Viva il Liceo Classico

Articolo quantomai opportuno di Giorgio Israel, su “Il Mattino” del 26 aprile scorso. Da ultimo riproposto in un sito molto utile di aggiornamento e discussione delle vicende universitarie: Roars – Return on Academic Research (http://www.roars.it/online/). Prima di rinviare a una lettura diretta dell’importante contributo del matematico (N.B.) Israel, mi sia permesso di sottolineare l’ovvio.

Senza voler stabilire delle gerarchie fuori luogo tra scuole superiori, è per me un dogma che il liceo classico sia una delle poche perle ancora rilucenti dell’Italia. Ne faccia il solo paese al mondo dove si dà a livello di massa – per tutti i ceti sociali, per grandi città e realtà di provincia (da Maglie nelle Puglie, dove studiò Aldo Moro, a Colle val d’Elsa, a Borgo San Lorenzo in Toscana, a Nicosia in Sicilia, e si potrebbe proseguire con decine e decine di altri casi…), per quartieri eleganti come per periferie a rischio – una formazione di qualità in cui sono centrali le culture e le lingue antiche a noi più legate per ragioni storiche, con studi che richiedono impegno, fatica, senso di responsabilità ai ragazzi. Posso anche testimoniare quanti, fra le matricole universitarie che si avvicinano agli studi umanistici, rimpiangano che i loro genitori non li abbiano iscritti a un liceo classico o a una scuola dove almeno si apprendesse il latino.

Non ho nessuna prova del fenomeno contrario. Nell’articolo si parla anche di insegnanti delle scuole superiori, altra categoria dalla considerazione sociale sottozero, che si autobistratta certo ma che spesso i burocrati e gli stessi universitari dall’alto del loro non si sa che cosa guardano superciliosamente o usano talvolta come terra di bivacco. Infine, le preoccupazioni sono avanzate anche in relazione a recenti interventi del ministro della istruzione e dell’università Giannini, alcune dichiarazioni della quale lasciano letteralmente ammutoliti per la disinvoltura con la quale si pensa di risolvere i secolari problemi della formazione scolastica nel paese con riforme o pseudoriforme-conigli dal cilindro che tra le altre cose porterebbero a una destrutturazione dell’attuale (ancora decoroso) assetto dei licei italiani.

E ora rinvio all’articolo di Israele Il liceo classico non è morto: http://www.roars.it/online/il-liceo-classico-non-e-morto/

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