Francesca Pascale e Dudù

Quasi sicuramente Beppe Grillo ne ha sparato un’altra delle sue. Come battuta intendo. Non riuscendo a tenere a bada il suo sangue da cabarettista, la vena comica gli ha fatto sorgere dal cuore una spiritosaggine, che avrebbe potuto avere in un piccolo locale un certo successo, ma dal palco dove si trovava, a Pavia, nella veste ormai nota di leader di un movimento politico, poteva  essere evitata. Non voglio chiaramente entrare nell’ambito politico, ma è certo che gli avversari di questa competizione elettorale, anche se proiettati nell’ambito europeo, sono decisamente tutti preparati dal punto di vista teatrale, cioè che sono tutti animali da palcoscenico, capaci di scegliere i tempi del discorso, la prosodia in tutte le sue sfumature, e le cose da dire per colpire l’uditorio. Una abilità istintiva che metterebbe a dura prova le competenze di un foniatra, e Grillo ne è un campione, considerato il suo mestiere del passato. La sua battuta ha acceso una polemica a distanza, chiaramente voluta, con Berlusconi e con la sua gentile consorte, che si è sentita a sua volta offesa.

Beppe Grillo auspicava l’affidamento di Dudù il barboncino della famiglia Berlusconi alla vivisezione, e il risentimento dei padroni può anche starci, ma non quello di tanti altri e non certo nei toni. La battuta di Grillo era studiata nell’evidente tentativo di togliere voti a Berlusconi, andando a solleticare certi elettori, che pur non essendo animalisti alla moda, un po’ snob e con la puzza sotto al naso, amano gli animali, ma comunque non apprezzano il comportamento dei loro padroni, che spesso finiscono per umanizzarli troppo e li trattano come piccole bomboniere da portare in giro in una borsetta. Mentre un povero operaio lotta ogni giorno per il sostentamento della famiglia, compreso un cane magari, si vedono girare cagnolini con accessori di marca, abitini e collari costosi, con annessi gioielli.

E vero che gli antichi romani mettevano degli orecchini alle murene, che venivano considerati animali da compagnia, ma al di là che i migliori amici dell’uomo si distinguono per fedeltà e abnegazione nei loro compiti di animali da compagnia, nel sostentamento per i ciechi, e nelle operazioni di soccorso, i cani rimangono cani. E spesso non vivono bene negli appartamenti.

Il risentimento di Silvio e della compagna ci sta tutto, ma non comprendo il grande sdegno degli animalisti e dei Verdi, che attraverso la voce di Luana Zanella hanno replicato: “Viene da pensare che quelle di Grillo siano parole di razzismo animale. La vivisezione non può essere oggetto di battute”. Anche la Biancofiore e la Santanchè se ne sono uscite con due frasi storiche da ricordare, rispettivamente: “Grillo è peggio di Hitler, è l’alter ego di Mengele, il medico boia simbolo dell’olocausto nazista”, e “Si è sempre detto che chi non ama gli animali non ama gli uomini, con Grillo ne abbiamo la certezza. Tutti dovrebbero preoccuparsi”

Ma  io mi chiedo, perché si soffre tanto per i cani e nessuno si dispera per le mucche, per tanti animali da allevamento, e per la fine ignobile che fanno i polli nelle batterie di allevamento. Una ”vita” decisamente grama che finisce in maniera indegna e nessuno si scandalizza, anzi tutti affolliamo i supermercati per acquistare un po’ di carne bianca, leggera, gustosa e salutare.

Forse non tutte le specie sono specie degne di essere protette e tutelate?

Grillo si è scusato ufficialmente su Twitter, ma a mio modesto parere non mi sembrava uno così contrario alla salute degli animali da essere paragonato a Mengele, visto che ha anche lui un cagnolino, e se pure si chiama Delirio, non sempre i suoi ragionamenti mi paiono deliranti. La ciliegina sulla torta l’ha poi messa nella sua reazione Francesca Pascale, la compagna di Berlusconi che se ne esce così: “È una notizia che Grillo sia favorevole alla vivisezione. Non è una notizia che per lui ammazzare non è un reato.”

Ma ha ammazzato veramente qualcuno e non lo so, o la Pascale si riferiva sempre a quell’incidente di venti anni fa in cui Grillo era coinvolto e in cui perirono delle persone? Siamo veramente sul fondo che per scendere ancora bisogna scavare, se in maniera così teatrale e tragicomica si finisce da una parte e dall’altra per parlare male degli altri invece che parlar bene dei propri programmi. Sarà l’ennesima campagna elettorale da cani.

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