Deputati M5S alla Camera durante il voto sugli ordini del giorno del decreto Lavoro
Deputati M5S alla Camera durante il voto sugli ordini del giorno del decreto Lavoro

Montecitorio si appresta a dare il via libera al dl lavoro – La giornata di oggi dovrebbe essere quella giusta per approvare in via definitiva il dl lavoro. Dopo il rallentamento di ieri dovuto alle polemiche sul caso Genovese e al successivo ostruzionismo di Sel che ha fatto chiudere i lavori in tarda serata, sono previste per questa mattina le dichiarazioni di voto e la successiva votazione. La maggioranza di governo si augura di concludere l’iter in poche ore, in modo da potersi concentrare su altri obiettivi. Uno di questi, però, non dovrebbe essere il voto sull’arresto o meno di Francantonio Genovese, che, come si è appreso ieri nel tardo pomeriggio, dovrebbe slittare a dopo le elezioni europee. Un problema non imminente per l’esecutivo, il quale sembra concentrato solo sul portare in porto il decreto legge lavoro. Uno dei tasselli principali di questi primi mesi del governo Renzi, che è stato il frutto di accordi non scontati all’interno della grande coalizione. In seguito alle modifiche approvate da Palazzo Madama, il testo dovrebbe avere in poche ore il via libera definitivo a Montecitorio. Tutto come nei piani del Presidente del consiglio, che potrà portare “a casa” un altro obiettivo prima dell’importante tornata elettorale.

Le novità del dl lavoro – Tra le novità più significative del dl lavoro, come evidenziato in questi giorni, ci sono i contratti a termini flessibili senza causale, in cui la durata massima passa da dodici mesi a tre anni ed il numero delle proroghe sale da uno a cinque. I contratti a termine avranno un tetto del 20% e per le aziende che sfonderanno questa soglia non ci sarà l’obbligo si assumere il lavoratore, bensì una sanzione pecuniaria (voluta dal Ncd) che oscilla dal 20 al 50% dello stipendio previsto per il contratto a termine. La flessibilità è la parola chiave del decreto legge lavoro e così anche l’apprendistato sarà fortemente condizionato da questo principio. Le nuove norme prevedono meno cavilli burocratici e passano da 30 a 50 il numero minimo di dipendenti che un’azienda deve avere per essere obbligata ad assumere definitivamente il 20% degli apprendisti prima di prenderne di nuovi. Il dl Poletti, in realtà, altro non è che l’anticamera del Jobs Act, il disegno di legge sul quale inizierà da qui a pochi giorni una discussione per cercare di unificare la regolamentazione del lavoro tanto per il settore pubblico, quanto per quello privato.

Piano casa, ok del Senato – Se alla Camera dei deputati si è alle prese con il dl lavoro, al Senato ieri è stato approvato il decreto casa che, adesso, dovrà tornare a Montecitorio per l’approvazione definitiva entro il 27 maggio. Tra le principali novità c’è la norma che svincola le spese per il bonus mobili da quelle per la ristrutturazione. È stato dato, inoltre, il via libera alla cedolare secca al 10% per gli affitti nei comuni colpiti da calamità naturali e ne potranno usufruire fino al 2017. Novità anche per l’Expo, dove viene stanziato un contributo di 25 milioni di euro per il comune di Milano nell’anno corrente. Inoltre solo gli inquilini di alloggi sociali potranno godere di un maxi sconto dell’Irpef e nel dl viene confermata una stretta contro le abitazioni abusive.È vietato, infatti, di garantire gli allacci delle utenze a chi occupa alloggi abusivi e per chi si trova in questi edifici è prevista l’esclusione, per un periodo massimo di cinque anni, di poter accedere alle liste per l’assegnazione delle case popolari.

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