Strasburgo Parlamento Europeo

La battaglia tra democratici e grillini – Manca poco più di una settimana alle elezioni europee. Prosegue la campagna elettorale dei vari partiti che hanno presentato le loro liste per Strasburgo, anche se, come si può notare girando per le città, non abbondano i manifesti dei vari candidati. Una campagna elettorale sottotono dal punto di vista economico, ma non mediatico. La vera battaglia, proprio come una volta, è di nuovo nelle piazze. Si contendono gli storici luoghi d’incontro della tradizione italiana, soprattutto, il Partito democratico del segretario Matteo Renzi e il Movimento cinque stelle dell’ex comico genovese Beppe Grillo. Sullo sfondo, invece, tutti gli altri. Forza Italia è impegnata a rilanciare un progetto che, a quanto pare, stenta a prendere il largo, il Nuovo centro destra è nato da poco e spera di superare la soglia di sbarramento e la Lega Nord e gli estimatori di Tsipras cercano di non essere travolti da una politica nazionale sempre più bipolare. I toni si scaldano, come mostrano le dichiarazioni di Grillo a Torino, perché la posta in palio è alta.

Che faranno i vari partiti italiani in Europa? – Da una parte il governo potrebbe ottenere l’appoggio dalle urne per la sua azione in questi mesi, dall’altro il Movimento cinque stelle potrebbe avere il sostegno di migliaia di voti che lo lancerebbero sulla cresta dell’onda. Se vince uno, perde l’altro. Nessun premio di consolazione, nessuna dichiarazione post-elezioni e tutta italiana di sentirsi ognuno vincitore di qualcosa. È uno snodo cruciale e non solo per il futuro europeo del vecchio continente. Ci si gioca il futuro. Però, in queste ore di accesa campagna elettorale nei comuni italiani, sorge una domanda. Che ruolo potrebbero avere i vari partiti, con i loro rappresentanti eletti, all’interno del Parlamento europeo? Saranno dei protagonisti del cambiamento, oppure faranno da spettatori pagati? Tutte le donne e gli uomini che occuperanno uno scranno in Europa, riusciranno a ri-portare l’Italia al centro del progetto europeo? Ed i vari partiti, all’interno dei loro gruppi di appartenenza, che peso avranno?

Il Pd traino dei socialisti – Al di là degli spot elettorali e delle farneticazioni, è questo che occorre domandarsi. L’analisi, solo seguendo le percentuali dei più recenti sondaggi, inizia dal Partito democratico. Se i numeri confermeranno le stime di queste settimana, i democratici di Matteo Renzi saranno il partito con la maggior rappresentanza all’interno del Partito socialista europeo che appoggia Martin Schulz come candidato a presiedere la Commissione europea e quindi dovrebbero sostenere la maggioranza che si formerà in Parlamento. Una bella sorpresa all’interno dei socialisti, che sarebbero trainati da una visione più liberal e americana di partito che, nei prossimi anni, sarà destinata ad avere un certo peso nella struttura della sinistra riformista europea. La rottamazione renziana, in poche parole, verrebbe estesa anche ai socialisti europei che sembrano ancora ancorati a logiche e sistemi novecenteschi. Un esempio su tutti è rappresentato dal Presidente Hollande, che anche in Francia potrebbe essere soppiantato dal premier Manuel Valls.

L’isolamento del M5s e la scommessa della Lega – Se i democratici hanno la loro casa europea, lo stesso non può dirsi per i cinque stelle. Lontani dalle storiche case politiche di Strasburgo (Pse, Ppe, Alde, Verdi e Sinistra europea) e distanti dagli euroscettici che fanno riferimento al Front National di Marine Le Pen, che potere decisionale potrebbero avere? Sinceramente poco e rischierebbero, al di là delle volgarità di Berlusconi sul luogo che spetterebbe loro in Europa, di essere isolati. Le dichiarazioni di queste ore di Beppe Grillo a sfondo sessuale contro Angela Merkel, il vaffa a Schulz e definirsi “oltre Hitler!”, del resto, sono il recinto dentro il quale gli stellati si stanno chiudendo da soli. Forza Italia, invece, è nel Ppe e a prescindere dalla percentuale che prenderà è destinata ad avere un certo ruolo tra i popolari di Strasburgo nonostante le recenti dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che avevano imbarazzato i vertici del Ppe. Stessa casa per Alfano e il Nuovo centro destra, ai quali potrebbero essere concesso un ruolo chiave dai colleghi europei che vedono di buon occhio il tentativo del ministro dell’interno di creare una destra europeista ed istituzionale. La Lega nord, infine, potrebbe giocare le sue carte a prescindere dalla percentuale, perché si è allineata al pensiero della Le Pen e quindi, paradossalmente, avrebbe un megafono a Strasburgo più efficace di partiti italiani in doppia cifra.

© Riproduzione Riservata

Commenti