Jacques Gaillot. Vogliamo una chiesa libera, allegra e democratica

Tre sono gli incontri organizzati dal gruppo d’impegno laico, Gaudium et Spes, un’associazione sorta di recente a Messina che hanno come protagonista il vescovo Jacques Gaillot. Il primo appuntamento è programmato all’Auditorium San Vito, a Barcellona Pozzo di Gotto, martedì 26 maggio alle ore 17.30, introduce il tema “Praticare l’amore e la giustizia dovuti al prossimo” p. Gregorio Battaglia; il secondo dal titolo “Vangelo e modernità” si svolge nella Biblioteca delle Suore Francescane Missionarie di Maria a Taormina, il 28 maggio sempre alle 17,30, coordina Suor Tarcisia Carnieletto; l’ultimo incontro è fissato nell’Aula Magna dell’Ateneo di Messina il 29 maggio, alle ore 17.30, relatore p. Felice Scalia e ha come argomento “Credere nell’uomo e credere in Dio. E’ ancora possibile oggi?”

Ma chi è monsignor Jacques Gaillot? Schierato dalla parte dei diseredati, dei poveri, degli immigrati e dei “sans-papiers” da oltre trent’anni, Gaillot crede profondamente nella parola di Cristo e vive in pratica il vangelo. Ex vescovo di Evreux, ”licenziato” dalla Santa Sede per le sue posizioni poco gradite alla Chiesa in tema di morale sessuale, ingiustizia sociale e libertà di scelta di morire in maniera dignitosa, gli è stata assegnata nel 1995 la titolarità della sede di Parthenia, un’antica diocesi africana. In questo modo il prelato ”ribelle” conserva il titolo di vescovo ma non certo l’ufficio.

Il “vescovo scandalo” (com’è stato definito dalla stampa francese) da molti anni vive in uno stabile occupato da un gruppo di senza fissa dimora a Parigi e si occupa principalmente di senza tetto ed emigranti. Leggiamo alcune delle sue dichiarazioni e vediamo alcune delle sue opere per capire chi è e come vive. Il vescovo Gaillot mette al primo posto nel percorso cristiano il dubbio e in una sua recente visita in Svizzera ha dichiarato a un giornalista: “Credo sia importante che i cattolici si pongano delle domande” e parlando della Chiesa ha affermato che è: “Un’istituzione immobile sul suo piedistallo, lontano dal popolo e da Dio. Deve cambiare, modernizzarsi.” Galliot apre le porte alle donne che hanno abortito, agli uomini e donne omosessuali, accetta le coppie che sono divorziate e che usano un metodo anticoncezionale, è convinto che le donne possono arrivare al sacerdozio e che i sacerdoti si debbano sposare.

Jacques Gaillot ha espresso più volte giudizi molto severi sulla Francia, dove vivono tre milioni di poveri e lo Stato non fa nulla per loro. “ In Francia esistono oasi di ricchezza, di lusso esorbitante ed estensi ghetti di miseria. Come disse lo scrittore Víctor Hugo: “Facciamo la carità quando non riusciamo a imporre l’ingiustizia”. Perché non è carità quello di cui si ha bisogno. La giustizia va alle cause, la carità agli effetti. Io non dico che non si debba aiutare con un piatto di minestra o un cappotto chi sta per strada. Esistono delle urgenze. Io la sera di Natale sono stato invitato a donare un piatto caldo di minestra a chi non aveva nulla. L’ho fatto ma la mia coscienza non è tranquilla, lo sapete? Ci sono delle cause strutturali che costringono la gente alla miseria e sono quelle che dobbiamo combattere. La cosa più triste è che la gente si abitua alle ingiustizie. E io dico: Sveglia! Vergognatevi! Indigniamoci contro l’ingiustizia!” Parole forti ma giuste che possono essere applicabili a tutte le nazioni occidentali pronunciate da un vescovo fuori da ogni possibile etichetta che ha ribadito più volte come Dio sia sempre il Dio degli esclusi, il Dio degli ultimi.

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