Se i tifosi si ribellano agli ultras

La gioia dello Juventus stadium – Nel festoso pomeriggio domenicale di Torino, allo Juventus stadium, c’era il pienone. Famiglie, tifo organizzato e vip facevano da cornice alla partita dei loro beniamini che contro il Cagliari sono riusciti a raggiungere quota 102 punti, un risultato mai ottenuto nei campionati europei più prestigiosi. Era la celebrazione della stagione da record della squadra di Antonio Conte, acclamato più volte dalla curva per convincerlo a prolungare il suo rapporto con la società piemontese, e le tre reti siglate alla squadra sarda sono state la ciliegina sulla torta per una festa che successivamente è proseguita a piazza Castello e nelle principali vie di Torino. I giocatori, con bambini e mogli o compagne al seguito, non vedevano l’ora di tagliare un traguardo ormai certo da qualche settimana, ma non matematicamente sicuro per il grande campionato giocato dalla Roma. In un clima idilliaco, tra applausi, cori e musica, però, è comparso nella zona del tifo duro e puro uno striscione che ha richiamato i fatti della finale di Coppa Italia.

Lo striscione “Speziale libero” degli ultras – Già, quelli che hanno visto come tristi protagonisti Gastone e Genny’a Carogna. Una parte dei supporter ultras bianconeri, infatti, ha esposto una scritta, per la verità neanche troppo grande, con la solita frase “Speziale libero”. Il riferimento è sempre lo stesso. Si cita il ragazzo che uccise a Catania l’ispettore capo della polizia Filippo Raciti, per mostrare il proprio dissenso contro il sistema e lo Stato in generale. Un assassino diventato simbolo di qualcosa di più grande di lui. Una persona che, paradossalmente, gli ultras vogliono rimanga in galera per mostrare tutta la loro rabbia e radicalità. Lo striscione pro-Speziale, come abbiamo visto nelle ultime settimane, è un fenomeno internazionale nonostante la famiglia del poliziotto assassinato abbia mostrato tutto il proprio dolore di fronte ad un’azione del genere. La signora Marisa Grasso ha cercato di chiedere alle istituzioni una risposta concreta alle violenze fisiche e verbali ed in attesa che il governo, insieme alle società di calcio, prenda posizione nei confronti del tifo ultras, ieri pomeriggio sono stati gli stessi tifosi dello stadio a fare un passo simbolicamente importante contro lo striscione che inneggiava a Speziale.

 Striscione Speziale

I fischi dei tifosi agli ultras e al loro striscione – Quando dalla curva è sbucata la scritta, sono giunti sonori fischi da parte di tutti i settori dello Juventus stadium. A questi fischi gli ultras hanno cercato di reagire con insulti, ma non è servito a nulla. Numericamente erano di più e quindi hanno dovuto riporre il loro messaggio e continuare a vedere la partita. È stato solo un gesto, certo, però dietro una presa di posizione del genere c’è qualcosa di più profondo. I fatti di Roma e tutta la violenza che ne è scaturita, hanno lasciato il segno all’interno del tifo disinteressato e non organizzato. Si percepisce una sorta di stanchezza nel subire le angherie e le volgarità di una parte di pubblico, che si reca allo stadio solo per sfogare frustrazioni personali e lontane dall’idea di sport. I tifosi, quelli veri, vogliono vedere la loro squadra del cuore e divertirsi con la famiglia, proprio come si fa quando si va al cinema. L’altro elemento, invece, che emerge da tutto ciò è il voler respingere chi prova a rovinare una festa, come quella di ieri pomeriggio, perché non c’era spazio per altro. Non sarà una nuova presa di coscienza del tifo italiano, ma tutte quelle persone “normali” ed i loro fischi allo striscione “Speziale libero” sono un sentore che qualcosa sta cambiando.

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