatasaray per i minatori turchi di Soma

Frattanto, in tutta la Turchia, i gesti di solidarietà sono in aumento. Un segnale contro quello che è accaduto a Soma ed una denuncia indirizzata agli abusi del governo di Erdogan. Ieri sera, i giocatori del Galatasaray di Roberto Mancini, sono scesi in campo, indossando i caschi gialli dei minatori di Soma e Didier Drogba una delle figure più famose del club, ha donato un milione di euro ai familiari delle vittime.

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