Migranti, proseguono gli sbarchi e a Taormina si riflette sul fenomeno migratorio

Impossibile bloccare le migrazioni? – Il flusso migratorio non può essere bloccato. È questa una delle affermazioni più ricorrenti riguardo il tema dei continui sbarchi che avvengono anche sulle coste italiane. Nel corso della storia dell’umanità, del resto, non esiste una tecnica efficace per arginare un simile fenomeno. È una delle esigenze naturali delle persone quella di spostarsi per cercare condizioni di vita migliori rispetto a quelle precedenti. Il mar Mediterraneo lo sa bene e tramite le pagine di storia parla e si mostra come “un mare semi-chiuso sulle cui rive vivono popoli tanto diversi, ma allo stesso tempo tanto simili. È un mare in mezzo alle terre e dominato da queste, un mare in cui i popoli per la loro posizione geografica sono condannati a vivere insieme, a incontrare gli stessi problemi, ad avere gli stessi timori e a provare le stesse speranze”. L’unicità e la storia di questa parte di pianeta sono ben descritte dalle parole appena citate di Ferhat Horchani. Risultano, dunque, pura propaganda elettorale le parole di alcuni esponenti politici che vorrebbero trasformare il Mediterraneo in una specie di muro di Berlino del nuovo millennio.

Arrestati sei scafisti – Utopia, fantasie che lasciano il tempo che trovano. Nel frattempo a Lampedusa sono avvenuti altri sbarchi. Inferiori nel numero rispetto a quelli di qualche giorno fa, ma non per questo di secondaria importanza. Nella giornata di ieri, infatti, sono stati identificati 19 profughi, probabilmente provenienti dalla Tunisia, giunti nell’isola a bordo di una barca di circa sei metri. Hanno eluso tutti i controlli e sono stati visti passeggiare in via Roma. Con ogni probabilità verranno trasferiti nelle prossime ore, mentre l’operazione Mare nostrum procede e le forze dell’ordine hanno arrestato ben sei scafisti. È questo uno dei problemi maggiori legato al fenomeno migratorio. La Squadra mobile di Palermo ha fermato due scafisti di nazionalità egiziana con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La Squadra mobile della Questura di Catania, invece, ha arrestato quattro scafisti di nazionalità magrebina, tunisina e marocchina, i quali, oltre alla stessa accusa rivolta ai “colleghi” egiziani, devono fare i conti con il reato di omicidio plurimo e naufragio a seguito dell’evento del 12 maggio scorso. Con questi fermi salgono a 200 gli scafisti consegnati alla giustizia.

Taormina si interroga su un tema importante – I “Caronte della disperazione” sono uno dei fenomeni nati dal flusso migratorio e difficilmente, se non dovessero diminuire i continui trasferimenti, scompariranno. Anche di questo si è parlato a Taormina. Sabato, presso la Fondazione Mazzullo, l’associazione culturale “La Biblioteca di Alessandria” ha organizzato un incontro in cui erano presenti Concetta Restuccia (assistente sociale e responsabile “Immigrazione e Tratta” dell’associazione “Penelope” e presidente dell’associazione “Evaluna Onlus” di Gaggi ) e Khadija Amzil (mediatrice culturale di lingua araba dell’associazione “Penelope”). Un’opportunità per conoscere vari aspetti poco noti al grande pubblico. Si è discusso, anche, delle possibilità che l’operazione Mare Nostrum diventi europea e non solo italiana e di come la Sicilia, ormai, sia diventata per questi profughi, spesso e volentieri, solo una terra di passaggio. Una tappa per giungere in nord Europa, soprattutto in Svezia dove i migranti hanno parenti pronti ad ospitarli e possono godere di un sistema d’accoglienza meglio organizzato e più funzionale rispetto a quello italiano, anche se la storica cultura nordica è messa a dura prova da flussi interminabili. Il malessere, per esempio, lo si può notare tra i vari quartieri di Stoccolma, dove spesso e volentieri scoppiano disordini tra immigrati somali, turchi e polizia, e la rapida ascesa di movimenti nazionalisti che fanno dell’espulsione dei migranti un loro cavallo di battaglia.

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